“Novantatré giorni di sciopero. Senza un centesimo da portare a casa. Anche noi siamo l’Italia”. Fiat-Irisbus, oltre 700 tra operai e impiegati, da tre mesi in lotta per difendere lo stabilimento che Marchionne e la Fiat vogliono chiudere. Siamo a Flumeri, Irpinia, nel cuore della Campania deindustrializzata, tra campagne di tabacco e barbabietole, un pezzo di Sud dimenticato. Anche questa è Italia e anche gli operai che quando lavoravano percepivano stipendi che non superavano i 1.200 euro al mese sono italiani. Qui si producono autobus per il trasporto pubblico, un ramo che non sembra più entrare nei piani della Fiat, almeno sul suolo patrio. La produzione, dicono gli operai, la vogliono spostare altrove, nella Repubblica Ceca. Quando nel 1973 il Cipe decise di impiantare qui lo stabilimento, a Eboli, Salerno, scoppiò una rivolta. Vinse Flumeri, perché questa era la terra di Ciriaco De Mita, in quegli anni ministro d...
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