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Visualizzazione dei post con l'etichetta Sport

Onore e disonore nel Bel Paese

 Pietro Mennea raccontato da Piergiorgio Odifreddi Nel giorno d’inizio della primavera, Pietro Mennea se n’è andato a 61 anni. Era un esempio di serietà e d’onore, un uomo che aveva lavorato assiduamente per conseguire i suoi risultati: un record mondiale che resistette per 17 anni, da una parte, e quattro lauree (in scienze politiche, giurisprudenza, scienze motorie e lettere), dall’altra. In una recente intervista, alla domanda sul perché oggi l’Italia non eccella più nell’atletica leggera, come ai suoi tempi, rispose “pacatamente e serenamente”. Ricordando che lui, per dieci anni, non aveva mai perso un allenamento, nemmeno nel giorno di Capodanno. E notando che oggi, invece, i giovani sono dei “bamboccioni” che non hanno voglia di sudare né fisicamente, né intellettualmente. Lo confermano, se ce ne fosse bisogno, le interviste delle Iene ai giovani neoparlamentari del Pdl, Pd e M5S, ignoranti come asini. Una volta, sarebbero stati mandati dietro la lavagn...

Mennea, il secchione che le suonava agli americani

Un grande atleta, un monaco, un personaggio controcorrente. Per la nostra generazione un mito. Un uomo semplice che batteva gli americani. In un passato remoto portavo le scarpette chiodate ai piedi. Ero giovane, correvo. Faccio parte di quella generazione di ragazzi cresciuta col mito di Mennea, che correva nelle corsie accanto. Una generazione che si allenava con le tute senza firme, con le scarpe che ai tempi si dicevano: da ginnastica. Che indossava canottiere da gara in simil-laniccio, e calzoncini corti. All'epoca si usavano i calzoncini corti. E lui, Mennea, era un campione. Un monaco, lo ha definito Berruti, un altro grandissimo della velocità, anche lui campione olimpionico dalle falcate leggiadre. Un campione introverso che si allenava tanto, parlava poco, e studiava. Un fenomeno d'altri tempi: votato al sacrificio e alla bellezza dell'atletica, della corsa, della prestazione da migliorare. Un perfezionista che viveva da solo a Formia e studiav...

Addio Pietro Mennea, la Freccia del Sud

E' morto stamattina in una clinica a Roma, all'età di 61 anni, Pietro Mennea, ex velocista azzurro, olimpionico e per anni primatista mondiale dei 200 metri. Da tempo lottava con un male incurabile. Appresa la notizia della morte del campione Pietro Mennea, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, è rientrato precipitosamente da Milano, dove si trovava per impegni di lavoro. Il numero 1 dello sport italiano ha disposto l'allestimento della camera ardente per oggi pomeriggio, nella sede del Coni, a Roma. Mennea è stato primatista del mondo dei 200 metri dal 1979 al 1996. Un minuto di silenzio sarà osservato questa sera allo stadio di Ginevra prima dell'amichevole di calcio Italia Brasile, per ricordare Pietro Mennea. Gli azzurri scenderanno poi in campo con il lutto al braccio, per commemorare il campionissimo dell'atletica. LA FRECCIA DEL SUD E QUEL 19"72 DURATO 17 ANNI - Pietro Mennea, che è morto stamattina in una clinica romana, stroncat...

Andrea Lo Cicero annuncia il ritiro

L'Italia batte 22 a 15 l'Irlana e finisce al quarto posto il sei nazioni 2013 di Rugbym che verrà ricordato con l'ultima partecipazione di Andrea Lo Cicero da Catania. Quella di ieri all'Olimpico è stata l'ultima presenza in Nazionale per il "Barone" Lo Cicero. Il pilone azzurro del Racing-Metro Paris ha tagliato il traguardo delle 103 presenze internazionali consolidando il proprio primato di atleta più presente nella storia della Nazionale. «Ho 37 anni, mi sarebbe piaciuto giocare la mia quinta Rugby World Cup nel 2015 - ha detto ai media Lo Cicero, che aveva partecipato al suo primo Mondiale nel 1999 - ma avrò trentanove anni quando la squadra volerà in Inghilterra, è arrivato il momento di lasciare spazio ai giovani, che non mancano. Quella dell'Olimpico - ha proseguito, visibilmente commosso - sarà la mia ultima partita in Nazionale. A fine stagione lascerò il rugby giocato, continuerò ad allenarmi e sarò a disposizione per...

