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SPESE MILITARI/ Un miliardo per missioni assurde. Un esempio? Dentifrici e mutande in Libia…

      80 mila tubetti di denitrifico, 150 mila saponi da toilette, 38 mila spazzole per scarpe, ben 2 milioni di rasoi: tutto messo a disposizione dello Stato italiano per i soldati libici. È questo uno solo dei tanti provvedimenti contenuto nel colossale testo per le missioni internazionali, ultimo atto formale del governo Monti. Un totale di un miliardo di euro spalmato su missioni militari, alcune delle quali in territori sconosciuti (come i 90 mila euro finiti all’unico soldato italiano impegnato nel valico di Rafah), e su progetti dalla dubbia utilità, come i 60 mila euro finiti al Centro che cura i rapporti tra Italia e Germania. Rapporti in bilico dopo la Seconda Guerra Mondiale.   È, nei fatti, l’ultimo atto formale del governo Monti, verrà approvato a giorni e, probabilmente, si andrà ad aggiungere ad altri provvedimenti sui quali non si può che porre un grosso punto interrogativo. Stiamo parlando del decreto legge sulle missioni internazionali, t...

Prime elezioni del post Gheddafi

Tra atti di sabotaggio di vario tipo soprattutto nell'est del Paese, si sono aperte le urne in Libia per le prime elezioni del post-Gheddafi, le prime consultazioni elettorali dal 1964. Sono convocati al voto 2,8 milioni di libici, per la prima volta dal 1964, che potranno esprimersi fino alle 20. Dalle urne usciranno i 200 parlamentari che comporranno il Congresso Nazionale Generale, il massimo organo legislativo che sostituirà il Consiglio Nazionale di Transizione, alla guida del Paese da poco dopo l'inizio, nel febbraio 2011, della rivolta popolare armata che portò alla fine del regime di Muammar Gheddafi. Il Congresso avrà solo il compito di nominare il governo e il nuovo premier. Diversi seggi sono rimasti chiusi oggi in Cirenaica a causa dei disordini provocati dai militanti autonomisti della regione. Lo annunciano responsabili locali. I seggi sono rimasti chiusi a Ajdabiya, Jalo e Ojla, a sud di Bengasi. Dimostranti hanno appiccato le fiamme a centinaia ...

L'inchiesta di Presa Diretta sulla Libia a sei mesi dall'esecuzione di Gheddafi!

Inchiesta di Presa Diretta sulla Guerra in Libia e sulle conseguenze attuali e le colpe dei paesi che hanno voluto la guerra!

Lampedusa: 10 migranti morti in mare

Sei somali e quattro eritrei affogati in mare durante la traversata tra la Libia e le coste italiane. A riferirlo sono stati i 48 profughi soccorsi su un gommone a circa 60 miglia a Sud delle coste italiane. Il racconto ritenuto attendibile. Ancora una tragedia della disperazione nel Mediterraneo. Dieci migranti, sei somali e quattro eritrei, sarebbero morti in mare durante la traversata tra la Libia e le coste italiane. A riferirlo sono stati riferito i 48 profughi soccorsi ieri su un gommone, a circa 60 miglia a Sud di Lampedusa, dalla nave Orione della Marina Militare e da una motovedetta della Guardia Costiera. I migranti, tutti provenienti da paesi dell'Africa subsahariana, hanno raccontato che i loro compagni di viaggio sarebbero affogati dopo essere finiti in mare. Sono stati gli stessi profughi a lanciare l'Sos con un telefono satellitare. La carretta del mare stata intercettata e soccorsa ieri pomeriggio e i i profughi partiti dalla Libia erano stati...

Libia: una guerra per accontentare Sarkozy

Per accontentare Sarkozy tra poche ore inizierà la Guerra del Mediterraneo , così la Francia potrà sostituire la Total all’ENI . L’Europa è lacerata, l’asse franco-tedesco è in crisi, Obama è sparito, l’ONU è stata come al solito incapace di rispondere. Per il pressappochismo di uno pagheremo tutti. Con la speranza che Gheddafi non scateni l’inferno. Al limite ci salverà Bersani. E così, per accontentare Sarkozy e la sua voglia di mettere le mani sulle importanti concessioni energetiche libiche, tra poche ore assisteremo con ogni probabilità ad una bella guerra nel Mediterraneo . Un “capolavoro” diplomatico che ha lacerato l’Europa (asse franco-tedesco in crisi profonda), che ha irrigidito Russia e Cina , che ha bloccato ogni possibile mediazione americana ( ma Obama, dov’è? ), e che porterà ad una reazione di Gheddafi . Già, che farà ora il Colonnello? Beh, negli anni Ottanta, quando si arrabbiava, era solito sparare missili su Lampedusa o tirare giù qualche aereo occidentale....

