Il nuovo faraone vara la nuova costituzione che si basa sulla sharia (legge coranica) e indice un referendum consultivo per il 15 dicembre. Opposizione in piazza Tahrir. Il presidente egiziano Mohamed Morsi accelera i tempi: ha fissato per il 15 dicembre il referendum consultivo sulla costituzione. L'ha fatto dopo essersi assicurato i pieni poteri e anticipando il giudizio della Corte suprema costituzionale (impedita fisicamente a riunirsi dai militanti islamisti) che avrebbe dovuto esprimersi sulla legittimità dell'Assemblea costituente, formata da 100 deputati scelti tra quelli eletti in parlamento, che però è stato sciolto dalla stessa corte. Con il "golpe" del 22 novembre il presidente aveva sottratto il suo operato al controllo del potere giudiziario e aveva aperto la strada al varo della costituzione, redatta e approvata solo dai costituenti islamisti (Fratelli musulmani e salafiti), perché i laici (22 su 100) si erano ritirati dall'Assemblea per il...
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