Coppa Africa: Nigeria, 7 giorni sesso gratis se vince

L'Associazione nazionale delle prostitute della Nigeria (Anp) ha annunciato con un comunicato che i componenti della nazionale impegnata in Coppa d'Africa (tra loro c'é il laziale Onazi), e che oggi si è qualificata per la finale a spese del Mali, avranno diritto "a una settimana di sesso gratis" nel caso vincano la finale di domenica. Va precisato che in Nigeria la prostituzione è un lavoro riconosciuto legalmente, con tanto di associazione costituita per la tutela dei diritti delle professioniste. La segretaria generale del sindacato delle prostitute della Nigeria, Jessica Elvis, ha spiegato che "con questa iniziativa vogliamo mostrare tutto il nostro appoggio alla nazionale", e si è detta convinta che l'offerta di una settimana di sesso gratis sarà "un grande incentivo per la squadra". "Ma sia ben chiaro - ha aggiunto -: l'offerta è valida solo se vinciamo il titolo, non basta essere arrivati in finale".  ...

Il Rugby e il terzo tempo e i bambini allo stadio

L'Italia oggi pomeriggio ha battuto la Francia nella prima partita del prestigioso Sei Nazioni 2013, come potete leggere anche in questo articolo.  La cosa più importante e come, oggi, alla fine della partita francesi e italiani si sono goduti il terzo tempo ballando, bevendo e giocando, cose che da italiani calciofili non possiamo vedere mai. Quello che avviene nel rugby nel calcio sarebbe impossibile. E' stato bello vedere bambini di pochi mesi allo stadio, ma anche come nessun tifoso si è trasformato in "tamarro" da partita di calcio pronto ad insultare l'avversario. Dentro e fuori lo stadio le forze dell'ordine senza casco e manganello, bambini che fuori allo stadio giocavano con adulti francesi a rugby. Questo è tanto altro oggi allo stadio Olimpico di Roma. Un grande momento di sport e divertimento vero grazie a 30 omoni, brutti, sporchi e cattivi. Rugby uno sport da insegnare e da far vedere alle giovani generazioni. Per stasera anche Nodo in Gola...

Lo staff alloggiato in prigione 10 in una stanza, tutti stranieri

La denuncia è del Daily Mail . Secondo il giornale londinese gli addetti alle pulizie sono stipati in piccoli ambienti con una doccia ogni 75 persone. Hanno firmato un accordo che vieta di comunicare all'esterno. Gli addetti alle pulizie del Parco Olimpico di Londra sono stati alloggiati in 10 in una stanza e con una doccia ogni 75 persone in un'enorme struttura allestita nei pressi dell'Olympic Stadium. E' quanto denuncia oggi il Daily Mail, sottolineando come siano centinaia gli stranieri arrivati nella capitale britannica per trovare un impiego alle Olimpiadi, "nonostante le promesse che sarebbero stati i londinesi a lavorare". "Quando ho visto i cancelli di metallo e l'alta torre nel mezzo mi è venuto in mente un campo di prigionia. Era orribile", ha raccontato Andrea Murnoz, studente spagnolo di 21 anni giunto a Londra in cerca di lavoro. "Pensavo di fare domanda, ma ho cambiato idea. Due miei amici hanno firma...

