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Visualizzazione dei post con l'etichetta Palestina

Cristiano Ronaldo rifiuta di scambiare la maglietta con i calciatori israeliani

A far rimbalzare la notizia in Italia è stata Iran italian radio: il fuoriclasse portoghese Cristiano Ronaldo avrebbe rifiutato lo scambio di maglia con un giocatore israeliano a fine partita tra Portogallo e Israele (3-3) per le qualificazioni ai Mondiali 2014, l scorso 22 marzo. Dal filmato raccolto – verso la fine del video – si nota come l’attaccante del Real Madrid abbandoni il campo senza fermarsi per il gesto rituale tra calciatori. Ad alimentare le polemiche, poi, è una risposta che CR7 avrebbe dato a un giornalista di al-Jazeera. Il reporter gli avrebbe chiesto: “Sei sulla terra di Israele o Palestina?”. E Ronaldo: “Sono sulla terra palestinese”. La partita è stata disputata allo ‘Winter Stadium’ di Ramat Gan, periferia di Tel Aviv. L’Emittente segnala anche un’altra notizia: nello scorso novembre il campione lusitano pare abbia donato anche un milione e mezzo di euro in favore di associazioni di volontariato che aiutano i bambini di Gaza.

Ridotta la pena per gli assassini di Arrigoni

Tutto deciso prima, spiega la cooperante italiana Meri Calvelli presente a Gaza. L'udienza è durata 5 minuti, i giudici hanno accolto l'appello e chiuso subito il processo. Una sentenza di appello vergognosa ha regalato oggi uno sconto di pena enorme a Tamer Hasasna e Mahmud Salfiti, condannati lo scorso settembre all'ergastolo per il sequestro e l'assassinio il 15 aprile 2011 di Vittorio Arrigoni, attivista italiano dei diritti del popolo palestinese conosciuto da tanti solo come "Vik" La cooperante italiana Meri Calvelli che ha partecipato all'udienza, riferisce che "tutto era stato deciso prima, il processo di appello è durato cinque minuti". "Non c'e' stato dibattimento - prosegue Calvelli - i giudici si sono limitati a comunicare di aver accolto l'appello presentato dai condannati e di aver pertanto ridotto la pena a 15 anni". La cooperante aggiunge che era palese la soddisfazione sui volti dei due ...

La birra palestinese ora sbarca negli Usa

C’è bionda, ambrata, scura. E quella analcolica per i musulmani. Si chiama Taybeh, è l’unica birra prodotta nei Territori, e sta diventando anche uno dei marchi più noti della Palestina. Perché in poco meno di vent’anni il piccolo birrificio nato nella comunità cristiana a 30 chilometri a Nordest da Gerusalemme, ha sfondato davvero: produce in Germania, esporta in Europa e in Giappone e ora ha messo nel mirino gli Stati Uniti. Taybeh in arabo vuol dire delizia. È il nome del paese della Cisgiordania abitato quasi interamente da cristiani (due comunità, una cattolica e una ortodossa). Qui la famiglia Khoury, a metà degli anni novanta ha fondato la sua impresa, nel clima di fiducia e ottimismo che gli accordi di Oslo avevano infuso in tutta la regione. La pace non ha retto, ma l’impresa dei Khoury si. Anzi, è cresciuta fino a sfondare i confini del Medio Oriente. La Taybeh Brewing Company produce quattromila bottiglie all’ora, giocando un ruolo importante nell’economia locale e regal...

Quattro anni fa Piombo Fuso, arriva a Gaza "Benvenuti in Palestina"

In questo giorno quattro anni fa i cacciabombardieri israeliani si alzarono in volo e colpirono a varie ondate la Striscia di Gaza. Oltre 200 morti in un solo giorno. Nel quarto anniversario dell'inizio dell'offensiva israeliana  «Piombo Fuso»  (che durò dal 27 dicembre 2008 fino al 21 gennaio 2009), una delegazione della Freedom Flotilla Italia  è arrivata al Cairo da dove raggiungerà, forse già oggi Gaza, nell'ambito della quarta missione internazionale «Benvenuti in Palestina» , che comprende anche rappresentanze di molti paesi, tra queste delegazioni francesi, belghe, irlandesi, statunitensi ed una rappresentanza egiziana.  L'obiettivo è quello di testimoniare la solidarietà degli italiani alla popolazione di Gaza. La delegazione - che include anche l'italiano di origine ebraica Marco Ramazzotti Stocken, già a bordo dell'imbarcazione a vela «Estelle» fermata lo scorso ottobre dalla Marina militare israeliana mentre navigava verso Gaza - ha in program...

