Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta università

Disperato bisogno di Governo

Non ci sono parole per descrivere l'Italia di oggi, non ci sono parole per descrivere le condizioni in cui versa la maggior parte dei cittadini di questo Paese: precari, lavoratori in cassaintegrazione, disoccupati, lavoratori minacciati e ricattati con referendum "democratici" che hanno sabotato lo statuto dei diritti dei lavoratori del 1970, legge che costituisce una delle pietre miliari del rapporto di lavoro; per non parlare dei comuni vesuviani che ormai convivono con le discariche, a causa dell’incapacità del Governo di dare risposte concrete a quella gente; o ancora la triste e grave situazione dei cittadini aquilani, costretti a vivere in una città fantasma, nel vero senso della parola. Possiamo affermare senza ombra di dubbio che L’Aquila in questo momento rappresenta l’immagine dell’Italia, un Paese crollato. Un Paese dove la Scuola e l’Università pubbliche sono state annientate dai pesanti tagli della finanziaria e da un conseguente processo di privatizzazion...

ROMA: Due, tre cose che vengono in mente pensando all'Università Italiana.,

Video realizzato per il convegno "L' Università: prove di cambiamento.E i media?" Promosso dall' Ateneo Federato delle Scienze Umane, delle Arti e dell' Ambiente della Sapienza, che si è tenuto presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione il 7 0ttobre 2010. A più di un anno di distanza sono ancora attuali queste parole, pensando all'Università Italiana che continua a perdere pezzi e rischiare il collasso. PARTE 1 PARTE 2

Calo matricole e laureati, lavoro a fatica

Meno matricole e meno laureati. L'università pubblica italiana arretra. Tutte le facoltà perdono iscrizioni (-5% nell'ultimo anno, -9,2% negli ultimi 4) - anche se le scientifiche tengono meglio - e il Sud e il Centro Italia soffrono di più rispetto al Nord. A fotografare il poco confortante scenario dell'istruzione superiore in Italia (in controtendenza gli atenei privati che registrano un aumento delle immatricolazioni del 2% assorbendo il 6,6% degli immatricolati totali) sono due rapporti, uno realizzato dal Cun (Consiglio universitario nazionale), l'altro elaborato dal consorzio Almalaurea, entrambi presentati oggi nella sede della Crui. Sul banco degli imputati certamente c'é la crisi economica - per molte famiglie mantenere un figlio all'università è diventato un costo insostenibile - ma non solo. "Manca una efficace politica di orientamento nelle scuole superiori che sventi il rischio di avere una massa di giovani di serie B rispetto agli altri Paesi...

Studio e Lavoro: le facce della stessa medaglia (Lettera aperta di Egle Radogna - Università di Firenze)

Egle Radogna - Università di Firenze ci scrive: Gentile redazione di Nodo in Gola, le parole della lettera aperta che vi invio le ho scritte pensando di rivolgerle idealmente a quanti più studenti e soprattutto persone possibili cercando di mettere nero su bianco i punti comuni della protesta che tanto accomuna queste due fasce sociali e di cittadini: il diritto allo Studio ed Lavoro giorno per giorno intrecciate dall'asfissia a cui la politica e in testa il governo le riduce. Spero la pubblichiate con un primario obiettivo: la condivisione. Grazie e a presto. Studio e Lavoro: le facce della stessa medaglia Il mondo dei lavoratori e quello dell’istruzione italiana sono uniti da un’unica e amara verità: un peso sociale che vale quanto una piuma. La nostra è una classe studentesca non ancora operaia ma operosa nella volontà di formazione – ahinoi - controcorrente ai tagli governativi, alle imposizioni di un decreto che ha fuorviato una libera discussione e decisione parlamentare in...

Non è un paese per scienziati

Per reagire al cappio di Trebondi-Giulmini che strangola teatri e atenei, i luminari del Sum (da non confondersi col Suv: Sum sta per Istituto di scienze umane ) hanno radunato alla Bicocca di Milano gli stati generali dell’intellighenzia nazionale in una maratona di due giorni dallo stuzzicante titolo “ Idee italiane. Un osservatorio sulla cultura del Paese ”, che si conclude oggi. Tra i partecipanti Gae Aulenti, Pupi Avati , Giulia Maria Crespi, Umberto Eco , Ernesto Galli della Loggia, Vittorio Gregotti, Stefano Rodotà . Tutte persone degnissime, cervelli che il mondo ci invidia. Unico neo, l’età media: settant’anni e passa. Nell’Auditorium Pirelli, costruito da Gregotti per quell’intrepido capitano di industria che risponde al nome di Marco Tronchetti Provera , ieri si aspettava con ansia l’intervento di una delle più fresche promesse della scena culturale: Vittorio Sgarbi. Sempre gli stessi nomi e volti E poi Tremonti dice che Carmina non dant panem . Altro che, lo danno...

Il paese dei dottori laureati al parcheggio

La classica laurea quadriennale italiana, con una tesi finale che talora (anche se non sempre) poteva tener testa alle tesi di PhD di altre università, era un unicum italiano. Negli altri paesi in genere c'è un primo corso triennale alla fine del quale si prende, come in Francia, una license o come nei paesi anglosassoni un BA, o baccellierato. Poi si può fare quello che in America si chiama master (ma non è esattamente quello che è ora un nostro master) e, per chi ha una vocazione alla ricerca, il PhD alla fine del quale, e solamente alla fine del quale, si viene nominati Dottore (lasciamo da parte i dottorati francesi di vari cicli perché c'è da perderci la testa). Essere Dottore, in America, è così importante, che in certe situazioni formali, per onorare uno studioso, non lo si chiama "Professor" Smith bensì "Doctor" Smith. Il Professor può essere anche un laico assunto a contratto, il Doctor ha conseguito il massimo titolo accademico. Non v...

