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Visualizzazione dei post con l'etichetta siria

Siria. Parolai d'Occidente. Solo dall'Italia aiuti concreti

Le cifre dell'intervento umanitario italiano in Siria e nei Paesi limitrofi che ospitano i rifugiati. Un lavoro fatto senza clamore, senza alcuna risonanza mediatica, ma molto concreto, ben mirato, e sostanziale ed efficace . Lo confesso. Quando ho visto la mole di dati realtivi agli interventi del governo italiano a sostegno delle popolazioni siriane, così duramente colpite da una delle più grandi tragedie degli ultimi decenni, una repressione feroce, dove un dittatore, per mantenere il suo potere, sta letteralmente radendo al suolo, indiscriminatamente, le città siriane, massacrando il suo popolo inerme, sono rimasto molto sorpreso. Un lavoro fatto senza clamore, senza alcuna risonanza mediatica, ma molto concreto, ben mirato, e sostanziale ed efficace. Inevitabile ricordare le decine di annunci di altri governi occidentali, che a più riprese hanno promeso aiuti "non letali", hanno annunciato le cifre ai giornalisti, che ne hanno scritto e descritto n...

Siria, oltre 200 morti. La tv di Stato accusa i terroristi

Oltre 200 persone, in gran parte civili inermi, sono state massacrate ieri in Siria, secondo quanto denunciano gli attivisti anti-regime, che puntano l'indice contro l'esercito fedele al presidente Bashar al Assad. Il luogo teatro della strage e' Tremseh, nella provincia orientale di Hama, una di quelle piu' martoriate nella guerra civile in Siria. I resoconti sono ancora incompleti, "stiamo contando i cadaveri" riferiscono fonti nel villaggio. La tv di Stato siriana conferma il "massacro" nella cittadina, un migliaio di anime a maggioranza sunnita, e accusa i "gruppi terroristi" che "in combutta con alcuni media", vogliono "incitare l'opinione pubblica" per favorire un intervento militare alla vigilia di un nuovo incontro del Consiglio di sicurezza Onu. A New York e' stallo: la Russia in particolare si oppone a una risoluzione che richiami al capitolo VII della Carta Onu, con le potenze occidentali c...

Siria: Amnesty International rivela nuove prove dei crimini contro l'umanità in corso da parte delle forze armate

Lo scioccante crescendo di uccisioni illegali, torture, detenzioni arbitrarie e distruzioni indiscriminate di abitazioni dimostra quanto sia urgente la necessità di una decisiva azione internazionale per fermare l'ondata degli attacchi, sempre più massicci e impuniti, delle forze armate e delle milizie governative shabiha in Siria. Lo ha detto oggi Amnesty International, lanciando un nuovo rapporto di 70 pagine, dal titolo "Rappresaglie mortali", che fornisce nuove prove delle ampie e sistematiche violazioni dei diritti umani, tra cui crimini contro l'umanità e crimini di guerra, perpetrate nell'ambito di una politica di stato destinata a compiere rappresaglie contro le comunità sospettate di sostenere l'opposizione e a intimidire e assoggettare la popolazione. "Le nuove, sconcertanti prove di un sistema organizzato di gravi violazioni aumentano la necessità di una decisiva azione internazionale per fermare l'ondata dei sempre più massicci attac...

India e USA: Fermate il trafficante di morte!

Sono stati trovati altri 27 corpi di bambini massacrati in Siria. Per fermare questo orrore dobbiamo interrompere il traffico di armi verso il regime. Un modo per farlo c'è, ma richiede l’impegno di tutti noi. Ecco come: l’India e gli Stati Uniti sono tra i maggiori clienti del principale fornitori d’armi della Siria: la compagnia statale russa Rosoboronexport. Se riusciremo a convincere questi due paesi a minacciare lo stop a tutti gli accordi economici finché i russi non interromperanno il sostegno alla macchina omicida della Siria, questo fornitore di armi potrebbe essere costretto a fermare le sue esportazioni in Siria. Tanto gli Stati Uniti quanto l’India vogliono fermare la violenza in Siria, ma la diplomazia sta fallendo. Questa è la migliore opportunità che abbiamo: diamo loro un mandato di massa per agire subito. Gli Stati Uniti hanno già convinto tale compagnia a fermare la vendita di armi leggere in Siria. Se riusciremo a far salire la pressione sul...

SIRIA,VIDEO: ASSAD CONTRO TUTTI, INCLUSI I PALESTINESI

Il conflitto dimenticato in Siria Pallottole e colpi di artiglieria sparati dall’esercito siriano hanno martellato nei giorni scorsi Latakia, sulla costa mediterranea, non risparmiando nessuno incluso il quartiere al Raml al Janubi, che ospita un campo di profughi palestinesi. Secondo l’Onu, oltre 5.000 palestinesi si sono dati alla fuga da domenica. Ormai il regime del presidente Bashar Assad accusa tutti di lavorare ad una insurrezione di stampo islamista. Secondo attivisti siriani nelle ultime ore è stata presa di mira anche Jabla, cittadina costiera 20 km a sud di Latakia. Almeno 35 persone sono state uccise in quattro giorni. Assad sta domando le rivolte nel sangue e, per ora, riesce a controllare le proteste. Quanto prima potrebbe ritirare i carri armati dalle città e presentarsi con in mano un’agenda di riforme politiche che l’opposizione non sarà più nella possibilità di rifiutare. Ma forse il regime è meno stabile e forte di quanto cerchi di apparire. Nena News vi propone...

Rivolte anche in Siria. Proteste e morti in tutto il paese

Ma la comunità internazionale è distratta dalla Libia. Le forze di sicurezza del governo siriano stanno reagendo con le armi alle proteste che si sono estese in tutta la Siria contro il regime della famiglia Assad, che governa il paese da quarant’anni. Secondo Amnesty International, i morti dell’ultima settimana sarebbero 55 soltanto a Daraa, circa 150 in tutto il paese. E cominciano ad arrivare le prime condanne da parte della comunità internazionale: prima gli Stati Uniti, assieme all’Onu, poi la Gran Bretagna. Intanto, in migliaia scendono in piazza a Daraa, la città all’estremo sud della Siria, vicino al confine con la Giordania, che è il centro della rivolta. Ma anche ad Hama, nel nord, a Tall, Latakia e nella capitale Damasco i manifestanti urlano slogan contro il regime, al grido di “Pace, Dio, Siria e libertà”, bruciano i ritratti del presidente e chiedono con rabbia un governo più giusto. Il presidente siriano, Bashar Assad, invita alla calma i manifestanti e promette riforme...