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Il velo sarebbe rivoluzionario? Ditelo voi alle donne iraniane

    Polemiche. In risposta a Danilo Zolo, sul Manifesto. Le donne sono protagoniste delle rivolte arabe: non rivendicano il velo bensì la parità di genere. [Giuliana Sgrena]     di Giuliana Sgrena Che le donne abbiano avuto e continuino ad avere un ruolo fondamentale nelle rivolte/rivoluzioni arabe è verissimo e lo si deduce dalle rivendicazioni di genere portate avanti a volte anche con successo, vedi la Tunisia. Ma sostenere che il protagonismo di tali rivolte sia il cosiddetto "femminismo islamico" (basato sulla religione e portato avanti indossando il velo) è falso. Mi riferisco alla recensione di Danilo Zolo al libro di Renata Pepicelli (Il velo nell'islam....) pubblicato da il Manifesto (07/04/2012). Non voglio entrare nel merito della questione del velo su cui ho già scritto un libro (Il prezzo del velo), ma parlare del ruolo delle donne arabe in questa fase della loro storia. Chi ha creduto nel ruolo rivoluzionario o identitario del ...

La violenza del regime iraniano

L’attrice iraniana Marzieh Vafamehr è stata condannata a un anno di carcere e a 90 frustate . Non si conoscono le accuse specifiche contro di lei, ma si presume che la sentenza sia dovuta alla sua partecipazione nel film “Il mio Teheran in vendita”, che critica il regime iraniano. Come fosse un incubo la fantasia è diventata realtà per Marzieh Vafamehr, protagonista di “My Tehran for sale”, film coprodotto dall’Australia di grande successo internazionale che racconta la vita d’una attrice che vive in clandestinità e vuole uscire dell’Iran cercando più possibilità e libertà nel suo lavoro. Una condanna che mostra la censura ed i pregiudizi di genere del regime iraniano, perche non sono stati condannati ne il regista ne lo sceneggiatore del film, ma l’attrice, che era già stata arrestata a luglio e poi rilasciata dopo il pagamento di una cauzione. Il film di Granaz Moussavi è vitato nell’Iran, ma è stato proiettato nei circoli clandestini, lasciando un forte impatto tra ...

Ana Pastor, esempio di vero giornalismo

Il nostro amico spagnolo Juan Cañadas ci racconta l'intervista realizzata da Ana Pastor, al presidente dell'Iran, che durante per desviare le domande sulla mancanza di democrazia in Iran dava la colpa su tutto ad occidente e ad Israele. Sicuramente l'entourage del Governo dell`Iran si pentono amaramente di avere concesso. alla televisione pubblica spagnola, questa settiman, un' intervista a Mahmud Ahmadinejad, primo ministro del paese. Doveva essere una intervista tranquilla nella quale il presidente dell'Iran avrebbe dovuto, come al suo solito, rifiutare l`intervenzione europea in Libia, e criticare il governo di Israele. La regia e la traduzione sono stati realizzate dallo stesso Governo iraniano, ma ad una cosa nessuno aveva pensato; la giornalista che stava per intervistarlo ha davvero fegato da vendere. Nella nostra società ipermultimediale e iperinformatizzata siamo abituati a interviste dove non si può mettere in difficultà l'intervistato e infatti spess...

Pensieri d'arte sull'Iran

L'artista napoletana Angelina Silvestre, che durante il 2010 ha ricevuto premi in Italia e in Europa per le sue opere, regala al nostro blog la possibilità di ammirare, uno degli ultimi quadri che ha realizzato, questo ha come tema principale l'Iran e alle sue donne. In questi mesi l'occidente ha visto come in Iran la vita di una donna valga meno di quella di un uomo, come nel caso di Sakineh. Proprio oggi arriva la notizia che in Congo aumentano gli stupri contro le donne e così da una donna-artista arriva un grido, un'immagine che possa liberare, anche se solo in un quadro tutte le donne che soffrono. L'artista descrive così il suo quadro: "l'altalena: il desiderio di libertà in senso assoluto.Il filo spinato con gli indumenti intimi appesi, che avvolge le figure di queste donne, simboleggia il non essere liberi di mostrarsi al mondo senza pregiudizi e falsi pudori. Cultura, tradizioni e l'uomo sono simboleggiati da un muro. Quello da abbattere per l...

IRAN, LA VERITÀ DI AHMADINEJAD

Non sappiamo se crederci o meno, di sicuro non si deve far cadere l'attenzione internazionale sul regime iraniano e sulla vicenda di Sakineh!

Salviamo Sakineh

Il quotidiano Repubblica da notizia di Sakineh, UNA donna che riesce a mettere drammaticamente a nudo le paurose contraddizioni del regime iraniano. Lei si chiama Sakineh Mohammadi Ashtiani, è una madre di 42 anni, in carcere perché accusata di adulterio. Un tribunale islamico l'ha condannata nel 2006 alla pena di morte. Nel 2007 la Corte suprema iraniana ha confermato la condanna alla lapidazione, il supplizio previsto per le adultere. Un tipo di pena che in passato è già stato applicato molte volte ma che nel caso di Sakineh ha scatenato una mobilitazione internazionale senza precedenti. Vacillano le certezze della parte più militante del regime iraniano, mentre l'ala più moderna dell'apparato e della politica a Teheran si impegnano nelle proteste. Il caso giudiziario è del tutto incerto: Sakineh fu condannata sulla base di una confessione che il suo avvocato Mohammad Mostafei denuncia essere stata estorta dopo una punizione di 99 frustate. È stata accusata di aver avuto ...

Neda, non ti dimentichiamo

Un anno fa, il 20 giugno 2009, durante una manifestazione di piazza per contestare l'esito truccato delle elezioni presidenziali vinte da Mahmoud Ahmadinejad e per sostenere il leader dell'opposizione Mir Hossein Moussavi, nella via Kargar di Teheran, morì una ragazza, Neda Agha Soltan, 27 anni, ex studente di filosofia teologica, che voleva diventare una cantante. Si dice che Barack Obama pianse nella sala Ovale dopo aver visto su YouTube le immagini di Neda stesa sull'asfalto con gli occhi aperti. "Time" ha definito l'episodio "la morte in diretta più vista della storia dell'umanità". Quelle immagini sono diventate il simbolo della resistenza iraniana. A un anno dalla morte di Neda, sua madre Hajar Rostami Motlaq, cinquantenne, ha accettato per la prima volta di parlare della figlia e del suo profondo dolore. Il settimanale L'Espresso ha intervistato la madre della giovane ragazza e Nodo In Gola vi propone l'intervista: Signora Rostami,...

Iran un anno dopo

Nodo In Gola non dimentica l'onda verde iraniana che un anno fa scese per strada in tutta l'Iran per protestare contra la rielezione di Mahmoud Ahmadinejad. Noi non ci dimentichiamo di Neda, la ragazza uccisa dai militari iraniani durante una manifestazione pacifica. Noi non dimentichiamo tutti gli intellettuali e le persone detenute solo per essere in disaccordo al leade del paese. L'Iran potrebbe essere un paese diverso e i suoi cittadini meritano un altro capo. Ad un anno da la ribellione dell'Onda Verde siamo ancora vicino a tutti gli iraniani che protestano e continueremo a gridare per loro. video iran