Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta messina

Quando Giampilieri venne travolta da un fiume di fango

Un fiume di fango, radici e ulivi”. La voce di Orazio è secca, l’espressione concitata. Quattordici mesi dopo quella tragedia, inizia così il suo racconto della sera dell’1 ottobre 2009 , quando la montagna che sovrasta Giampilieri , una piccola frazione a una manciata di chilometri da Messina, si muove travolta dall’acqua, dalla terra e forse da un abusivismo inarrestabile. Trascina via ogni cosa che incontra: auto, pietre e alberi. E, soprattutto, gli affetti più cari. Orazio, quella notte assiste impotente alla morte dello zio, schiacciato dal peso di un “fango secco e duro”, quasi di marmo. Non è difficile allora capire perché, a più di un anno da quell’alluvione che s’è portata via 37 persone, nel messinese la paura è ancora molta . Per scacciarla, non bastano le prove di evacuazione in caso di nuovo allarme e non è neppure sufficiente la tenacia con la quale molti residenti hanno provato a ripartire, riaprendo le saracinesche dei vecchi negozi . Divise in zone rosse, viola e gia...

Alluvione di Messina un anno dopo

“Ogni volta che il cielo diventa grigio iniziano le palpitazioni. Come un kamikaze mi tuffo in strada e, insieme con i miei colleghi, cerco di convincere tutti i cittadini a uscire dalle proprie case per raggiungere la scuola media intitolata a Pasquale Simone Neri (il giovane sottufficiale della Marina morto dopo aver salvato dal fango otto suoi compaesani, ndr) . Perché solo lì sono al sicuro”. A Giampilieri, oggi, si vive così. A un anno dall’alluvione che, nella notte tra il 1 e il 2 ottobre ha colpito alcuni comuni del messinese , resta la paura, come racconta il maresciallo Giuseppe Curcio. Il terrore che le piogge possano scatenare nuovamente quella colata di fango che, 12 mesi fa, ha sepolto 37 persone e travolto il cuore del Paese. Già lo scorso 4 settembre alcune famiglie hanno trascorso la notte nelle loro automobili, terrorizzate da un violento temporale. Eppure le sirene, che dovrebbero dare l’allarme in caso di maltempo, erano rimaste in silenzio. “E’ un sistema che non ...

Messina si libera del Cemento

Il movimento Nonviolento di Messina, guidato da Renato Accorinti, domani darà vita a una manifestazione per “Piantare alberi”. Infatti Dopo decenni di mala politica e speculazione edilizia, Messina è l’ultima città anche per il Verde Pubblico ( 0,4 m 2 per abitante – Classifica 2009 del Sole 24ore ). Circa quindici mesi fa, cittadini, associazioni, movimenti hanno deciso di portare avanti una forte protesta e proposta attraverso una petizione sintetizzata in tre punti: la creazione di grandi parchi in città attraverso il recupero delle poche aree estese rimaste tra le quali, ad esempio, quelle delle “ Cave della Panoramica dello Stretto ” o delle aree militari presenti nel perimetro cittadino: Ospedale Militare (Viale Europa), XXIV Artiglieria (Contesse) , Marina Militare (Zona Falcata), Brigata Aosta (Bisconte), come già avvenuto, ad esempio, a Bologna con la conversione dell’area militare Prati di Caprara in Parco Pubblico Spadolini ; l’individuazione in tutti i quartieri di...