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SANITÀ/ Ospedali a rischio crollo, pericolosi e fatiscenti: molti risalgono all’età napoleonica

Piovono calcinacci nella clinica pediatrica di Parma, il Cardarelli di Campobasso – zona ad alto rischio sismico – è una ‘bomba ad implosione’ e l’ospedale del Mare si sta ergendo alle fauci del Vesuvio . Una situazione gravissima, quella delle strutture ospedaliere, con  il 75% a rischio crollo in caso di terremoto . La tabella riportata  dalla Protezione Civile fotografa un’Italia allo sfacelo dove  il 9% degli edifici risale all’età napoleonica, il 15% alla prima guerra mondiale ed il 35% alla seconda . Denuncia l’insicurezza delle strutture anche la SMI rifacendosi all’inchiesta della Commissione Parlamentare sulla Sanità Nazionale . Non si parla di ‘strutture vecchie’ ma addirittura ‘museali’ in cui la vita dei cittadini è messa in forte pericolo. Si aspetta l’ennesima tragedia per i lavori di sicurezza? L’Italia è un Paese vecchio, si sa. Purtroppo conosciamo bene anche la lentezza con cui si prendono provvedimenti, dopo ogni tragedia - ovviament...

Nuova testimonianza al processo Mastrogiovanni

Il COMITATO VERITA’ E GIUSTIZIA PER FRANCESCO MASTROGIOVANNI, morto nel 2009 presso l'ospedale di Vallo della Lucania, ( Salerno), ci ha inviato un comunicato stampa, per raccontare cosa sta succedendo nel processo, in corso di svolgimento. Oggi alle ore 15,30 presso il Tribunale di Vallo della Lucania (Sa), presieduto dalla Dr.ssa Elisabetta GARZO, si è svolta una nuova udienza del processo Mastrogiovanni contro i diciotto medici ed infermieri del reparto di psichiatria dell’ospedale pubblico San Luca di Vallo della Lucania, dove la mattina del 4 agosto 2009 fu trovato morto il maestro elementare Francesco Mastrogiovanni di Castelnuovo Cilento, sottoposto qualche giorno prima ad un Trattamento Sanitario Obbligatorio illegittimo da parte del sindaco di Pollica e, una volta in ospedale, senza ragione fu sottoposto ad una disumana ed ininterrotta contenzione, durata ottantadue ore e ritenuta dalla magistratura inquirente contraria ad ogni regola giuridica e sanitaria. Nell’udienza od...

Lazio, Campania e Sicilia, ecco dove nasce il 'buco Sanità'

Negli ospedali italiani i ricoveri continuano a diminuire e parallelamente si riducono le giornate di degenza. Lo afferma il Rapporto Osservasalute (2010), un'approfondita analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell'assistenza sanitaria nelle regioni italiane, presentata questa mattina all'Università Cattolica di Roma.Meno giorni ricoverati L'indagine conferma che anche nell'ultimo anno analizzato dal Rapporto si evidenzia una costante riduzione dei tassi di ospedalizzazione. Dal 2001 al 2008 il tasso di ospedalizzazione complessivo del livello nazionale si è ridotto di circa 22punti percentuali (da 214,6 a 192,8 per 1.000 abitanti). Una curva verso il basso da ricondurre alla sola componente dei ricoveri ordinari, passata da 161,4 a 133,3, essendo invece leggermente aumentata nel periodo di riferimento, la quota diricoveri in regime diurno (da 53,2 a 59,0).Tutte le regioni meridionali, in particolare quelle sottoposte ai Piani di rientro, m...