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Visualizzazione dei post con l'etichetta Germania

Germania: copiò tesi, ministro si dimette!

Meno male che in Italia, questo è uno dei meriti per entrare in politica! Ma in Europa e nel mondo le cose vanno diversamente come potete leggere: Si dimetterà oggi dall'incarico il ministro dell'Istruzione tedesca, Annette Schavan, accusata di aver copiato la tesi di dottorato all'università di Dusseldorf, che le ha ritirato il titolo. Lo affermano fonti della coalizione di governo. Con le dimissioni della ministra Schavan il governo, ha aggiunto Merkel, perde la politica più nota e competente nel campo dell'istruzione. Che tuttavia rimarrà candidata capolista per la Cdu nel suo collegio, Alb-Donau/Ulm, alle prossime elezioni federali del 22 settembre. L'ormai ex ministra ha spiegato di aver fatto un passo indietro per "rispetto" dell'incarico istituzionale. La 57enne Annette Schavan, una delle personalità più fidate della cancelliera, guidava il dicastero dell'Istruzione e della Ricerca dal 2005. Schavan ha ribadito oggi la sua...

La Chiesa Cattolica e la casa editrice erotica

La Chiesa non rinuncia all'erotismo. La casa editrice " Weltbild ", posseduta al 100% dalla chiesa cattolica tedesca, infatti, non sarà messa in vendita, nonostante la pubblicazione di numerosi romanzi erotici. Come ricorda Der Spiegel , i titoli a luci rosse venduti da Weltbild avevano creato un grosso scandalo in Germania l'anno scorso dal momento che la società è interamente in mano alla Chiesa cattolica , con tanto di vescovi o loro incaricati in consiglio di amministrazione o di sorveglianza. Alcuni gruppi di cristiani di orientamento conservatore avevano gridato allo scandalo perché la commercializzazione di questo materiale è in netto contrasto con la morale cattolica. La Conferenza episcopale tedesca aveva poi deciso di vendere Weltbild, per liberarsi dalle sue "scandalose" attività". Dopo alcuni mesi però tutto è cambiato. Il caso Weltbild non occupa più le prime pagine dei giornali tedeschi, e l'associazione tra Chiesa ed...

Studio, la meta' degli studenti tedeschi non sa chi era il Fuhrer

La metà dei liceali tedeschi non sa chi era Hitler, mentre un terzo di loro pensa che sia stato un protettore dei diritti umani. E' il risultato choc di un sondaggio condotto dai ricercatori della Free University di Berlino. Lo studio, dal titolo 'Vittoria tardiva delle dittature?', rivela una mancanza di conoscenza degli studenti tedeschi delle loro origini, secondo quanto riferisce il Daily Mail online. "E' scioccante", ha commentato l'autore dello studio, Klaus Schroeder. In base alla ricerca, condotta intervistando più di 7.500 studenti intorno ai 15 anni, due terzi dei liceali non è in grado di dire se la Repubblica democratica tedesca, nata dopo la seconda guerra mondiale e crollata con la caduta del muro di Berlino, fosse uno Stato totalitario. Solo la metà è capace di affermare che l'ex Germania Occidentale era uno Stato democratico, mentre il 40% si dice incerto in quale tipo governo vive oggi. La ricerca rivela inoltre che il...

Germania: sconto a clienti nudi

 In Germania si combatte così il calo dei consumi: "Vuoi lo sconto? Vieni senza niente addosso". Una promozione commerciale insolita e provocatoria ma di grande successo, quella ideata da un supermercato nel nord della Germania: decine di tedeschi e danesi si sono presentati nudi davanti alle porte del supermarket ben prima dell'orario di apertura. Erano le 10:00 quando infine l'agognato centro dei 'desideri con il buono sconto' ha spalancato i battenti e oltre 70 clienti, tutti nudi come vermi, hanno ricevuto un buono da 2.000 corone danesi (circa 250 euro) e hanno invaso le corsie del negozio svuotando gli scaffali e riempiendo i carrelli con alimenti e bavande di ogni genere. La curiosa iniziativa promozionale è stata decisa da un discount di Suederlueng, località vicina alla frontiera con la Danimarca. Il negozio, ha spiegato un funzionario della polizia di Leck, aveva promesso il buono da 2.000 corone ai primi cento clienti che si fossero...