Undicimila armi italiane vendute a Gheddafi

Tavola della pace e Rete italiana per il disarmo denunciano: "Il governo ha autorizzato l'invio in Libia di pistole e fucili semiautomatici, decidendo poi di non segnalarlo all'Unione Europea. L'esecutivo faccia chiarezza "Oltre 11mila tra carabine, fucili e pistole del valore di quasi otto milioni di euro sono stati esportati nel 2009 con beneplacito del governo Berlusconi dalla fabbrica d’armi Beretta al colonnello Gheddafi". Armi semiautomatiche di alta precisione, alcune di tipo quasi militare ma autorizzate come "armi da difesa". Lo affermano in un comunicato congiunto la Rete Italiana per il Disarmo e la Tavola della Pace. Le due organizzazioni definiscono "grave e irresponsabile" la condotta dei ministri degli Esteri, Franco Frattini, e degli Interni, Roberto Maroni, e stigmatizzano le "reiterate falsità" del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, sul tema delle forniture militari italiane alla Libia. "Al di là del ...

La copertina di Maurizio Crozza : l' 8 marzo e le donne

Siamo in un paese di Fiction? Probabilmente si, o forse no, Maurizio Crozza ci spiega perchè!

Ipotesi sulla crisi libica

Provo ad avanzare alcune ipotesi di lavoro sul vasto movimento di protesta che, percorrendo tutta l'Africa settentrionale, si affaccia sul Mediterraneo (soprattutto Tunisia ed Egitto e poi Libia), e si spinge fino ai paesi del Medio Oriente. Il primo dato da sottolineare è che si tratta di un movimento fondamentalmente, se non esclusivamente, giovanile. Alla sua testa, ammesso e non concesso che questo movimento abbia un vertice di comando, non ci sono leader anziani e noti per il loro passato politico. Sottolineo: un movimento tutto di giovani. Qualcuno ha scritto di «primavera del mondo arabo». Il secondo dato, importante anch'esso, è che si tratta di un movimento postislamista (sul pericolo di Al Qaeda, Gheddafi forse esagera). Il sociologo Oliver Roy, professore di studi mediterranei all'università di Firenze, su Le Monde del 12 febbraio scriveva: «Se facciamo attenzione a quelli che hanno scatenato il movimento è evidente che si tratta di una generazion...

Appello per la Libia

Durante gli ultimi giorni, mentre dalla Libia giungevano resoconti di gravi violazioni di diritti umani, l'Italia ha fatto pressioni perché il dibattito europeo si concentrasse principalmente sulla necessità di contrastare il rischio percepito di nuovi flussi migratori, piuttosto che sull'urgenza di mettere fine a tali violazioni. Amnesty International ha ripetutamente chiesto che i diritti umani e le garanzie per rifugiati, richiedenti asilo e migranti venissero messi al centro della cooperazione con la Libia sul controllo dei flussi migratori. Alla luce degli eventi degli ultimi giorni in Libia, Amnesty International chiede al governo italiano, viste le solide e durature relazioni con la Libia, di intervenire in prima linea in difesa dei diritti dei manifestanti libici. Scrivi al Premier Berlusconi e ai Ministri Maroni e Frattini affinché riportino al centro della discussione le gravi violazioni dei diritti umani subite dal popolo libico. FIRMA L'APPELLO Il testo della le...

Libia, Silvio e stampa straniera

Interessante articolo su quello che sta avvenendo in Libia e sulla tranquillità con cui Berlusconi tratta il suo caro amico, il dittatore Gheddafi! Andare con giovani marocchine è il contributo italiano alla Rivoluzione araba. Lo dice il New York Times. “ La dice lunga sulla miserabile risposta europea alla Primavera Araba il fatto che il personale contributo del Primo Ministro Italiano Silvio Berlusconi agli affari Nord Africani – nella relazione sessuale con una giovane marocchina chiamata Ruby – vinca il premio come performance più abbietta. Ma anche il suo Ministro degli Esteri Franco Frattini non scherza, quando, di fronte alla rivolta in Tunisia dice che la priorità è arginare il fondamentalismo islamico e il terrorismo.” Questo scriveva ieri Roger Cohen sul New York Times. Insomma, in buona sostanza Frattini nei confronti degli Stati Uniti vuole essere più realista del re, e tutelare l’anima antiterroristica americana anche quando gli stessi USA non ne sentono la necessità...

La rivoluzione continua e Silvio non vuole disturbare il dittatore Gheddafi

Sono decine i morti della rivolta nell'Est della Libia. Gheddafi minaccia una repressione "devastante". Ma l'insurrezione scuote anche altri dittatori e monarchi arabi alleati degli Usa. Mentre in tutto ciò Silvio Berlusconi, non vuole intromettersi nelle decisioni di Gheddafi, per "non disturbarlo". Attraverso i «comitati» di quella rivoluzione «verde», della quale Muammar Gheddafi forse conserva solo un pallido ricordo, il leader libico minaccia una «repressione devastante» della rivolta senza precedenti che sta affrontando da quattro giorni e che si concentra, per il momento, nell’Est del Paese. Anche ieri Bengasi (la seconda citta’ del paese), Baida e vari centri abitati verso il confine con l’Egitto sono stati teatro di manifestazioni e scontri. Il bilancio di morti e feriti è pesante. Negli ultimi 3 giorni, secondo Amnesty International, almeno 46 persone sarebbero state uccise dalle forze di sicurezza. Per Human Rights Watch invece i morti sa...

