I“casalesi”. Otto lettere diventate ormai un brand tristissimo, un marchio d'infamia che si è appiccicato addosso ai 21 mila abitanti di Casal di Principe. Tutti. Onesti e malacarne, camorristi e politici amici dei camorristi, uomini e donne che la camorra la combattono da anni e indifferenti, che si limitano a guardare e a convivere col potere dei boss nella terra dei “mazzoni”. Terra di paludi e bufale, che Benito Mussolini disprezzava al punto da decidere la soppressione della Provincia di Caserta. “Una plaga – disse nel discorso alla Camera del 26 maggio 1927, ricordato da Gigi di Fiore nel suo libro L ' I m p e ro che sta tra la provincia di Napoli e quella di Roma. Terreno paludoso e stopposo, malarico, abitato da una popolazione che fin dai tempi dei Romani aveva una pessima reputazione ed era chiamata terra di latrones...”. “I mazzonari annotava l'inviato di un grande giornale nello stesso periodo conservano tutti i difetti di un popolo primitivo, tra di loro r...
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