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Visualizzazione dei post con l'etichetta esercito italiano

Esposto all’uranio in Somalia, ex militare denuncia su facebook: “Non ho soldi per curarmi.”

    Quanti sono i casi di questo tipo in Italia? Quanti dei nostri ragazzi, mandati al macello sotto le bombe all’uranio per “esportare la democrazia”, sono costretti a elemosinare cure per combattere il tumore contratto? E “il Ministero della Difesa e dei comandi competenti” da anni li ignora. Ecco la storia di Marco Diana, che ha denunciato tutto su Facebook.   "Amici miei, a causa dell'inadempienza del ministero della Difesa e dei vari comandi competenti nel territorio e dei loro comandanti, se voglio continuare a restare vivo e curarmi sono costretto a mettere in vendita tutto ciò che possiedo, la mia casa interamente arredata e la vigna e qualche terreno". E' l'appello postato sul profilo Facebook da Marco Diana , ex maresciallo dell'Esercito di Villamassargia (Sulcis-Iglesiente), malato di tumore dopo aver partecipato a missioni all'estero per l'esposizione all'uranio impoverito. Diana si era congedato nel 2001, neg...

I marò e la sindrome americana dell'impunità

 Le circostanze della vicenda dei due militari del battaglione San Marco, imbarcati sul mercantile Enrica Lexie battente bandiera italiana, che incrociava al largo delle coste indiane, in acque internazionali, che sono accusati di aver sparato su un peschereccio, il St. Antony, uccidendo due pescatori locali, disarmati, scambiati per pirati, sono ancora tutte da chiarire. Per l'intanto appaiono però sorprendenti due dichiarazioni della Farnesina. La prima dice: “Il governo italiano ritiene sia competente la magistratura italiana essendo i fatti avvenuti in acque internazionali su una nave battente bandiera italiana”. Se due pescatori di Mazara del Vallo di un peschereccio che navigava al largo delle coste siciliane, sia pur in acque internazionali, fossero stati uccisi da militari indiani imbarcati su un mercantile indiano, qualcuno dubiterebbe, qui da noi, che la competenza sul tragico episodio spetti alla nostra magistratura, cioè al Paese delle vittime? Più inquietante anco...