Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta manifestazione

Le scuse che Letta deve agli operai di Terni

Un premier di centrosinistra deve far sentire la vicinanza ai lavoratori. La polizia oggi ha usato i manganelli in una città baluardo della democrazia. [Fabio Luppino] Il presidente del Consiglio non può tacere su quello che è successo a Terni stamattina. Al di là della coalizione che rappresenta Enrico Letta sarebbe espressione di una forza politica di sinistra, che sta con gli operai, ne ascolta le istanze, li difende, il Pd. Vedere quattrocento operai in allarme per il loro futuro manganellati dalla polizia è sconcertante in qualsiasi momento politico, di più oggi che il premier non è Berlusconi, ma Enrico Letta. La Confindustria si sta spazientendo con il governo e ha moltissime ragioni. Alle parole non seguono fatti. La gente continua a perdere lavoro, le fabbriche chiudono, falliscono. Non si mandano a Terni agenti pronti a picchiare. La responsabilità politica non è solo del ministro Alfano (che stasera ha telefonato al sindaco della città), titolare degli Interni, del ...

manifestazione del sindacato di polizia, 21/09/2011

Montecitorio assediata da manifestanti "poliziotto" anche loro stufi di questo ormai inesistente governo del fare "a c...o di cane" (cit. tratta dalla serie Boris). PARTE 2

Lacrimogeni assassini

Sono in pochi a conoscere che le armi usate dalle forze dell'ordine durante le manifestazioni sono molto pericolose, non sono solo le pistole a causare vittime, ma anche lacrimogeni e proiettli di gomma, come ci racconta il nostro amico Juan Cañadas Dieci anni dopo la morte di Carlo Giuliani a Genova, gli scontri tra manifestanti e le forze di polizia lasciano ancora un triste numero di civili morti e feriti. Una lotta impari nella qualle i poliziotti non hanno esitato ad aprire fuoco sulla popolazione uccidendo, negli ultimi mesi, manifestanti in paesi come la Siria, lo Yemen, l`Argelia o l`Egitto. Ma anche le arme chiamate “non letali” (less-lethal) possono essere mortali quando non vengono utilizzate in modo giusto. È noto il caso dei proiettili di gomma che, anche se non dovrebbero causare, danni superiori a un ematoma, se vengono sparati a distanza ravvicinata, la polvere da sparo presente può attraversare la pelle dell`obbiettivo causando la morte. Possono anche causare la ...

Non solo Egitto e Tunisia, anche Bahrain e Kuwait: piccole rivoluzioni crescono

La rivoluzione araba non risparmia nemmeno i piccoli emirati, molti dei quali reami retti da monarchie imparentate l'una con l'altra. Se la rivoluzione dovesse sfondare in questi piccoli regni benedetti dall'abbondanza del petrolio, l'Arabia Saudita ne sarebbe minacciata molto più di quanto potrebbe esserlo dalla rivoluzione nello Yemen. Già terrorizzata dal crollo del regime egiziano, al quale Abdallah aveva offerto di sostituire gli aiuti americani se gli USA li avessero ritirati come ipotizzato, la monarchia saudita assiste ora con apprensione alle disavventure dei parenti, senza trarre consolazione dalle parallele disavventure della teocrazia iraniana. Più o meno tutti i governi di quella parte del Golfo Persico hanno provato ad affrontare le proteste con "la soluzione dell'uomo ricco". In Bahrain hanno distribuito 2.500$ a ogni cittadino e abbassato i prezzi degli alimentari, in Kuwait sono arrivati a 3.500$, ma non è bastato in nessuno dei due casi. ...

