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Al Qaeda chiede 30 milioni di euro per la liberazione di Rossella Urru

I rapitori di una italiana, verosimilmente Rossella Urru, 30 anni, e di uno spagnolo chiedono un riscatto di 30 milioni di euro. Lo scrive in esclusiva la France Press.   Il gruppo dissidente qaedista che tiene in ostaggio la cooperante italiana Rossella Urru e un volontario spagnolo ha chiesto un riscatto di 30 milioni di euro per la loro liberazione. Lo riferisce l’agenzia France Prese. La volontaria del Cisp Rossella Urru, trentenne sarda originaria di Samugheo, in provincia di Oristano, è da 193 giorni nelle mani dei rapitori del Movimento unito per la jihad dell’Africa occidentale. I sequestratori la prelevarono insieme a due cooperanti spagnoli nella notte tra il 22 e il 23 ottobre da un campo profughi del Sarawi, nel sud dell’Algeria, dove dirigeva un programma di cooperazione internazionale. Il 3 marzo scorso Al Jazira annunciò che la Urru era stata liberata ma poche ore dopo la notizia si rivelò infondata. Non è chiaro come mai la richiesta di risca...

Rossella Urru, sei mesi dal sequestro

Sono passati sei mesi dal sequestro di Rossella Urru e sulla sorte della cooperante di Samugheo è tornato il silenzio. Dopo la mobilitazione in rete dei mesi scorsi la prudenza prevale anche tra i membri del Comitato “Rossella Urru libera”, nato a Samugheo per tenere alta l’attenzione sul sequestro. “Siamo in apprensione – spiega Mario Sulis del comitato – la liberazione di Maria Sandra Mariani ci ha confortato un po’ e siamo in attesa di buone notizie, che però purtroppo tardano ad arrivare. Non sappiamo cosa fare, abbiamo le mani legate. I genitori sono molto provati , da sei mesi vivono nell’angoscia. Non sanno cosa pensare. Avevamo iniziative programmate ma le abbiamo sospese perché la Farnesina ha chiesto il silenzio stampa”. Intanto in rete l’attenzione resta alta. Rossella Urru, 29 anni, viene prelevata dal campo profughi Saharawi di Rabouni, nel sud dell’Algeria la notte tra il 22 e il 23 ottobre scorso. Un commando di guerriglieri del Mali irrompe nell’accampamento...

Trattative lente per la liberazione di Rossella Urru

Ancora incertezze, confusione, attesa. In assenza di comunicazioni ufficiali da parte della Farnesina, le notizie sulla sorte di Rossella Urru arrivano col contagocce da diverse fonti giornalistiche dei paesi del Sahel. Informazioni parziali, a volte contraddittorie, ma che permettono di alimentare la speranza di un imminente ritorno alla libertà della cooperante italiana. Urru, sembra ormai chiaro, non è più nelle mani del Mujao, il Movimento unito per la Jihad nell’Africa occidentale che a dicembre ne rivendicò il sequestro. Con lei, in una lenta marcia di avvicinamento verso Bamako, capitale del Mali, ci sarebbe il mediatore che l’ha ricevuta in consegna. Nell’edizione di ieri, il quotidiano La Nuova Sardegna ne rivela anche il nome: Chaid. A questo intermediario spettenelrebbe il compito di scongiurare i pericoli di un lungo viaggio attraverso il deserto, lento, a dorso di cammello, e con il rischio incombente di un ritorno sulla scena dei miliziani di Al Qaeda nel Maghreb islamico...