Ma dove sono tutti gli studenti?

Ma dove sono tutti gli studenti? Perchè non si ribellano tutti a questo schifo che si sta realizzando? Sotto i palazzi del potere, a piazza Montecitorio a Roma, il grido è: “Noi la crisi non la paghiamo”. Centinaia di persone protestano contro i tagli di Tremonti e la riforma universitaria del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. La discussione, prevista per oggi, slitta a novembre ma il popolo della scuola e delle università non si ferma. Domani, a rinfoltire il presidio, arriveranno gli studenti degli istituti medi superiori. “Da dieci anni si va avanti tagliando i fondi”, dice un ricercatore della Sapienza a ilfattoquotidiano.it, rincara un collega: “Al massimo contratti da precario, rinnovabili una volta, e poi chissà che fine si farà”. Fonte: il fatto quotidiano

Atenei bloccati per la protesta dei ricercatori

L’inizio delle lezioni è rinviato a data da destinarsi. Ecco la novità di quest’anno per gli studenti delle università italiane. Molte facoltà hanno posticipato l’avvio dell’anno accademico, dopo che 10mila ricercatori, quasi la metà del totale, hanno ritirato la loro disponibilità a tenere corsi. Per protestare contro la riforma del ministro Gelmini che deve essere approvata alla Camera. E contro i tagli della finanziaria. Le lezioni sono bloccate in diverse facoltà degli atenei della capitale, da La Sapienza a Tor Vergata, a Roma Tre. Ritardi anche nelle università di Napoli, Bari, Palermo, Torino, Milano, Firenze, Pisa. E’ soprattutto l’abolizione della figura di ricercatore a tempo indeterminato a essere contestata da chi protesta. “Scaduto l’assegno di ricerca, un ricercatore potrà solo firmare un contratto di tre anni e poi ancora uno di altri tre”, dice Alessandro Ferretti , rappresentante di Rete29Aprile, il sito di riferimento per chi protesta. “Il precariato verrà così allun...

Roma, città universitaria da 600 euro a letto

Vi mostriamo un inchiesta di skytg24 e un video realizzato da studenti della Lumsa. In questo modo i romani e non fanno "affari" sugli studenti. “Per una singola 400 euro? Ma è da pazzi. Ci credo che nessuno ha ancora staccato il foglietto con il numero”. Lucia è una matricola della provincia di Foggia, è accompagnata dalla mamma e comincia la caccia a un alloggio possibilmente dalle parti della Sapienza . Non sa ancora (e neanch’io) che quello che ha davanti è un vero affare. A Roma infatti quest’anno le camere singole per studenti vanno dai 450 ai 600 euro, per un posto letto in doppia ci vogliono dai 300 ai 400 euro. E, salvo eccezioni, “in nero” con pagamenti rigorosamente in contanti, anche se ci sono norme precise che regolano i contratti d’affitto per i fuori sede. Le spese sono escluse. Se si tratta solo di luce e gas, bisogna mettere in conto altri 40 euro circa al mese da dividere tra gli inquilini dell’appartamento, che possono essere tre o anche sei. Se invece si...

«Vivo con 14 euro al giorno: sto dai miei e ceno alle sagre»

Denis, ragazzo boomerang: «Studio, lavoro (poco) e combatto» MILANO - Per limitare gli sms ha creato un gruppo su Facebook. In vacanza sceglie il campeggio, «e a cena si va per sagre». All'università prende appunti su fogli bianchi A4, i quaderni sono stati aboliti. A casa, dove vive con i suoi, conserva gli scontrini e verifica tutte le spese. Ha fatto di necessità virtù, Denis Trivellato, studente risparmiatore, lavoratore part-time, aspirante psicologo. A 28 anni ha sperimentato che «si possono diminuire i bisogni, si può controllare la vis consumistica». Con qualche sacrificio e molta soddisfazione. «Faccio attenzione a quello che spendo per non pesare sulla mia famiglia». E per favore, «non chiamatemi bamboccione». Ora la chiamano generazione boomerang , quella dei ventenni che rimandano ogni decisione, che tornano a casa dei genitori dopo la laurea. Ma c'è anche una minoranza «etica» nell'universo dei ragazzi sospesi tra infanzia e maturità. C'è un...

Laureato disoccupato?No, dipende dal cognome!

Notizia quanto mai odierna diventata ormai più consuetudine che news, è la condizione dei neo-laureati, che terminati gli studi si ritrovano a far i conti col mondo della disoccupazione. Beh a quanto pare non sempre è cosi, che forse ci siano laureati fortunati e non, o più semplicemente laureati con un cognome e altri con un altro? Di seguito un articolo tratto dal sito "newnotizie.it". Barbara Berlusconi: laurea con lode e polemica Metti una studentessa modello che corona il suo percorso accademico con un 110 e lode ; metti una tesi sui risvolti filosofici del pensiero di un economista premio Nobel indiano, e metti infine la soddisfazione di un papà che si gongola gustandosi il momento della proclamazione . Fin qui un quadretto più o meno possibile, reso straordinario però non tanto dal cognome impegnativo della neo dottoressa, ma dall’allettante proposta che alla stessa viene rivolta. Ecco la cronaca: Barbara Berlusconi , 26enne figlia del premier e di Veronica Lario, ...