La Palestina chiede all'Onu di fermare le colonie

Lo Stato di Palestina chiederà ufficialmente al Consiglio di Sicurezza di bloccare il progetto coloniale israeliano nell'area E1: "Veto USA? Allora fermino prima Israele". La Palestina muove i primi passi alle Nazioni Unite. Dopo l'annuncio da parte delle autorità israeliane della costruzione di quasi 8mila nuove unità abitative a Gerusalemme Est - all'interno dell'area E1, la cosiddetta Greater Jerusalem - la comunità internazionale si è sollevata: i leader europei e Washington hanno chiesto a Tel Aviv di fermare subito quella che chiamano un'iniziativa deplorevole e unilaterale, una concreta minaccia ai negoziati. Il neonato Stato di Palestina approfitta dell'inattesa pressione internazionale e annuncia il ricorso al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per fermare la nuova ondata colonizzatrice israeliana. Oggi Saeb Erekat, capo negoziatore dell'Autorità Palestinese, ha fatto sapere che la Palestina chiederà ufficialmente al Consigl...

Calciatori di tutto il mondo: stiamo con Gaza

Hanno inviato una lettera all'Uefa per protestare contro la decisione di assegnare a Israele l'organizzazione dei campionati europei under 21 nel 2013. Dopo l'appello della settimana scorsa di Cristiano Ronaldo, una sessantina di calciatori, tra cui Didier Drogba e Frédéric Kanouté, con Eden Hazard (del Chelsea), Abou Diaby (dell'Arsenal) e Jeremy Menez (del Paris Saint-Germain), hanno inviato una lettera all'Uefa per protestare contro la decisione di assegnare a Israele l'organizzazione dei campionati europei under 21 nel 2013. I firmatari scrivono che l'Uefa ha chiuso gli occhi di fronte alla recente offensiva israeliana contro la Striscia di Gaza, ed esprimono la loro «solidarietà al popolo di Gaza che vive da molto tempo in stato di assedio, a cui sono negati i diritti umani fondamentali: la dignità e la libertà». «Gli ultimi bombardamenti israeliani su Gaza, che hanno provocato la morte di un centinaio di civili, sono stati una nuova offesa all...

Palestinesi meno soli, ma non basta

Il voto al palazzo di vetro riconosce la Palestina come stato osservatore. Un primo passo che rilegittima a livello internazionale i palestinesi, tutti. Da oggi i palestinesi sono meno soli. L'Assemblea ha riconosciuto alla Palestina lo stato di osservatore delle Nazioni unite. È un fatto «storico», anche se molta strada resta da fare. È una vittoria dei palestinesi che rifiutano l'uso delle armi. Forse anche questo è un frutto della primavera araba, pur a fronte delle battute d'arresto o degli arretramenti che questa esperienza sta vivendo. Proprio quando sembrava che la Cisgiordania e l'Anp guidata da Abu Mazen fossero completamente fuori gioco, è arrivato il riscatto. Da oggi la Palestina non è solo la Gaza di Hamas, sotto il giogo del nuovo faraone egiziano Morsi sostenuto dagli Usa, che esulta per aver imposto a Israele una tregua. La richiesta all'Onu (pur ridimensionata rispetto a quella di Stato membro) ha superato persino la lacerazione tra palestin...

De Magistris: «Governo dica sì alla richiesta di Abu Mazen»

Il sindaco di Napoli chiede al governo italiano di votare a favore dell'accoglimento dello Stato di Palestina come Stato osservatore. Una lettera indirizzata al presidente del Consiglio e al ministro degli Esteri per chiedere ogni sforzo politico possibile, da parte del Governo e dei suo rappresentanti istituzionali, affinchè sia sostenuta la richiesta che il presidente dell'Anp, Abu Mazen, presenterà stasera all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per chiedere il riconoscimento della Palestina quale stato osservatore. Una lettera che il sindaco di Napoli ha inviato anche agli altri sindaci per sottoscriverla affinchè possa giungere «in quanto amministratori locali, il nostro contributo alla causa del processo di pace in Medioriente», si legge nella mail con cui il sindaco di Napoli spedisce la lettera agli altri amministratori. Sempre nella mail de Magistris ricorda come «Il 29 novembre, inoltre, ricorre la Giornata delle Nazioni Unite per la solidarietà con ...

