Almeno 200 edifici ospedalieri che rischiano di sbriciolarsi in caso di terremoto, anche perchè quasi la metà degli ospedali raggiunge il mezzo secolo di età; cure disomogenee non solo tra Nord e Sud del Paese ma anche tra Asl confinanti. E ancora: irregolare una struttura su quattro per l’assistenza agli anziani, cure psichiatriche troppo spesso carenti e con un uso dell’elettroshock in ben 91 strutture ospedaliere, consulenze che costano quanto il super-ticket su visite e analisi, terapia del dolore semi-sconosciuta al Centro-Sud, con il 68% del consumo di oppiacei concentrato al Nord. È la fotografia scattata dalla relazione conclusiva della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, presieduta dal senatore Ignazio Marino. E non a caso proprio ieri tre importanti istituti di ricerca europei hanno fatto scivolare l’Italia al 21° posto per qualità dei suoi servizi sanitari. Il posto da damigella d’onore che anni fa ci riservava l’Oms...
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