Manifestazioni seconda parte

Mercoledì il Parlamento andrà alla votazione finale sulla legge universitaria. A pochi giorni dal 14 dicembre migliaia di persone di nuovo protesteranno. C'è di che preoccuparsi. Per quel giorno e, ben più in generale, per il clima nel Paese. In particolar modo, per quello tra generazioni che, come per tanti insegnanti, è stata la mia ragione di lavoro e di riflessione per molti anni. Non ho voglia di fare appelli né sermoni o rimbrotti. Perché penso che questo sia il tempo di ragionare, con passione civile. Nel farlo non penso affatto che ci si debba rivolgere solo ai giovani. Penso, invece, che ci si debba rivolgere a tutti e, dunque, a se stessi e agli altri. A tutti i cittadini. Che abbiano quindici, diciotto, venticinque o trenta anni o quaranta o sessanta o ottanta. In questa riflessione comune si deve partire - in primo luogo - dal riconoscere una cosa del tutto evidente, che ha cambiato il paesaggio sociale, politico e umano nel quale siamo chiamati a vivere. E che è questa...

Manifestazioni Prima Parte

Cominciano a delinearsi le prime misure annunciate dal governo dopo gli scontri di piazza avvenuti martedì scorso a Roma, mentre il parlamento si pronunciava sulla sfiducia a Silvio Berlusconi. Per fronteggiare la crisi sociale e camuffare la vertiginosa caduta di credibilità politica dell’esecutivo verrà ulteriormente inasprita la gestione dell’ordine pubblico ispirandosi a quel laboratorio della repressione sociale che nell’ultimo decennio hanno rappresentato le curve degli stadi. Se il parlamento potrà essere facilmente controllato comprando altri parlamentari dell’opposizione per «acquisirli» alla maggioranza, per la piazza le cose stanno diversamente. Il governo teme i manifestanti, soprattutto la possibilità di una saldatura sociale stabile tra le varie componenti della protesta: i cittadini di Terzigno, i terremotati aquilani, i metalmeccanici, i precari, gli studenti, i migranti. Per questa ragione stanno per essere varati una serie di dispositivi di natura legislativa e tecnic...

I fatti di Roma

Un amico ha scritto una nota molto interessante sui fatti del 14 dicembre a Roma e ritengo che tutti debbano leggere e conoscere. Buona lettura. "Quando il dito indica la luna lo stolto guarda il dito." Sono due giorni che penso a questo proverbio e non riesco proprio a togliermelo dalla testa. Ieri c'è stata una delle manifestazioni più importanti degli ultimi dieci anni e l'unica cosa sulla quale puntiamo l'attenzione sono gli infiltrati. Possibile che anche di fronte a un risultato partecipativo così importante, di fronte al coraggio di chi ha lottato metro per metro per rivendicare la propria presenza, il proprio posto nel mondo, noi non abbiamo di meglio da fare che incollarci a quattro foto di Repubblica. Se permettiamo che le conclusioni siano tratte da Ezio Mauro e compagni la giornata del 14 si prepara ad essere l'ennesimo fallimento e un'altra fiammata a vuoto. C'è la volontà diffusa di mistificare il senso di ciò che è accaduto e molti ci s...

Studenti in piazza, Cortei in tutta Italia!

Giornata incandescente per quanto riguarda l’università. In attesa del voto della Camera sul decreto , che è atteso proprio per oggi, gli studenti scendono di nuovo in piazza. Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, è presidiato da un ingente numero di forze dell'ordine che hanno chiuso tutti i varchi di accesso. Dopo aver partecipato alla manifestazione della Cgil , dopo aver occupati tetti e luoghi simbolo delle città (per non parlare di Internet, con decine di siti e blog usati per scambiarsi informazioni), centinaia di giovani si sono dati appuntamento, con un corteo partito da piazzale Aldo Moro fino a raggiungere Montecitorio, in attesa della votazione da parte dei deputati. Cortei e manifestazioni sono in programma anche per le vie di Torino, Milano, Padova, Venezia, Bologna, Napoli e Palermo.A Milano centinaia di studenti si sono mossi in corteo fin dalle prime ore della mattina. Sono stati fatti blocchi temporanei sulle arterie principali della cittaà: da corso di ...