La riforma del lavoro e le differenze con la Germania

Si è fatto un gran parlare in questi giorni di “modello tedesco” di licenziamento (ma anche di relazioni industriali), spesso senza conoscerne realmente i contorni e spesso piegandolo alle convenienze. Non sembra però che quel modello sia preso in considerazione dal governo, a giudicare dalla proposta di riforma presentata. In Germania spetta in primo luogo al consiglio di fabbrica valutare la fondatezza delle ragioni del licenziamento, mentre da noi manca perfino una legge sindacale che riconosca ai lavoratori il diritto di scegliere chi li rappresenta in azienda. In quel paese poi il controllo del giudice sui licenziamenti economici è molto accurato e può sempre portare alla reintegra del lavoratore. Va da sé che la sanzione (reintegra o, se il giudice così decide, indennizzo) è la stessa nel caso di licenziamento per ragioni disciplinari e per ragioni economiche; e ciò per l’ovvio motivo che, se il licenziamento è illegittimo, quelle ragioni non esistono. L’i...

Dimissioni impossibili in Italia!

Vorrei citare ancora una volta le parole di Angela Merkel, cancelliere dello Stato più importante d’Europa, sulle dimissioni del suo amico Christian Wulff, presidente della Repubblica più importante d’Europa, per un mutuo a tasso agevolato: “Rispetto la sua convinzione di essersi sempre comportato bene, ma non poteva più servire il popolo. È una forza del nostro Stato di diritto trattare tutti allo stesso modo, indipendentemente dalla posizione”. Ora, i casi sono due: o tutta Europa s’è messa d’accordo per sputtanare l’Italia facendo dimettere ministri e papaveri per quisquilie (il tedesco Guttenberg per una tesi di dottorato parzialmente copiata da Internet, l’inglese Huhne per una multa all’autovelo x caricata sulla patente della moglie, il banchiere centrale svizzero Hildebrand per un investimento della moglie in odor di insider); o dobbiamo prendere umilmente lezioni dall’Europa. Ma, siccome non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, c’è chi, fra i commentatori che amm...

Meglio tedeschi che italiani

Meglio tedeschi che italiani, secondo Massimo Fini in questo editoriale che vi proponiamo; Speravamo che col governo dei banchieri, dei professori, dei bocconiani ci sarebbe stata perlomeno concessa  una tregua . Speravamo che per un paio di anni gli uomini politici sarebbero scomparsi dalla scena e dalla nostra vista, che sarebbero emigrati, almeno per un po’, in Nuova Zelanda per andare a nascondersi sotto le pecore merinos, quelle dal pelo lunghissimo e impenetrabile. E invece non si può aprire la televisione al mattino, di pomeriggio, la sera, senza vederli  ancora tutti lì , i Gasparri, i Cicchitto, i Romani, i Romano, i Bersani, le Finocchiaro, i Rutelli e persino gli Ignazio La Russa, a esibirsi, a pontificare, a scambiarsi le solite accuse con cui sono soliti autoassolversi a vicenda,  come se nulla fosse  successo, come se il “governo dei tecnici” (cui nessun altro Paese è ricorso) non segnasse il fallimento non di questo o di quello, ma di un’intera ...

In Germania torna la paura della Stasi, ma in versione 2.0

Il “Bundestrojaner”, un’applicazione che dovrebbe difendere la Germania dal terrorismo e la criminalità on-line, ha scatenato polemiche e mosse del Governo. Secondo gli hakctivist tedeschi il virus spione sarebbe del tutto anticostituzionale, secondo la legislazione tedesca, apertamente garantista in fatto di tutela della riservatezza e dei dati personali. E le capacità del virus andrebbero ben al di là dei compiti di sorveglianza anticrimine. I tedeschi rispolverano il “vizietto” dello spionaggio a tutto tondo . E lo fanno attraverso un virus per pc, il “Bundestrojaner”. Un’applicazione che dovrebbe difendere la Germania dal crimine informatico ma che all’opinione pubblica tedesca ricorda troppo una rivisitazione della Stasi nell’era del 2.0. Gli appassionati di cinema ricorderanno sicuramente “Le vite degli altri”, la struggente pellicola di Florian Henckel von Donnersmarck che racconta la realtà quotidiana nella Germania Est attraverso gli occhi, pardon, le orecchie di un alto ...

La crisi vista da Presa Diretta

Puntata interessante sulla crisi del lavoro in Italia e i paragoni con la Germania di ieri e oggi.

LA GERMANIA DICE 'NO' AL NUCLEARE

Quali conseguenze energetiche per la Germania dopo la decisione di abbandonare il nucleare? Ne discutono Enrico Fontana, giornalista e codirettore di "Terra", Marco Varvello corrspondente RAI a Berlino, Udo Gumpel corrispondente in Italia per la N-TV e Guido Valle economista

Gli operai carbonizzati della Thyssen

DOPO 68 UDIENZE, IL PROCESSO PER I MORTI DELLA THYSSENKRUPP SI AVVIA ALLA FASE FINALE, CON LA REQUISITORIA DEL PUBBLICO MINISTERO RAFFAELE GUARINIELLO.