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Romano rinvio a giudizio per mafia: «Non è una ragione per dimettermi da ministro»

E’ una ragione per candidarsi a premier? Romano: «Dimettermi? Non vedo le ragioni». «Non posso fare una denuncia e subirne le conseguenza a capo chino» dice Saverio Romano che, appresa la notizia della richiesta di rinvio a giudizio, assicura che non farà nessun passo indietro, ma andrà avanti con il suo lavoro. Dall’opposizione sono già partite richieste di dimissioni da ministro dell’Agricoltura per potersi difendere ed evitare di coinvolgere il suo delicato ruolo nelle sue vicende penali. Ma Romano ribatte: «Dimettermi? Non ne vedo le ragioni. Non intendo commentare un atto al quale la Procura di Palermo è stata obbligata dopo otto anni di indagini e due richieste di archiviazione. Continuo a non comprendere come non ci si scandalizzi, invece, di un corto circuito istituzionale e giudiziario che riguarda chi da un lato ha condotto le indagini e chi dall’altro le ha severamente sanzionate».

I rapporti dei boss col ministro Romano

E’ stata depositata questa mattina dalla Procura di Palermo la richiesta di rinvio a giudizio del ministro per le Politiche agricole , Saverio Romano , che da oggi, quindi, è formalmente imputato di concorso in associazione mafiosa. Il provvedimento è stato firmato dal procuratore aggiunto Ignazio De Francisci e dal sostituto Nino Di Matteo . Il giudice dell’udienza preliminare dovrà adesso valutare se rinviare a giudizio il ministro o proscioglierlo. Nei giorni scorsi il gip Giuliano Castiglia non aveva accolto la richiesta di archiviazione. “Nella sua veste di esponente politico di spicco, prima della Dc e poi del Ccd e Cdu e, dopo il 13 maggio 2001, di parlamentare nazionale – scrivono i magistrati nella richiesta di rinvio a giudizio – Romano avrebbe consapevolmente e fattivamente contribuito al sostegno ed al rafforzamento dell’associazione mafiosa, intrattenendo, anche alla fine dell’acquisizione del sostegno elettorale, rapporti diretti o mediati con numerosi esponenti di spicc...