Ragazzi ribellatevi

Le critiche al Partito democratico io esito molto ad esprimerle perché la sinistra è troppo piena di gente che per sentirsi intelligente ha bisogno di segare il ramo su cui è seduta. Ma c’è alla base qualcosa su cui oggi è molto importante ragionare. Io vedo ancora una relativa debolezza della nostra risposta al grandissimo interrogativo che si è aperto sulla vicenda storica dell’Italia. Detto senza enfasi: sul destino degli italiani. Questo è il tema che sta dietro la vicenda Berlusconi. Sta qui il cuore del conflitto, cioè di come si configura la lotta tra progresso e reazione a fronte di quella che è ormai chiaramente una crisi della nazione. La gente non è stupida. Capisce che, arrivati a questo punto, l’uscita di scena di Berlusconi è una necessità vitale ma sente che il problema è più complesso. Intuisce che il “Caimano” è, dopotutto, la febbre non la malattia. Quale malattia? Il fatto drammatico che per troppo tempo abbiamo cercato di non vedere e che, per certi aspetti, ci rima...

Con gli studenti inglesi!

Manifestazione senza precedenti a Londra, dove decine di studenti, arrabbiati per il raddoppio delle rette universitarie previsto dal governo Cameron, hanno letteralmente assaltato la sede del Partito conservatore a Millbank Tower, dando vita anche a scontri con agenti in tenuta antisommossa. La manifestazione, a cui hanno aderito circa 50.000 persone secondo gli organizzatori, si stava svolgendo pacificamente, ma è degenerata nel pomeriggio quando un gruppo di studenti con il volto coperto si è distaccato dal corteo infrangendo le vetrate e penetrando nell’edificio che ospita il quartier generale dei Tories. Una volta raggiunto il tetto hanno srotolato striscioni e bandiere anarchiche. Gli agenti, intervenuti per respingere l’assalto, si sono scontrati con gli studenti, e secondo Scotland Yard dieci persone, tra cui tre agenti, sono rimaste ferite e sono state portate in ospedale. Nel frattempo all’esterno dell’edificio si erano accalcati migliaia di studenti, che hanno ...

20 Novembre 2010: L'Aquila chiama Italia - FATE GIRARE -

VI ASPETTIAMO TRA LE NOSTRE MACERIE UNITI SOTTO LA BANDIERA NERO VERDE SENZA SIMBOLI DI PARTITO. L’AQUILA, SABATO 20 NOVEMBRE 2010 – ORE 14 MANIFESTAZIONE NAZIONALE L’Aquila chiama Italia perché la ricostruzione dopo 18 mesi di promesse è FERMA. L’Aquila chiama Italia perché aumentano solo disoccupazione e cassa integrazione. L’Aquila chiama Italia perché chiede una legge organica sulla ricostruzione: fondi certi, restituire le tasse come è stato fatto per altre emergenze. L'Aquila chiama Italia perché già oggi stiamo ripagando i mutui sulle nostre case ancora distrutte. L’Aquila chiama Italia perché ogni problema non può essere affrontato come un’emergenza da commissari straordinari L’Aquila chiama Italia perché nel nostro Paese si investano risorse pubbliche sulla prevenzione e messa in sicurezza del territorio per evitare altre tragedie. L’Aquila chiama Italia perché alcune persone non possano più ridere sulle nostre tragedie pensando ai loro profitti L’Aquila chiam...

Siamo tutti di Terzigno!

Lo so che siamo lontani! Lo so che queste parole non aiutano la popolazione di Terzigno e dei paesi limitrofi, ma diffondere le informazioni sui fatti che avvengono li, delle cariche della polizia su donne di cui una incinta è una cosa a cui non possiamo esimerci. Gli italiani, interessati solo al gossip e alle ultime rivelazioni sui vari omicidi che vanno di moda in questo momento spero che aprano gli occhi, per l'ennesima volta senza richiuderli 1o minuti dopo. Continua la protesta dei comitati civici che si oppongono all’apertura di una seconda discarica nella ex cava Vitiello a Terzigno, nel napoletano . Continua anche il tentativo di blocco degli auto compattatori diretti allo sversatoio già esistente nella ex cava Sari sempre a Terzigno dove sversano i loro rifiuti decine e decine di comuni, compreso la città di Napoli. Ormai sono centinaia i camion che durante tutte le 24 ore, attraversano i centri abitati del vesuviano per andare a sversare nella discarica di Terzig...

