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Speculare sui precari e massacrare la scuola

Si vedrà se il governo darà stabilizzazione a 65mila precari della scuola (in tre anni). La notizia andrebbe accolta con favore, naturalmente. Ma c’è del marcio in Danimarca anche quando sembra il contrario. Sul piano psicologico è senz’altro un sospiro di sollievo per quei professori che da anni vivono con un incarico che inizia a settembre e termina a giugno, persone per alcune migliaia tra i quaranta e i cinquanta, spesso con figli, ancora in attesa di darsi un futuro. La buona notizia finisce qui. Perché il resto è demagogia e bieca propaganda che serve a coprire il peggio. Intanto, perché ora? Non si poteva prevedere in un altro momento, considerando che è ancora tutto aperto il caos delle nuove graduatorie a «pettine». E poi perché solo 65mila, quando i posti vacanti nelle scuole sono molti di più? La misura è smaccatamente elettorale. Arriva una prospettiva per 65mila e rispettive famiglie, la fine delle snervanti attese in pieno agosto per la cattedra annuale. Certo, tutto vero...