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Visualizzazione dei post con l'etichetta Politici corrotti

Arrestato consigliere della regione Campania

Un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari e' stata eseguita dalla Guardia di Finanza nei riguardi del consigliere regionale della Campania Massimo Ianniciello (Pdl) per truffa aggravata. Secondo l'accusa, avrebbe percepito illecitamente un rimborso di circa 64mila euro esibendo fatture per operazioni inesistenti. Massimo Ianniciello e' stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta condotta dal pm di Napoli Giancarlo Novelli e coordinata dal Procuratore aggiunto Francesco Greco che riguarda l'uso dei fondi pubblici destinati ai gruppi politici del Consiglio regionale della Campania. La Guardia di finanza ha eseguito una perquisizione nell'abitazione del consigliere regionale della Campania Fulvio Martusciello, ex capogruppo del Pdl in Consiglio regionale e attuale consigliere delegato per le attività produttive. Nei confronti di Martusciello - a quanto si è appreso - viene ipotizzato il reato di concorso nella truffa contestata...

La Rai e la corruzione dei partiti per Crozza

 Il fallimento della politica italiana e dei partiti politici più legati ai solidi che ai veri problemi sociali dell'Italia.

Dalla Lega al Pd l'importante è rubare!

Vent’anni fa, quando a Milano esplose Tangentopoli, c’erano i partiti dei ladri e i partiti che combattevano i ladri. Da una parte la mangiatoia trasversale e consociativa Dc-Psi-Pds-Pli-Pri-Psdi, che aveva addirittura un cassiere unico per andare a prendere le mazzette e poi spartirle fra tutti la notte, dopo aver messo in scena di giorno la commedia di maggioranza e opposizione. Dall’altra il fronte di chi non rubava, o perché non prendeva tangenti o perché non gliele offrivano: la Rete, i Verdi, il Msi, la Lega (anche se a fine '93 fu coinvolto anche Bossi col suo tesoriere Patelli, detto “il pirla”). La gente che non ne poteva più dei ladri e tifava per le guardie aveva uno sbocco, una speranza, un partito per cui votare: a destra come a sinistra. Oggi non si sa più dove sbattere la testa, perché si avverano tutti i luoghi comuni del più vieto qualunquismo: rubano tutti, il più pulito ha la rogna, è tutto un magnamagna. Nessuno dei grandi partiti può dirsi immune dalla t...

Craxi, Schettino ante litteram

Bruno Vespa ha aperto un Porta a Porta , più o meno in coincidenza con il ventennale dell’arresto di Mario Chiesa avvenuto nel febbraio 1992, con una sua intervista in ginocchio a Bettino Craxi in cui ‘ l’esule di Hammamet’, condannato a più di dieci anni di reclusione per corruzione e finanziamento illecito, cantava il solito ‘ leit motiv’: “I processi di Mani Pulite sono stati processi politici”. E in studio il medium Vespa, nel silenzio-assenso di tutti i presenti (ad eccezione di Giovanni Valentini), chiosava: “A vent’anni di distanza bisogna ammettere che Craxi aveva ragione”. Buon Dio, si sperava che almeno con certe cose fosse davvero finita. E invece no. Il presupposto dello pseudo ragionamento di Craxi e del suo ventriloquo è il solito: le inchieste di Mani Pulite colpirono solo alcuni partiti, risparmiandone altri, quelli di sinistra. A parte il fatto che finché mi sono preso la briga di contarli erano 283 gli amministratori di sinistra inquisiti, non è c...

Fuori la finanza dal Senato!

Forse non è ben chiaro quel che è successo l’altroieri. Alcuni militari della Guardia di Finanza, Nucleo di Polizia tributaria di Roma, si presentano allo sportello della Bnl interno al Senato e chiedono le carte dei movimenti bancari di due conti correnti intestati al partito della Margherita, defunto per chi vota, ma non per chi incassa e per chi ruba. Vogliono appurare che fine abbiano fatto oltre 120 milioni di “rimborsi elettorali” erogati dallo Stato dal 2007 a oggi, di cui già si sa che 13 sono spariti. Ma vengono messi alla porta da un ordine del presidente Renato Schifani che, previo consulto con la giunta per le immunità, stabilisce che la visita dei finanzieri è “ir rituale” perché non espressamente delegata dalla Procura di Roma, che s’è limitata a incaricare le Fiamme Gialle di acquisire la movimentazione di quei conti, senza specificare dove. Siccome quei conti sono presso la filiale del Senato della Bnl, è ovvio che i finanzieri vadano lì a cercare le carte. Ma no...

Mani Pulite: 20 anni fa arrestato Chiesa, poi la valanga

Da una piccola palla di neve puo' partire una valanga che travolge tutto e tutti, cosi' come da un fatto di cronaca puo' partire una metaforica valanga in grado di travolgere un sistema politico che ha retto per quasi cinquant'anni. L'arresto di Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano, sorpreso dai carabinieri il 17 febbraio del 1992 alle 17.30 nel suo ufficio subito dopo aver intascato una mazzetta di sette milioni di lire (era la prima tranche dei 14 milioni pattuiti) da Luca Magni, proprietario di una piccola azienda di pulizie, e' stato come una palla di neve che provoca la valanga. Alle 22,16 di quel giorno l'ANSA diede la notizia: ''L'ingegner Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano, una casa di riposo per anziani, e' stato arrestato questa sera dai carabinieri con l'accusa di concussione. Lo hanno reso noto gli investigatori con un comunicato diramato in serata''. ...

