di Simona Bonfante L’arrivo di Monti a Palazzo Chigi ha riacquistato al paese la credibilità smarrita. I creditori che hanno in portafoglio il nostro debito hanno ritenuto che il piano messo a punto dal governo dei prof – null’altro che la razionalizzazione delle misure schizofrenicamente emergenziali che il governo precedente era stato costretto a varare nelle tre successive manovre estive – meritasse fiducia, sebbene, non incondizionata. È stata la capacità degli uomini al comando, più che quella del sistema in sé (che, appunto, è lo stesso di quello rappresentato da Berlusconi), a fornire ai titolari della nostra sovranità finanziaria la garanzia della plausibile solvibilità dei debiti. La differenza tra il governo Monti e il precedente, d’altra parte, non è ascrivibile solo alla alterità qualitativa dello standing presidenziale , ma anche al senso di visione ed alla coerenza dell’azione conseguentemente mostrate dal Premier attuale – che del Ministro dell’Econom...
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