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La sentenza Eternit: i vertici conoscevano i rischi

I giudici di Torino depositano il testo di 730 pagine: "I dirigenti erano a conoscenza dei rischi dell'amianto, ma non si sono fermati: hanno minimizzato e nascosto gli effetti nocivi. E' emerso un dolo di elevatissima intensità. Nessuna attenuante". I dirigenti della Eternit hanno perseguito "un dolo di elevatissima intensità": conoscevano il pericolo per la salute degli operai ma lo hanno ignorato, sono andati avanti. E' quanto si legge nelle motivazioni della sentenza Eternit, depositate oggi (14 maggio) presso il Tribunale di Torino. La sentenza ha condannato a 16 anni i due imputati, il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Louis De Cartier. Le motivazioni della sentenza sono racchiuse in un documento di 733 pagine. Come spiega l'Ansa, il testo racconta le fasi del più grande dibattimento mai celebrato per questioni legate ai rischi dell'amianto: fra morti e malati sono stati presi in esame diverse migliaia di cas...

Siamo tutti No Tav!

 Luca Mercalli spiega quello che sta avvenedo in Val di Susa: Beppe Grillo si pone delle domande importanti su chi ci guadagnerà dalla costruzione della Tav Effetti collaterali del "treno ad alta velocità" (documentario, colore, 2008). Una video-inchiesta sull'impatto della TAV lungo la penisola italiana. Lo scenario che si dipana analizzando l'impatto che questa "Grande Opera" esercita sui territori che attraversa - in termini ambientali, sociali ed economico/finanziari - è sorprendente. Altrettanto sorprendenti ed esemplari le proteste delle popolazioni che quell'impatto, inevitabilmente, subiscono. "Fratelli di Tav" combina il racconto di queste lotte ad una spinosa inchiesta sui rapporti tra criminalità organizzata, imprese e corruzione politica - rapporti anch'essi ad "Alta Velocità" - intercorsi nella realizzazione della Tav. Un'analisi scomoda che svela quali inquietanti dettagli siano sepolti tra...

La fabbrica dei tedeschi

La Corte d’Assise di Torino ha  depositato lunedì le motivazioni della condanna a 16 anni  e sei mesi di reclusione per  “omicidio volontario con dolo  eventuale” dell’a m m i n i stra tore delegato ThissenKrupp  Harald Hespenhahn, ritenuto colpevole di aver “cagionato”  la morte di Antonio Schiavone  (36 anni, morto sul colpo),  Roberto Scola (32), Bruno  Santino (26), Angelo Laurino  (43), Rocco Marzo (54), Rosario  Rodinò (26) e Giuseppe  De Masi (26), deceduti tra il 7  e il 31 dicembre. Secondo la  Corte il dirigente si era “rap presentato la concreta possibilità  del verificarsi di un incendio,  di un infortunio anche  mortale sulla Linea 5 di Torino,  omettendo qualsiasi intervento  di fire prevention accettandone  il rischio”. Insieme  ad Espenhahn (ma senza  contestazione del dolo) sono state condannate altre cinque  persone. L...

Torino: i bambini rom scrivono "Non vogliamo bruciare anche noi"

Hanno scritto al Prefetto della città i bambini dei campi Rom di Torino per chiedere che quanto accaduto a Roma domenica scorsa non si ripeta più. «Siamo i bambini rom che abitano nella tua città e come i 4 bimbi di rom morti giorni fa noi abitiamo nelle baracche. Abbiamo paura che le nostre case prendano fuoco e tutto bruci Chi a scuola ci va obbligato, «perché poi non ci danno più il permesso di soggiorno». «Abbiamo sentito dai grandi che tu sei buono e puoi fare tante cose belle per noi. Ci puoi aiutare - chiedono i piccoli rom - perché non succeda niente di brutto dove abitiamo? Perché non ci vieni a trovare? Così vedi che non siamo come scrivono tanti giornali, siamo bimbi come tutti, contenti di essere rom, anche se le nostre case non sono grandi come la tua». «Ti mandiamo un bacio. I bambini rom dei campi sosta di Torino. La Presidente di Idea Rom è preoccupata per la situazione e mette l'accento sui passi avanti che sono stati fatti finora in materia di integrazione: le per...

“Thyssen Krupp, fu omicidio volontario”

Sedici anni e mezzo di reclusione. È la condanna chiesta ieri dal pubblico ministero Raffaele Guariniello per l’amministratore delegato della Thyssen Krupp italiana, il tedesco Harald Espenhahn. È accusato di omicidio volontario per la morte di sette operai, uccisi da un incendio nello stabilimento torinese della multinazionale tedesca, la notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007.Dura la pena chiesta per altri quattro manager della società siderurgica, Gerald Prigneitz, Marco Pucci, Giuseppe Salerno e Cosimo Cafueri: 13 anni e mezzo per omicidio colposo. Ridotta, 9 anni, la richiesta per il sesto imputato, Daniele Moroni, l’unico al quale Guariniello ha riconosciuto una condotta processuale “ispirata palesemente alla collaborazione”. In tutto quasi 80 anni di carcere.Guariniello ha così concluso davanti alla Corte d’assise di Torino una requisitoria a puntate durata due mesi e mezzo. Prima della sentenza bisogna ancora attendere le arringhe delle parti civili e dei difensori. Si va al 2011....

Gli operai carbonizzati della Thyssen

DOPO 68 UDIENZE, IL PROCESSO PER I MORTI DELLA THYSSENKRUPP SI AVVIA ALLA FASE FINALE, CON LA REQUISITORIA DEL PUBBLICO MINISTERO RAFFAELE GUARINIELLO.