Palestina all'ONU, chi vota sì e chi vota no

L'Europa si spacca sulla richiesta della Palestina. Dodici i voti favorevoli: sì di Spagna e Francia. L'Italia si astiene. La Gran Bretagna "ricatta" Abbas. Betlemme, 28 novembre 2012, Nena News - Chi vota sì e chi no. Alla vigilia del voto dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla richiesta della Palestina di essere riconosciuta come Stato non membro osservatore permanente, l'Europa si esprime. E si divide.

Dovrebbero essere dodici i voti favorevoli tra gli Stati membri della UE all'iniziativa del presidente dell'ANP Mahmoud Abbas, che si presenterà domani al Palazzo di Vetro a New York: tra loro Spagna, Portogallo, Malta, Cipro, Danimarca, Svizzera, Irlanda, Norvegia. L'Italia resta, come al solito, in bilico: probabilmente Roma si asterrà. Mentre la Germania dice no: il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, ha annunciato oggi il voto contrario. 

Stamattina è arrivato il sì del governo spagnolo: il ministro degli Est...

Gaza, le donne pagano il prezzo più alto

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Vittime delle violazioni israeliane nella Striscia: a preoccupare di più le ripercussioni psicologiche. Si è celebrata, domenica 25 novembre, la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Una ricorrenza che cade a meno di una settimana dalla fine dell'offensiva israeliana su Gaza, un'aggressione militare che ha provocato la morte di 166 palestinesi, tra cui 13 donne, e il ferimento di oltre mille palestinesi, tra cui 162 donne. Secondo il Centro Palestinese per i Diritti Umani (PCHR) di Gaza, le forze israeliane di occupazione hanno violato due principi fondamentali del diritto internazionale volti a proteggere i civili dalle offensive militari: il principio di proporzionalità e quello di distinzione. Sono stati deliberatamente colpiti edifici e popolazione civile, come è stato denunciato anche da molti organizzazioni non governative che lavorano a Gaza. La maggior parte delle donne ...

Palestina reclama all'ONU violazione della tregua

Violata la tregua firmata mercoledì al Cairo. Ieri l'esercito israeliano ha aperto il fuoco contro alcuni contadini nella "buffer zone": 1 morto, 7 feriti. L'inviato ONU per la Palestina, Riyaad Mansour, ha presentato un reclamo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dopo che Israele ha sparato ed ucciso un contadino palestinese a Khan Younis, nel sud della striscia di Gaza. Ieri mattina, venerdì 23 novembre, militari israeliani hanno aperto il fuoco contro un gruppo di contadini palestinesi che stavano cercando di accedere ai loro terreni agricoli, situati all'interno della "buffer zone". Anwar Abdul Hadi Qudaih, di 20 anni, è stato colpito mortalmente alla testa ed altri 7 persone sono state ferite. Alcuni versano in gravi condizioni.  Secondo l'accordo di tregua firmato al Cairo mercoledì 21 novembre, Israele si impegnava a ridurre le restrizioni al movimento dei residenti palestinesi a Gaza e gli attacchi nelle aree di ...

Gaza sotto attacco

Almeno 15 i morti palestinesi, molti bambini. Tre vittime israeliane. Riunione d'emergenza all'Onu. Manifestazioni di protesta in Israele e nel mondo. Continuano i bombardamenti israeliani contro la Striscia di Gaza. Il nostro inviato a Gaza riporta di numerose esplosioni. L'Operazione Pillar of Clouds annunciata da Israele sta provocando un'escalation di violenza contro la Striscia. Almeno 15 le vittime palestinesi, tra cui numerosi bambini. Tre quelle israeliane. ORE 14.50 : Il presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas ha chiesto ad Hamas di fermare il lancio di razzi verso Israele , al fine di interrompere l'escalation di violenze nella Striscia. ORE 14.45 : Secondo il sito di informazione Ynet News, ieri notte l'esercito egiziano ha inviato truppe nella penisola del Sinai, al confine con Israele. Anche militari israeliani sono stati schierati al confine. ORE 14.41 : Fonti israeliane hanno riferito che il consiglio militare isr...

