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Cristiano Ronaldo rifiuta di scambiare la maglietta con i calciatori israeliani

A far rimbalzare la notizia in Italia è stata Iran italian radio: il fuoriclasse portoghese Cristiano Ronaldo avrebbe rifiutato lo scambio di maglia con un giocatore israeliano a fine partita tra Portogallo e Israele (3-3) per le qualificazioni ai Mondiali 2014, l scorso 22 marzo. Dal filmato raccolto – verso la fine del video – si nota come l’attaccante del Real Madrid abbandoni il campo senza fermarsi per il gesto rituale tra calciatori. Ad alimentare le polemiche, poi, è una risposta che CR7 avrebbe dato a un giornalista di al-Jazeera. Il reporter gli avrebbe chiesto: “Sei sulla terra di Israele o Palestina?”. E Ronaldo: “Sono sulla terra palestinese”. La partita è stata disputata allo ‘Winter Stadium’ di Ramat Gan, periferia di Tel Aviv. L’Emittente segnala anche un’altra notizia: nello scorso novembre il campione lusitano pare abbia donato anche un milione e mezzo di euro in favore di associazioni di volontariato che aiutano i bambini di Gaza.

La violenza identitaria nel vuoto della politica

L'aggressione di massa ai tifosi inglesi in un pub romano è una spedizione punitiva premeditata e organizzata, quindi un gesto politico. Il problema è: di che politica si tratta? Molti anni fa, dopo una rissa fra tifosi laziali e livornesi, andammo con Sandro Curzi, Silvio Di Francia e altri a cercare di convincere il patron della Lazio, Claudio Lotito, a prendere posizione contro il fascismo che dilaga nelle curve (non solo) laziali. Non capì nemmeno di che parlavamo; noi parlavamo di rifiuto del fascismo, lui continuava a insistere, come tutte le autorità calcistiche e istituzionali, che «la politica» nello stadio non ci doveva entrare. E invece proprio l'assenza della "politica" lascia il campo a pratiche che esprimono allo stato puro la forma dominante della politica in questi tempi di eclissi della politica: la politica dell'identità. Più la politica "vera" si svuota di contenuti, fra pensiero unico, leaderismi, primarie ad personam...

Ti senti alternativo perché non segui il calcio? Invece sei proprio una pecora

Non c’è proprio nulla da fare: ad ogni campionato del mondo e ad ogni europeo, dobbiamo sorbirci la banalissima, stucchevolissima, noiosissima ed inutilissima retorica dello snob-radical chic un po’ vanesio che, per strappare qualche facile like sulla propria bacheca facebook o un applauso dagli amici del bar, deve produce i seguenti rigurgiti retorici                “ Eh ma gli italiani diventano patriottici solo quando gioca la nazionale ”. Ok: su questa prima considerazione in buona sostanza e senza generalizzare come sempre, si potrebbe anche in parte concordare. Ma che dire del consueto pippone moralista che accusa di pateticità chiunque osi festeggiare per un successo sportivo visto che “ nel frattempo l’Italia va a rotoli, c’è la crisi, non c’è il lavoro e bla bla bla ”? C’è addirittura chi pensa che queste manifestazioni siano solo un modo per distrarre il popolino pecoreccio rispetto al ...

Se questo è sport: non giocano per lutto, la Figc li punisce

La storia dello sport è piena di riferimenti ai valori, quelli che ogni disciplina porta o dovrebbe portare con sé. E' il cosiddetto fair play, già cavallo di battaglia del "Barone" Nils Liedholm ; lealtà e rispetto dell'avversario, si sente dire da più parti, sono idee da diffondere soprattutto tra i più piccoli. Poi però succede che ogni buon proposito vada a farsi benedire in nome del regolamento, della fredda norma da applicare. Una storia pallonara tutta italiana è quella che ha coinvolto la categoria dei Giovanissimi regionali della Toscana , ragazzi di non più di 12 anni, in occasione della partita tra Lucchese e Fiorentina dello scorso dicembre. Una volta al campo, si diffonde la notizia della morte improvvisa del papà di uno degli atleti. Sensibilità e buon senso convincono tutti a non giocare. Tutti tranne il giudice sportivo , che stabilisce le sconfitta a tavolino per entrambe le squadre (3-0) e una multa di circa cento euro. Parte il ricorso."I nos...

Calcio sostenibile: l'energia solare finanzierà la Spal

Quando il calcio non è malaffare, doping atletico e finanziario, violenza e tutto quanto può contribuire ad allontanare il pubblico da questo sport, possono anche nascere economie alternative figlie di progetti lungimiranti e talmente virtuosi da apparire in potenza come esempi da seguire. Uno, il primo nel suo campo, lo sta attuando la Spal che, attualmente in Prima Divisione (in classifica è al terzo posto), ha presentato un innovativo progetto di autofinanziamento del club basato sulla realizzazione di un parco fotovoltaico alle porte di Ferrara e finalizzato a garantire la stabilità del futuro finanziario del club per i prossimi venticinque anni. E non è poco, in categorie nelle quali le entrate sono così anemiche da mettere ogni estate gran parte delle società a rischio fallimento: lo sanno bene a Mantova, Arezzo e Rimini, solo per citare gli ultimi casi, ma anche a Ferrara dove i libri contabili del club vennero portati in tribunale nel 2005.La Spal, questa volta, è davanti a tut...

Il grande Zeman!

Servizio di Report, dedicato al grande Zdnek Zeman, unico allenatore che ha allenato in Italia che ha denunciato il doping nel calcio e che per questo ha pagato le conseguenze in tutta la sua carriera. Grazie Zeman per la tua schiena dritta!

In ricordo di Gabriele Sandri

A tre anni dalla morte di Gabriele Sandri , il tifoso della Lazio ucciso in un'area di sosta dall' agente Luigi Spaccarotella , il fratello Cristiano racconta a SkyTG24 le difficoltà e le polemiche per aver chiesto una stele in sua memoria da collocare nel luogo della morte. Autostrade per l'Italia inizialmente aveva tentennato ma ora si dice favorevole, si attende quindi l'autorizzazione del prefetto di Arezzo. La richiesta di una targa commemorativa è supportata da 25mila firme raccolte in tutta Italia. Una dimostrazione dell'"affetto trasversale" che Cristiano Sandri evoca nel corso dell'intervista. Il 1 dicembre alla corte di assise di Arezzo ci sarà il processo di secondo grado a Spaccarotella, condannato a sei anni per l'omicidio: la famiglia, conclude Cristiano Sandri , si aspetta di riuscire ad appurare "la realtà dei fatti" .

Calcio, calcio, calcio e i giovani romani

Nodo in Gola vi propone un reportage su due giovani adolescenti di Roma che hanno come unica passione il calcio. Le telecamere di Mtv, che hanno reliazzato il video ci fanno scoprire come la società influenzi la passione dei ragazzi che durante il racconto sono critici verso i loro coetani che non "badano all'apparenza". Insomma un video da vedere per riflettere e capire dove la tv, la società globalizzata ci spinge. Il calcio come metafora di vita? Forse, a voi tocca decifrare il messaggio. Il calcio è di rigore