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Detenuto di 29 anni suicida nella caserma dei carabinieri

 Un detenuto in attesa di essere giudicato con rito direttissimo, Michele Pavone, di 29 anni, si è suicidato nella caserma dei carabinieri di Sant'Anastasia, nel Vesuviano, impiccandosi. L'uomo era nella camera di sicurezza da lunedì pomeriggio dopo l'arresto per evasione dai domiciliari e aveva trascorso la nottata senza lasciar presagire il tragico gesto.  Inutili i tentativi di rianimazione dei militari presenti nella caserma di Sant'Anastasia, che si sono accorti dell'accaduto durante i controlli periodici. La morte di Pavone è avvenuta per auto-soffocamento. Il ventinovenne ha utilizzando la sua t-shirt. Il decesso è stato constatato dal medico legale giunto sul posto insieme al pm della Procura di Nola. Grave la situazione delle carceri campani con una popolazione detenuta doppia della capienza. Tra settembre e ottobre 2010 sono stati registrati tre casi di suicidio nel carcere napoletano di Poggioreale. Nel 2011 non è andata meglio, anzi. A leggere i...

L'Orso d'oro dentro una cella

Omicidio, narcotraffico, associazione a delinquere. I reati compiuti dai protagonisti di Cesare deve morire, fresco Orso d’Oro dei fratelli Taviani, non sono “minori”. La sezione di Alta Sicurezza di Rebibbia ospita persone che hanno vissuto e commesso talvolta quegli atti violenti raccontati dai classici della letteratura e del teatro. Perché, in fondo, chi ha indagato meglio le pulsioni più oscure dell’uomo di Shakespeare, Genet, o Dante? Cosimo Rega, che interpreta Cassio nella messa in scena del Giulio Cesare narrata nel film, è un che per la camorra ha ammazzato. È in galera da 34 anni e sconta l’er gastolo. A marzo uscirà anche il suo libro, Sumino ‘o Falco, autobiografia di un ergastolano. Ma nel frattempo è diventato autore della battuta conclusiva del film, non prevista in sceneggiatura, e che da sola apre un mondo: “Da quando ho conosciuto l’arte, ‘sta cella è diventata una prigione”. Rega, assieme a un’altra trentina di detenuti, l’arte l’ha conosciuta da una decina...

Il detenuto modello, il deputato Alfonso Papa

Un detenuto in attesa di giudizio che lascia il carcere per essere processato a piede libero è sempre una buona notizia, specie in tempi di sovraffollamento carcerario. Anche se quel detenuto è il magistrato Alfonso Papa, che in carcere era abituato a mandarci gli altri. Ora, dopo 101 giorni a Poggioreale e 50 ai domiciliari, sfreccia sul motorino della sua signora in tutti i telegiornali e prende un po’ troppo sul serio il suo cognome pontificando urbi et orbi sulle “condizioni disumane delle carceri”. Poteva pensarci prima, quando faceva il pm e soprattutto quando, dal 2001 al 2008, era dirigente al ministero della Giustizia, ivi chiamato da Castelli e poi naturalmente confermato da Mastella. Ma anche dopo, quando divenne deputato e membro della consulta sulla giustizia del Pdl, il partito che porta in Parlamento noti delinquenti mentre imbottisce le galere di poveracci con leggi demenziali: ex Cirielli, immigrazione clandestina, Fini-Giova...

"Le mie prigioni" inchiesta di Presa Diretta sulle Carceri

Perché le carceri italiane sono così sovraffollate? Come mai il problema non è mai stato risolto? Cosa si potrebbe fare per evitare i troppi suicidi tra i carcerati? E' veramente necessario costruire decine di nuove carceri? L’inchiesta di “ Presadiretta ” entra nel cuore e nel nodo dei problemi del nostro sistema penitenziario. Riccardo Iacona è andato a Poggioreale , il carcere di Napoli, che è simbolo dei molti mali che affliggono gli istituti penitenziari e dà la misura di quanto grave sia la situazione. I detenuti sono ammassati in celle anguste, condannati all’inattività per la totale mancanza di progetti di riabilitazione e rieducazione e sono condannati a guardare il soffitto gran parte della giornata. Tra gli altri ha incontrato Gaetano Di Vaio , un ex detenuto che ha realizzato un documentario che dimostra l’inferno dietro le sbarre. Nella puntata anche la ricostruzione delle storie di chi non ce l’ha fatta a sopportare e si è tolto la vita, lo sc...

Detenuto s'impicca in cella

Un detenuto, Marco Fiori, 24 anni, di Alghero, si e' ucciso ieri sera nel carcere di Genova Pontedecimo impiccandosi con un lenzuolo alle grate della finestra del bagno. Lo rivela stamani il sindacato di polizia Sappe."Ieri sera alle 20 nel carcere di Genova Pontedecimo un detenuto italiano di 24 anni, che aveva già tentato il suicidio la scorsa settimana ed era in cella con un maresciallo dei Carabinieri uxoricida, che a sua volta ha tentato di togliersi la vita l'altro giorno, si e' impiccato con un lenzuolo alle grate della finestra del bagno" spiegano Donato Capece e Roberto Martinelli."E' l'ennesimo fatto drammatico che testimonia ancora una volta l'urgente necessita' di intervenire immediatamente sull'organizzazione e la gestione delle carceri, dove il numero esorbitante dei detenuti ricade pericolosamente sulle condizioni lavorative dei Baschi Azzurri del Corpo di Polizia Penitenziaria ed impedisce di svolgere servizio nel migliore ...

Per Federico Aldovrandi

Il 25 settembre scorso di cinque anni fa alcuni agenti della Polizia di Ferrara picchiavano fino a ridurlo alla morte il diciottenne Federico Aldovrandi. Qui potete leggere una lettere che gli scrive il padre e un video sul film documentario realizzato per non dimenticare. Ciao Federico, farò di tutto per non farti dimenticare! R. S. "Caro Federico, hai visto ? Quanto amore intorno a te. Quanti cuori il 25 settembre, nel ricordo di un’assurda morte. Milioni di parole sono state scritte per descrivere chi tu fossi e non saranno mai sufficienti. Non un eroe, assolutamente, ma solo un ragazzo di 18 anni, con un futuro davanti a cui hanno strappato per sempre il cuore e l’amore, senza una ragione. Sono sicuro che chi si è avvicinato a questa triste storia, ora veda in te un figlio, un fratello, un essere umano. Ti chiedo scusa di tanto orrore e non finirò mai di farlo, per te e per quella giustizia di cui anche il nonno carabiniere ti parlava orgogliosamente da vivo. Ora nella ...