Ti senti alternativo perché non segui il calcio? Invece sei proprio una pecora

Non c’è proprio nulla da fare: ad ogni campionato del mondo e ad ogni europeo, dobbiamo sorbirci la banalissima, stucchevolissima, noiosissima ed inutilissima retorica dello snob-radical chic un po’ vanesio che, per strappare qualche facile like sulla propria bacheca facebook o un applauso dagli amici del bar, deve produce i seguenti rigurgiti retorici                “ Eh ma gli italiani diventano patriottici solo quando gioca la nazionale ”. Ok: su questa prima considerazione in buona sostanza e senza generalizzare come sempre, si potrebbe anche in parte concordare. Ma che dire del consueto pippone moralista che accusa di pateticità chiunque osi festeggiare per un successo sportivo visto che “ nel frattempo l’Italia va a rotoli, c’è la crisi, non c’è il lavoro e bla bla bla ”? C’è addirittura chi pensa che queste manifestazioni siano solo un modo per distrarre il popolino pecoreccio rispetto al ...

Mennea, 60 anni di corsa

La sua corsa non finisce mai, e anche se quel 19"72 è diventato quasi un numero magico ("la gente lo gioca al lotto e ci vince pure") non è tutta la sua vita. Già perché quel ragazzo venuto dal Sud, bianco, esile, ma caparbio e "tignoso" come nessuno non era forse un predestinato, uno special one, ma un uomo che della vita non voleva perdersi nulla: a 60 anni Pietro Paolo Mennea (festeggerà il felice traguardo il prossimo 28 giugno) infatti non è uno che si guarda troppo indietro, non è un campione che ha voluto legare la sua vita solo a quella coppia di numeri che fece di lui l'uomo più veloce del mondo. "Non ho fatto la scelta di vivere di rendita - racconta oggi Mennea - non mi volto indietro, tutti i giorni ricomincio e riprovo un'altra sfida. Per questo anche a 60 anni il mio obiettivo è andare alla ricerca di cose nuove. La corsa non finisce mai, ci ho anche scritto un libro: prima lo facevo in pista, adesso altrove, perché...

Morto a 60 anni il pugile Teofilo Stevenson

Cuba piange Teofilo Stevenson, il fuoriclasse dei pesi massimi che ha fatto sognare milioni di connazionali, orgoglioso simbolo del dilettantismo e della rivoluzione castrista. Il gigante imbattibile è morto la scorsa notte a soli 60 anni, stroncato da un problema cardiaco, e la notizia domina tutti i notiziari, le prime pagine e i discorsi della popolazione, che a Stevenson era particolarmente legata e che il leggendario campione amava a sua volta. I tre ori olimpici e i tre ori mondiali vinti basterebbero a fare di lui quasi un unicum nella storia del pugilato, ma a farlo diventare un simbolo è stato quel "no" che oppose alle sirene del professionismo. Rimane in tutti gli amanti dello sport il dolore per la perdita e rimpianto per non aver potuto assistere ad un incontro tra lui e Muhammad Ali. Quel match rimase nei sogni, perché ai promoter Stevenson rispose: "I soldi non sono nulla confrontati all'amore di otto milioni di connazionali". ...

Europei 2012 - Gli stadi dell'odio fascista

Gli Europei di calcio avranno inizio il prossimo Venerdì con la partita iniziale a Varsavia. In questi mesi molti attivisti hanno manifestado contro la tortura dei cani in Ucraina e il non rispetto dei diritti umani. Mentre gli italiani in questi ultimi giorni sono stati vittime dell'ennesimo scandalo scommesse nel calcio, un giornalista della Bbc realizzava questo interessante documentario sul razzismo presente tra i tifosi dei paesi che ospitano il campionato d'Europa. Reportage del giornalista Chris Rogers della BBC sulla violenza razzista negli stadi di Polonia e Ucraina che ospiteranno gli Europei di calcio 2012. In inglese con sottotitoli in italiano

