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Mafie a Roma: le elezioni sotto l’occhio dei padrini. Il nuovo sindaco dovrà fare i conti (anche) con loro

  In pochi vogliono ammetterlo ma la Capitale, da decenni ormai, è preda delle mafie – italiane e straniere – che controllano droga, appalti, racket, riciclano denaro e possono influenzare gli esiti delle consultazioni comunali. Evitare il problema, far finta di niente, chiudere gli occhi serve solo a dare maggior forza alle organizzazioni criminali, che quando operano nell’ombra diventano non più riconoscibili e ancor più letali. Ecco perché il nuovo sindaco dovrà fare i conti (anche) con i padrini “romani”. Una storia già vista, quella della negazione dell’esistenza del potere mafioso in un determinato territorio. E che oggi nella capitale si ripete. Guardiamo al passato per capire l’oggi. Fra il 1983 e il 1993 in Italia le mafie uccisero diecimila persone. In Sicilia, Campania, Calabria e Puglia principalmente. Ma anche in altre zone del paese i boia procedettero tranquillamente nella loro contabilità di morte. Ce lo ricorda, spietatamente, Enrico Deaglio ...

La corsa al Campidoglio di Sandro Medici

    Sandro Medici, presidente del X municipio di Roma e candidato per la lista di cittadinanza «Repubblica romana» a sindaco della Capitale, ha consegnato a circa 50 realtà associative e imprenditoriali 18 locali su 38 di proprietà comunali abbandonati a Torre Spaccata. È la conclusione di un percorso di democrazia dal basso, lungo tre anni, che ha visto la partecipazione di centinaia di persone. La delibera municipale ha inoltre creato uno strumento amministrativo che interesserà le realtà culturali, politiche e di movimento che in Italia sono interessate all'esperimento di questa lista civica. Medici ha legittimato il ricorso all'assegnazione per «affidamento provvisorio in custodia e guardiania a titolo volontario e gratuito» dei locali di un enorme caseggiato costruito dalle imprese Caltagirone a metà degli anni Ottanta e poi acquisito dal Comune di Roma. L'affidamento temporaneo è stato concesso al «Comitato di sviluppo locale» che ri...