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Visualizzazione dei post con l'etichetta giuliana sgrena

La paura, arma micidiale del nostro secolo

A Brindisi il micidiale attacco contro una scuola vuole diffondere la paura. Le paura è l'arma del terrorismo, ma anche dei dittatori.  La paura, un'arma micidiale. Durante un recente dibattito sulle primavere arabe, un giovane iracheno sosteneva che tutto quello che è successo in Iraq è avvenuto perché il popolo è stato tenuto in ostaggio con la paura. Non è il solo caso, è quello che hanno fatto tutti i dittatori. E non a caso i tunisini oggi ci dicono che: "nulla sarà più come prima perché abbiamo vinto la paura". "Plus jamais peur" (mai più paura) è anche il titolo di un film documentario del tunisino Mourad ben Cheikh, dedicato proprio alla rivoluzione tunisina. La paura colpisce tutti noi e si collega alla sicurezza e con questo binomio in occidente vengono imposte leggi liberticide, si creano nemici. Il fenomeno ha assunto dimensioni ancora maggiori dopo l'11 settembre, con l'attentato alle torri di New York. La paura che po...

Il velo sarebbe rivoluzionario? Ditelo voi alle donne iraniane

    Polemiche. In risposta a Danilo Zolo, sul Manifesto. Le donne sono protagoniste delle rivolte arabe: non rivendicano il velo bensì la parità di genere. [Giuliana Sgrena]     di Giuliana Sgrena Che le donne abbiano avuto e continuino ad avere un ruolo fondamentale nelle rivolte/rivoluzioni arabe è verissimo e lo si deduce dalle rivendicazioni di genere portate avanti a volte anche con successo, vedi la Tunisia. Ma sostenere che il protagonismo di tali rivolte sia il cosiddetto "femminismo islamico" (basato sulla religione e portato avanti indossando il velo) è falso. Mi riferisco alla recensione di Danilo Zolo al libro di Renata Pepicelli (Il velo nell'islam....) pubblicato da il Manifesto (07/04/2012). Non voglio entrare nel merito della questione del velo su cui ho già scritto un libro (Il prezzo del velo), ma parlare del ruolo delle donne arabe in questa fase della loro storia. Chi ha creduto nel ruolo rivoluzionario o identitario del ...

Giuliana Sgrena ricorda Nicola Calipari

Sono passati sette anni dall'omicidio di Nicola Calipari, ucciso da Mario Lozano, mitragliere ispanico del Bronx. Calipari, agente del Sismi, quel 5 marzo del 2005 si trovava a Baghdad per salvare Giuliana Sgrena, che si trovava nella capitale irachena per raccontare le violenze dell'invasione anglo-americana. La giornalista del Manifesto, esperta del mondo arabo è intervenuta a Vallo della Lucania, in provincia di Salerno, parlando del libro "Fuoco amico" che racconta le quattro settimane passate sotto sequestro e l'omicidio dell'agente segreto. La Sgrena ha raccontato l'ipocrisia tipica dell'istituzioni italiane; infatti quando Calipari fu ucciso tutti gli rendevano omaggio, e ora sette anni dopo nessuno ne parla e soprattutto nessuno parla dell'Iraq. Eppure è strano visto che sono arrivate davanti agli occhi di tutti le violenze perpretate dai soldati statunitensi agli iracheni, dall'uso del fosforo bianco, alle torture ai carcerati di ...