TRE ANNI SENZA CALCIO? ECCO COSA ACCADREBBE

I dirigenti delle squadre di calcio diventerebbero opinionisti da salotto politico, mentre i calciatori tutti nei reality. Le veline si moltiplicherebbero a dismisura, e i giornaletti di gossip aumenterebbero le pagine del quintuplo...Ritratto semiserio dell'Italia senza pallone. Dunque, facciamo finta che dalla prossima stagione partano i primi tre anni senza campionati di calcio in Italia. Innanzitutto, le conseguenze. Beh, il Torino finalmente resterebbe tre anni di fila in serie A. L'Inter si vedrebbe aggiudicare a tavolino altri tre scudetti. Ma la Juventus farà conti diversi, e ne aggiungerà altri tre in bacheca, e quindi diventerebbero trentatré. La Roma avrebbe tre anni di tempo per cercare un nuovo allenatore, dopo Luis Enrique, che vada bene proprio a tutti. Del Piero potrà continuamente dare l'addio alla sua squadra del cuore, e le notizie di quello che combina Balotelli in Inghilterra riempirebbero i giornali. La Gazzetta dello Sport chiuderebbe per tre...

La Coppa Italia, i fischi all’inno e la retorica del riscatto sociale

Un post, che risponde alle inutili polemiche di ieri sera e di oggi, sui fischi all'inno nazionale prima della finale di Coppa Italia, vinta dal Napoli: Così, sovvertendo i pronostici, il Napoli vince la Coppa. Un classico due a zero alla Juve campione d’Italia. Un guizzo di Lavezzi. Il rigore di Cavani. E la staffilata chirurgica di Marek Hamsik, imbeccato dal tenore vicario Goran Pandev. Per i bianconeri di Conte è la prima sconfitta stagionale. Sfuma così la possibilità del double , come gli inglesi chiamano la doppietta Coppa-Campionato. Dopo venticinque lunghissimi anni un trofeo si aggiunge alla bacheca del club partenopeo. Il primo dell’era De Laurentiis, iniziata col fallimento del 2004 e l’onta della serie C. La Coppa è una competizione sportiva. Chiunque se la aggiudichi, la vicenda resta ben confinata nell’ambito della sfera calcistica. Ma se è il Napoli a farlo, il discorso pubblico si sposta inesorabilmente sui mali della città e sul presunto riscat...

Olimpiadi 2020, Monti non le vuole. La maggioranza sì

Dire perplesso è dire poco. Se fosse per Mario Monti, insomma, la candidatura per le Olimpiadi 2020 Roma se la potrebbe scordare. Si è portato i risultati della commissione Fortis (quella che ha stilato l’impatto economico “costi-b e n e fi c i ” di un’e ventuale investitura della Capitale) persino negli Stati Uniti e si è fatto la convinzione, molto solida a sentire chi gli sta vicino, che proprio nulla torni. Anzi. L’idea, poi, di firmare degli affidavit in bianco, sapendo che i costi che vengono sbandierati oggi (addirittura un'Olimpiade a costo zero, non si è mai visto!) mai potranno restare gli stessi, lo hanno innervosito parecchio nelle ultime ore. Così, si è preso altro tempo. La decisione finale, che doveva arrivare ieri, ci sarà stamattina. Gianni Alemanno si è “venduto”un incontro con Monti a ridosso del sì o del no . Un incontro definito “decisivo”. Peccato che Monti l’abbia smentito, con il sindaco di Roma costretto a riparare in un “comunque ci sarà”. Quando, non...

La difficile convivenza tra le bici e le automobili

L'amico di Nodo in Gola, Juan Cañadas , denuncia attraverso del nostro blog gli incidenti stradali, provocati dagli automobilisti nei confronti dei cicilisti. Ci invia un video davvero impattante, su un'incidente avvenuto pochi giorni fa in Brasile. Le immagini sono molto forti. La Redazione La convivenza fra i ciclisti e le macchine nelle grandi città è davvero difficile. L`ultimo esempio, venerdi scorso a Porto Alegre, Brasile, quando durante la manifestazione della Critical Mass, evento pacifico a favore dell'utilizzo delle biciclette, un`automobile ha travolto decine di ciclisti. L`automobilista, alla guida di un golf nero, dopo aver “perso la pazienza a causa della strada bloccata dal Critical Mass”, ha repentinamente accelerato travolgendo molti ciclisti presenti, per poi scappare a tutta velocità. Il video postato alla fine dell'articolo, vi mostra le immagini dell'incidente. Per fortuna nessun ciclista ha perso la vita nel drammatico incidente, anche se 16 ...

