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Migranti in sciopero all’Ikea di Piacenza: “Lottiamo anche per i diritti degli italiani”

Scioperi dei lavoratori migranti all’Ikea di Piacenza. Secondo Sagnet “la lotta all’Ikea riguarda tutti i lavoratori, italiani e stranieri”. Il magazzino Ikea del polo logistico di Piacenza – tra i più grandi d’Europa e che serve Italia, Svizzera e Mediterraneo Orientale -, è attualmente travolto da scioperi, blocchi e proteste da parte dei lavoratori migranti. Le rivendicazioni riguardano condizioni di lavoro dignitose, in particolare fine di straordinari e riposi forzati punitivi. Il problema principale che i lavoratori segnalano, tuttavia, è che il polo Ikea di Piacenza non assume i lavoratori migranti direttamente , tramite regolare contratto, ma affidando la gestione delle risorse umane ad aziende in subappalto. In tal modo, la catena dell’ accountability si allunga, rendendo più complicata l’attribuzione delle responsabilità. Discriminazione e razzismo, in quest’ambito, passano in secondo piano. Eritrei, sudamericani, albanesi e altri operai provenienti da ...

Boston, c'è chi pensa alla pista interna

La polizia alla ricerca di tracce per capire che cosa sia successo. Si studiano analogie con Oklahoma City. Nessuna certezza sulla matrice. Adesso è caccia agli autori. Secondo la Cnn, gli inquirenti stanno cercando "un uomo con la pelle molto scura o nera" forse con un accento straniero che è stato visto con uno zainetto nero e una felpa mentre cercava di entrare in un'area sorvegliata cinque minuti prima della prima esplosione. Un giovane saudita è ferito e sotto osservazione in ospedale. Nella zona dell'attentato, completamente isolato, sono al lavoro i cani poliziotti. A complicare le cose, gli zainetti abbandonati dalla gente in fuga, e che sono stati ritrovati nell'area. Gli ordigni inesplosi potrebbero fornire qualche traccia tramite le impronte digitali o indicazioni sulla fabbricazione. Ma per ora ancora nulla. Analogie con Oklahoma City. Le autorità Usa che stanno indagando sulle bombe alla Maratona di Boston al momento non si sbilanciano s...

Adescava ragazzine per farle prostituire: arrestato a Cagliari

L'uomo, un 45enne della provincia di Cagliari, entrava in contatto tramite Facebook con minorenni: abusi, violenze e sfruttamento. Abusava di ragazze e ragazzi minorenni, costringendo poi le vittime a prostituirsi. Vito Sodi, 45 anni, è stato arrestato con queste accuse dai carabinieri della compagnia di Dolianova. Le indagini sono iniziate alla fine del 2011, quando alcune telefonate anonime avevano segnalato comportamenti sospetti, e hanno subito una svolta decisiva quando le forze dell'ordine sono entrate in possesso delle immagini delle telecamere di sorveglianza della casa dell'uomo, che aveva subito un danneggiamento nell'abitazione: le immagini mostravano Vito Sodi tornare a casa in compagnia di una minorenne. Gli inquirenti così, con la collaborazione dei servizi sociali, sono risaliti alle vittime degli abusi, ricostruendo la storia: l'uomo, che aveva già precedenti, adescava ragazzi e ragazze minorenni su Facebook, abusando di loro con violenze rip...