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Parigi-Nuova Delhi, il caso degli altri marò

A Bangui due indiani sono morti. Uccisi dai francesi. Ma Hollande ha saputo gestire scuse e dossier. Ci sono incidenti simili che producono reazioni diverse. Il 25 marzo, mentre i marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone rivolgevano dall'India un appello al parlamento italiano chiedendo di risolvere la loro «tragedia», ad altre latitudini il destino confezionava una tragedia parallela. LA TRAGEDIA DI BANGUI. All'aeroporto di Bangui, capitale della Repubblica centrafricana, le truppe francesi hanno ucciso per errore due cittadini indiani. Il Paese era nel caos dal giorno precedente, domenica 24 marzo, quando i ribelli del gruppo Seleka hanno espugnato la capitale, occupando il palazzo presidenziale con la forza e trasformando la città in una terra di saccheggio. La Francia, assieme al Ciad, tradizionale protettore della Repubblica centrafricana, ha condannato il golpe e inviato rapidamente le truppe per mettere in sicurezza l'aeroporto. Ma, nel...

La legge del più forte. Scontro Italia-India sui marò

La questione dei due marò italiani arrestati in India con l'accusa di aver ucciso due pescatori viene sostanzialmente ridotta a una questione di giurisdizione. Hanno ucciso in acque indiane o internazionali? In quest'ultimo caso sono sotto giurisdizione italiana. Vista la reazione delle autorità italiane questo si può tradurre facilmente in impunità. Ancora una volta si parla di avvertimenti, quali avvertimenti (luci, spari in aria) e contro chi? Avvertimenti che se anche ci fossero stati non sarebbero nemmeno stati compresi da pescatori che nulla avevano a che fare con logiche militari in acque non abituate ad atti di pirateria. Per di più, non esistono regole d'ingaggio codificate per i militari a bordo delle navi commerciali, mentre la responsabilità dovrebbe essere dello stato, in questo caso italiano, invece la nave è sotto il controllo di civili e quindi del comandante, che però non può dare ordini ai militari. Il problema della pirateria in mare ha ...

I marò e la sindrome americana dell'impunità

 Le circostanze della vicenda dei due militari del battaglione San Marco, imbarcati sul mercantile Enrica Lexie battente bandiera italiana, che incrociava al largo delle coste indiane, in acque internazionali, che sono accusati di aver sparato su un peschereccio, il St. Antony, uccidendo due pescatori locali, disarmati, scambiati per pirati, sono ancora tutte da chiarire. Per l'intanto appaiono però sorprendenti due dichiarazioni della Farnesina. La prima dice: “Il governo italiano ritiene sia competente la magistratura italiana essendo i fatti avvenuti in acque internazionali su una nave battente bandiera italiana”. Se due pescatori di Mazara del Vallo di un peschereccio che navigava al largo delle coste siciliane, sia pur in acque internazionali, fossero stati uccisi da militari indiani imbarcati su un mercantile indiano, qualcuno dubiterebbe, qui da noi, che la competenza sul tragico episodio spetti alla nostra magistratura, cioè al Paese delle vittime? Più inquietante anco...