SCIOPERO GENERALE?

Grande successo della Manifestazione! Ascoltiamo le voci dalle strade dove hanno sfilato tutti i lavoratori, studenti e precari d'Italia

Qualcuno era comunista

Dedichiamo questo post a tutti i lavoratori italiani dalla Valle d'Aosta fino a Pantelleria, a tutti gli studenti che domani rimarrano a dormire e non parteciperanno alla manifestazione e a tutti coloro che ogni giorno continuano a camminare con la schiena dritta!

Manifestazione nazionale

Da dieci anni l’Italia è teatro di un fenomeno che non ha eguali nel mondo occidentale: movimenti di massa auto-organizzati che portano in piazza centinaia di migliaia di cittadini. Pacifisti, no-global, girotondi, Popolo viola, hanno dato luogo a manifestazioni gigantesche – si pensi all’oltre un milione di persone del settembre 2002 e del novembre 2009 che gremivano piazza San Giovanni e tutto il quartiere romano circostante. Si aggiungano le lotte sindacali , per le quali resta emblematico il raduno del Circo Massimo del 2002, probabilmente la più grande manifestazione della storia d’Italia. E tuttavia, questa mobilitazione straordinaria, variegata, inesausta della società civile non è riuscita ad impedire l’instaurarsi di un regime osceno, che ha già calpestato la Costituzione repubblicana e che ora intende dare la spallata definitiva rendendo Costituzione il potere illegale delle sue cricche e della malavita organizzata. Tragico paradosso, alla cui origine stanno du...

Il concorso pubblico? "E' una nuova guerra tra poveri"

Annarita ha 31 anni, è di Santa Maria Capua Vetere e da otto mesi aspetta una chiamata (che non arriva) da parte dello Stato. Simona ne ha 5 di più, e quella telefonata la attende da oltre un anno. La loro storia non è isolata: secondo i dati resi noti nel 2007 dal Sole 24 ore , sono settantamila i vincitori di un concorso che, dopo aver visto pubblicato il loro nome sulla Gazzetta ufficiale, attendono (invano) un’assunzione che gli spetta di diritto. Colpa di una norma – prorogata fino al 2013 dalla manovra Tremonti – che consente alla Pubblica Amministrazione di assumere solo il 20% del personale che è andato in pensione. In gergo tecnico, si chiama blocco dei turn over e, oltre a provare a tenere a bada i conti dello Stato, con 47 anni di età media rende la nostra burocrazia la più vecchia d’Europa. Vanificando un lunghissimo iter procedurale che ha coinvolto migliaia di giovani, fatto di preselezioni, prove scritte ed esami orali. Per queste ragioni, i “precari-non pre...

Scuola in rivolta

Ottantatre piazze contro la riforma Gelmini dell'università e i tagli alla scuola pubblica. Da largo Cairoli a Milano a Roma da Piazzale Ostiense fino al Ministero dell'istruzione in viale Trastevere, da Piazza Arbarello a Torino a Piazza Politeama a Palermo, dalle 9 di stamattina gli studenti delle scuole superiori e quelli universitari bloccheranno un intero paese. È la prima manifestazione dell'autunno, banco di prova per una mobilitazione che promette di estendersi in tutte le scuole e gli atenei. Convocata inizialmente dall'unione degli studenti (Uds), la manifestazione ha ricevuto l'adesione di numerosi coordinamenti di genitori e docenti scolastici in lotta contro i tagli da oltre 8 miliardi nella scuola, della rete degli studenti che scenderà in piazza indossando i caschetti gialli da lavoro, simbolo di una scuola che crolla a pezzi, pronti però a ricostruirla. A Roma, Unicobas e i coordinamenti dei precari della scuola hanno dato appuntamento a mezzogiorno ...