Il realismo di Cetto Laqualunque fa paura

Ieri sera Fabio Fazio a Che tempo che fa ha intervistato Antonio Albanese, che é protaginista del film "Qualunquemente" diretto da Giulio Manfredonia che uscirá il prossimo 21 gennaio. L'intervista, molto divertente purtroppo é fin troppo realistica e la storia del protagonista non puó non ricoradare i nostri politici, soprattutto quello che continua ad essere contro alle intercettazioni... Persino Gianfranco Fini parla del prossimo film di Antonio Albanese

Lo show in radio di Scilipoti, Quanto vi fa schifo?

“E’ un comico Scilipoti, in Parlamento faceva il comico. Questo è il clown Scilipoti”, parla in terza persona l’ex deputato dell’Idv che ha dato la fiducia al governo, mentre descrive l’immagine che danno di lui i quotidiani. Si alza in piedi durante la diretta della trasmissione “Un giorno da pecora” su Radio Due. Inizia a sbraitare. “Diranno che è un mafioso, un delinquente, che ha abbattuto le Torri Gemelle”. E ancora: “Mascalzoni, delinquenti”. Al giornalista del Corriere della Sera Gian Antonio Stella, in collegamento telefonico, non resta che concludere: “Scilipoti, lei non sta facendo un buon servizio a se stesso”. ARTICOLO SU SCILIPOTI

[cortometraggio] INCEPTION BERLUSCONI: la parodia italiana

di GIANCARLO FONTANA e GIUSEPPE G. STASI AVVERTENZA: Benché dopo appena 30 secondi diventi palese, gli autori assicurano che questo cortometraggio è dall'inizio alla fine una commedia surreale e che, come tale, non va preso sul serio. Insistere - com'è consuetudine delle forze politiche della II Repubblica - sul fatto che opere simili possano essere potenzialmente incendiarie e provocatorie, significa fraintendere le intenzioni ed emettere un giudizio inopportuno. Pertanto, prima che pensiate che quanto vedrete possa nuocere a qualcuno o che addirittura infonda odio bolscevico, rammentate che il Paese in cui viviamo appartiene in egual misura ai santi e ai buffoni, e che questo brevissimo film, al di là dei suoi contenuti deliberatamente fittizi, conserva nella forma la sincerità dirompente della satira e della parodia, le uniche speranze di un popolo malandato come il nostro.

Grazie Annarella

Ha 84 anni, ma è più agguerrita di un giovane di 20 anni, può solo essere presa come esempio da tutti. Ascoliamola e svegliamoci anche noi!

Amministrative, nelle liste candidati indegni

«Famme chello che vuò/ indifferentemente/ tanto o' saccio che so'/ pe' te nun so' cchiù niente/...». Il pubblico andava in estasi mentre Mara Carfagna e Pietro Diodato intonavano Indifferentemente , una delle canzoni più struggenti del repertorio musicale partenopeo, dal palco del Teatro Metropolitano di Napoli, luogo prescelto per la chiusura in grande stile (e con sorpresa) della campagna elettorale del Pdl per le regionali. L'euforia era palpabile. Il ticket composto dalla ministra e dal recordman delle preferenze alle precedenti elezioni si avviava a una schiacciante vittoria, nonostante il brivido iniziale. A Napoli era infatti circolata la voce di una probabile esclusione di Diodato dalle liste. Voce che provocò una clamorosa occupazione della sede campana del Pdl da parte dei suoi fan. Così, «indifferentemente», Diodato rientrò in lista. Avrebbe mai immaginato Mara Carfagna, la quale oltre alla faccia sui manifesti aveva messo anche la voce al se...

Ricatti, intimidiazioni e altro

Il direttore di Repubblica commenta l'attualità politica prima della pausa estiva: "Un Paese moderno e democratico non può essere governato dentro una rete di ricatti e di intimidazioni, azionati o tollerati da un potere debole, più spaventato che spaventoso"

La centrale del fango

Questo che vi proponiamo è un interessantissimo editoriale del direttore di Repubblica Ezio Mauro, da leggere per comprendere e riflettere sull'Italia di oggi! PROMEMORIA per l'estate. Mentre Berlusconi parla di "calunnie" e "campagne furibonde" contro il governo, c'è in realtà un metodo nel lavoro e nella ragione sociale della cosiddetta P3, che è venuto alla luce con chiarezza e non ha bisogno di passaggi giudiziari per avere una sua evidente rilevanza politica. È fatto di affari privati legati al comando pubblico, di istituzioni statali usate a fini personali, di relazioni privilegiate intorno a uomini potenti (Denis Verdini lo è, almeno fino ad oggi, e Marcello Dell'Utri altrettanto), di personaggi influenti arruolati per premere su personalità decisive - soprattutto nella giustizia - e infine di faccendieri svelti di mano e pronti a tutto, anche a essere bollati dal Premier come "pensionati sfigati" quando la rete è scoperta...

I corruttori sfigati!

Ascoltate il vicedirettore di Repubblica Massimo Giannini sui nostri "corruttori".