Il premier Monti non parla a nome degli Italiani

E sono molti gli italiani che ultimamente hanno questa convinzione e che domani verranno a Roma per esprimerla con forza. Noi vogliamo denuciare, qui ed ora, la frase oltraggiosa con cui Monti, in qualità di Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano, ha accolto il 25 ottobre il premier israeliano Benjamin Netanyahu: “Gli italiani ammirano Israele per ciò che rappresenta” No. Gli italiani non possono ammirare ciò che rappresenta Israele, un paese che agisce da decenni ignorando leggi internazionali, che ha disatteso e continua a disattendere le oltre 70 risoluzioni ONU, che chiedono di fermare l’occupazione illegale del territorio palestinese. Un paese che tiene strozzata in un assedio criminale da oltre 6 anni la Striscia di Gaza, costringendo oltre due milioni di persone a vivere in condizioni disumane. Un paese che compie impunemente atti di pirateria nelle acque di Gaza, cecchinando i pescatori che tentano di pescare per sopravvivere e confiscando le loro b...

La Freedom Flotilla a Napoli

 Pubblichiamo il comunicato per la presenza della Freedom Flotilla a Napoli: Il 4 Ottobre il veliero Estelle ha gettato la sua ancora nel porto della nostra città prima di ripartire alla volta di una destinazione lontana, Gaza City. La Estelle fa parte della Freedom Flotilla, la coalizione internazionale che dal 2010 cerca di raggiungere via mare la Striscia di Gaza, in cui vivono in stato d’assedio quasi 2.000.000 di palestinesi. Alla popolazione di Gaza è del tutto preclusa la libertà di movimento: a uomini, donne e bambini è impedito di andare a scuola, lavorare, curarsi, vivere serenamente. Centinaia di attivisti internazionali hanno deciso di “sfidare” l’assedio illegale israeliano dal basso, dare vita alla Flotilla della Libertà, con la quale arrivare a Gaza senza chiedere il “permesso” ad Israele, la più grande potenza militare del Mediterraneo. Flotilla I e II non sono riuscite ad arrivare a Gaza: nel maggio del 2010 una delle navi che componeva la ...

Mahmoud Sarsak è libero

Dopo uno sciopero della fame di oltre tre mesi, il giocatore della nazionale palestinese è stato rilasciato oggi. Festa a Gaza per il suo arrivo. La storia della sua battaglia.  Mahmoud Sarsak è libero. Il giocatore della nazionale di calcio palestinese è stato rilasciato oggi dalle autorità carcerarie israeliane ed è tornato nella Striscia di Gaza, accolto dalla famiglia. Il giovane, 25 anni, era stato il mese scorso protagonista del più lungo sciopero della fame nella storia del movimento dei prigionieri palestinesi: 92 giorni senza accettare cibo come forma di protesta per i continui ordini di detenzione amministrativa spiccati contro di lui da Israele, senza mai essere accusato ufficialmente di un reato e senza avere un processo. L'unica accusa mossa contro di lui dalle autorità israeliane, contenuta in un file "segreto", era quello di aver partecipato ad attività terroristiche insieme al braccio armato del partito della Jihad Islamica. Il 18 giugno...

Al Jazira, Arafat ucciso dal polonio come spia russa

Yasser Arafat sarebbe stato avvelenato con il polonio, letale sostanza radioattiva protagonista anche dell'omicidio dello 007 russo Alexander Litvinenko, morto a Londra in circostanze ancora tutte da chiarire. Lo rileverebbero i risultati di esami di laboratorio effettuati in Svizzera e citati in un documentario trasmesso da Al Jazira. Nel corso degli esami condotti su effetti personal e campioni biologici del leader palestinese - deceduto nel 2004 nell'ospedale militare di Percy a sud di Parigi - e' stato rilevato un livello di polonio ''significativo'', ha spiegato nel corso del documentario Franois Bochud, direttore del l'Istituto per la Fisica delle radiazioni di Losanna. I campioni - capelli, spazzolini da denti e altri reperti messi a disposizione dalla vedova di Arafat - hanno evidenziato ''una concentrazione di polonio superiore al previsto: livelli notevoli che dimostrano che c'e' una quantita' non n...