Spagna, la patria del doping

Un maratoneta spagnolo nel 1992, durante le olimpiadi di Barcelona, f trovato positivo. La sua giustificazione fu: " ho fatto sesso orale con mia moglie in stato di gravidanza". Non ci crederete mai, ma due anni dopo fu assolto! Questo è l'introduzione all'articolo sullo sport spagnolo! La recente assoluzione di Alberto Contador ha confermato quanto era ormai già palese da molto tempo. La lotta contro il doping in Spagna è assunta come forma di cosmesi. E’ condotta in ottemperanza alle regole internazionali , ma appena sfiora qualche grande big dello sport iberico si trova sempre un modo per fornirgli un salvacondotto. La farmacia che inquina i risultati non è opportuno combatterla, in un Paese che sempre più si identica nei suoi eroi sportivi. Negli ultimi anni la Spagna ha mietuto successi in ogni competizione ad elevata attenzione di sponsor. Allo stesso tempo i casi più clamorosi di doping si sono verificati nel Paese iberico, ultimo in Europa a dotarsi di una ...

Se questo è sport: non giocano per lutto, la Figc li punisce

La storia dello sport è piena di riferimenti ai valori, quelli che ogni disciplina porta o dovrebbe portare con sé. E' il cosiddetto fair play, già cavallo di battaglia del "Barone" Nils Liedholm ; lealtà e rispetto dell'avversario, si sente dire da più parti, sono idee da diffondere soprattutto tra i più piccoli. Poi però succede che ogni buon proposito vada a farsi benedire in nome del regolamento, della fredda norma da applicare. Una storia pallonara tutta italiana è quella che ha coinvolto la categoria dei Giovanissimi regionali della Toscana , ragazzi di non più di 12 anni, in occasione della partita tra Lucchese e Fiorentina dello scorso dicembre. Una volta al campo, si diffonde la notizia della morte improvvisa del papà di uno degli atleti. Sensibilità e buon senso convincono tutti a non giocare. Tutti tranne il giudice sportivo , che stabilisce le sconfitta a tavolino per entrambe le squadre (3-0) e una multa di circa cento euro. Parte il ricorso."I nos...

Addio Mister

Il nostro omaggio a Enzo Bearzot e alla mitica estate del 1982! L'anno del MUNDIAL.

Il grande Zeman!

Servizio di Report, dedicato al grande Zdnek Zeman, unico allenatore che ha allenato in Italia che ha denunciato il doping nel calcio e che per questo ha pagato le conseguenze in tutta la sua carriera. Grazie Zeman per la tua schiena dritta!

In ricordo di Gabriele Sandri

A tre anni dalla morte di Gabriele Sandri , il tifoso della Lazio ucciso in un'area di sosta dall' agente Luigi Spaccarotella , il fratello Cristiano racconta a SkyTG24 le difficoltà e le polemiche per aver chiesto una stele in sua memoria da collocare nel luogo della morte. Autostrade per l'Italia inizialmente aveva tentennato ma ora si dice favorevole, si attende quindi l'autorizzazione del prefetto di Arezzo. La richiesta di una targa commemorativa è supportata da 25mila firme raccolte in tutta Italia. Una dimostrazione dell'"affetto trasversale" che Cristiano Sandri evoca nel corso dell'intervista. Il 1 dicembre alla corte di assise di Arezzo ci sarà il processo di secondo grado a Spaccarotella, condannato a sei anni per l'omicidio: la famiglia, conclude Cristiano Sandri , si aspetta di riuscire ad appurare "la realtà dei fatti" .