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I liceali francesi e l’irresistibile fascino della protesta

Cortei e scioperi, ancora, per la sesta volta da settembre in tutta la Francia. E nei cortei sempre più numerosi gli studenti . E tra gli studenti sempre più presenti i “casseurs” venuti dalle banlieue. La protesta perde di vista il suo oggetto: la riforma delle pensioni, che domani al più tardi dovrebbe essere approvata dal Senato. “Eravamo tre milioni e mezzo ” dicono i sindacati. “Falso, un milione scarso ”, replica il ministero degli Interni in una guerra di cifre ormai assai patetica. Sarkozy l’ha ribadito: “È mio dovere assicurare il finanziamento delle pensioni per le generazioni future, ed è anche mio dovere garantire l’ordine pubblico”. Il presidente non cede: conta sulla maggioranza silenziosa che non scende in piazza, che rabbrividisce davanti ai disordini, che non si sente disturbata se va in pensione a 62 anni anziché a sessanta. Il premier Fillon, solitamente più prudente, si è lasciato andare ad una previsione: quattro o cinque giorni e tutto tornerà norma...