Palestina, il dramma delle acque di scarico

Dal 1967 Israele non ha mai fornito ai palestinesi degli impianti per il trattamento dei rifiuti e delle acque reflue.  "Il cattivo odore fa parte della vita quotidiana ed è diventato normale vedere topi e insetti aggirarsi in quest'area" racconta Ahmed con lo sguardo fisso verso l'acqua inquinata che scorre a pochi metri dalle case di Burin, un villaggio tra Nablus e Salfit, nel nord della Cisgiordania - "Il problema non è solo il terribile odore. Nel villaggio molte persone hanno malattie della pelle, asma, ed altri problemi di salute". Le acque di scarico che provengono dalla colonia di Ariel sono le maggiori responsabili della contaminazione dell'acqua e dell'inquinamento dell'ambiente nell'area di Salfit. A causa dell'alta concentrazione di ammoniaca in questa zona, molti campi agricoli vengono regolarmente distrutti e molte piante ed animali muoiono. Inoltre molte malattie che si sviluppano nell'acqua come la di...

20 detenuti bambini cominciano lo sciopero della fame ad oltranza

Secondo fonti private del Ministero per gli Affari dei detenuti a Gaza, 20 bambini detenuti nel carcere di "Hasharon",  martedì 12 giugno hanno iniziato uno sciopero della fame ad oltranza per protestare contro le difficili condizioni in cui vivono e la mancanza di risposta dalla direzione carceraria alle loro richieste. 17 anni, Ahmed Lafi ha annunciato che 20 prigionieri hanno iniziato la sciopero della fame per protestare contro le condizioni incontrate dai detenuti in questa prigione per i minori e il deterioramento delle loro condizioni di vita. I membri della famiglia non sono autorizzati alle visite, non è permesso loro di studiare, non c'è la lavanderia cosicché debbano  lavare i panni a mano. Ha spiegato che l'amministrazione penitenziaria persiste nella tortura e umiliazione dei prigionieri bambini anche dopo la firma dell'accordo fra il Comitato Supremo del direttivo dello sciopero e il servizio carcerario per terminare la Battag...

Un anno senza Vittorio Arrigoni

Un anno è passato veloce, un anno senza Vittorio che qui nella Striscia di Gaza si è sentito molto è stato molto triste. Un  anno a chiederci perchè sia successo, un anno senza nessuna giusta risposta. Nessuno infatti può dare questa risposta – nemmeno un tribunale militare che si dice rispettoso delle leggi e delle procedure – perchè   nessuno ci potrà mai più dare indietro Vittorio o Viktor o Vik, come usavano chiamarlo in molti qui nella Striscia. I manifesti, le immagini le foto la sua chiara faccia che affronta l’ingiustizia “Restando Umani”, campeggia ovunque; nelle strade, nei negozi, nelle case e nelle associazioni a lui titolate per ricordarlo e averlo sempre presente. Non un eroe, ma un umano tra gli umani capace di rendere conosciuta la assurda  realtà di Gaza e dei suoi abitanti. La striscia di Gaza, una piccola zona lungo la costa del Mediterraneo tra l’Egitto ed Israele, lunga 40km e larga 10km, in cui vivono più di 1,4 milioni di pal...

Tears of Gaza DocuFilm sulla Palestina

  Il film segue tre bambini attraverso l’aggressione armata israeliana avvenuta il 2008-2009 in gaza e il periodo dopo il cessate il fuoco. Fondamentalmente il Film è contro la guerra pochi registri sono riusciti ad interpretarele Lacrime di Gaza con l’immediatezza inquietante e terrore viscerale reso nel video. Per Documentare l’impatto umano del 2008 – 2009 bombardamento di Gaza da parte dell’esercito israeliano, il direttore Vibeke Løkkeberg ha fatto uso di equipaggi locali palestinesi fornendo immagini di un conflitto in gran parte reso invisibile dai media occidentali. Løkkeberg traccia la vita quotidiana di un popolo che vive in una città impreparata ad affrontare una tragedia di tale entità. Racconta attraverso le storie di tre bambini sopravvissuti in infrastrutture impoverite di Gaza, . Vincitore del Premio del Pubblico al Festival del Documentario di Salonicco e il Premio del Pubblico per il miglior film al Festival di Göteborg International Film. ...