Sinai, migranti eritrei: aiutateci stiamo morendo

Sinai (Egitto), 2 dicembre 2010, Nena News - «Aiutateci, siamo in condizioni pessime. Ci hanno incatenato, ci tengono in ostaggio qui, da qualche parte alla frontiera. Siamo nel deserto del Sinai. Non so quanto possiamo tirare avanti». Il grido di disperazione arriva concitato dall'altra parte del telefono. L'uomo che parla è uno degli 80 migranti eritrei partiti dalla Libia e diretti in Israele, via l'Egitto. Ingannati dagli stessi passeur a cui avevano versato 2.000 dollari per il viaggio a destinazione dello stato ebraico, gli sventurati sono stati presi in ostaggio e rinchiusi in qualche luogo non precisato in mezzo al deserto. «Hanno detto che ci libereranno solo se versiamo loro 8000 dollari ciascuno». Il racconto del nostro interlocutore è in concentrato di orrori: il gruppo starebbe lì da circa un mese, mangerebbe sporadicamente pane misto a sabbia e berrebbe la poca acqua salata che i sequestratori si degnano di fornire. Gli 80 immigranti sarebbero stati raggiunti ...

Sparano ai pescherecci. E agli immigrati?

Federico Mello sul Fatto Quotidiano di oggi si pone questa domanda L’urlo ha preceduto solo di qualche secondo la raffica. “Fermatevi, altrimenti questi vi sparano”. Questo l’allarme lanciato al peschereccio di Mazzara del Vallo – che navigava in acque internazionali – dal finanziere italiano che si trovava a bordo di una motovedetta facente parte delle gruppo di sei imbarcazioni donate dall’Italia alla Libia per pattugliare le coste. Oltre a lui, sulla barca che sparava all’impazzata, pare ci fossero oltre dieci italiani tra agenti della Guardia di Finanza, “osservatori” e tecnici. L’accordo Italia-Libia, come racconta Silvia D’Onghia oggi sul Fatto Quotidiano – prevede che a “sei unità navali con equipaggi misti” sia affidato il compito di “ controllo, ricerca e salvataggio nei luoghi di partenza e di transito delle imbarcazioni dedite al trasporto di immigrati clandestini, sia in acque territoriali libiche che internazionali, operando nel rispetto delle Convenzioni internazionali...

"COME UN UOMO SULLA TERRA" immigrazione? respingimenti? Libia?

Dopo lo show Gheddafi, proviamo a riflettere e a chiederci il perchè di queste sue continue visite che ogni volta ricoprono di ridicolo il nostro paese, senza che nessuno si indigni più di tanto. Allora insieme guardiamo questo documentario che ci racconta storie di uomini e donne che solo per il desiderio di emigrare pagano un prezzo più alto della loro stessa vita. chi sono quegli uomini e quelle donne sui barconi? Quali sono le loro storie? Che cosa hanno passato per arrivare in Italia? Come hanno fatto a ad attraversare un deserto? Cosa vuol dire viaggiare a 50 gradi dentro un container pieno zeppo di persone? Come sono gli analoghi dei nostri CPT in Libia? Sono campi di concentramento finanziati anche dall’Italia? Con i nostri soldi, quindi? Attraverso i racconti dei protagonisti scopriamo l'agghiacciante realtà del passaggio nell'inferno libico, fatto di campi di concentramento nel deserto, di stupri e di esseri umani venduti e comprati (uno di loro – Dagmar Yimer - è co-...

Libia: più di 200 persone di nazionalità eritrea rischiano il rimpatrio forzato

Secondo informazioni ricevute da Amnesty International, più di 200 cittadini eritrei sono stati picchiati e trasferiti con la forza dal centro di detenzione di Misratah a quello di Sabha, dove le condizioni sono di gran lunga peggiori. Rischiano il rimpatrio forzato in Eritrea, dove potrebbero subire torture. Sia il centro di detenzione di Misratah che quello di Sabha sono destinati ai "migranti irregolari", sebbene le autorità libiche facciano poco o nulla per distinguere tra richiedenti asilo, rifugiati e migranti. Circa due settimane fa, gli agenti di sicurezza libici hanno fatto circolare un modulo in lingua tigrina nel centro di detenzione di Misratah, chiedendo ai detenuti eritrei di compilarlo. Circa la metà di loro si è rifiutata di farlo, temendo che le informazioni personali riportate sarebbero state trasmesse alle autorità eritree. Il 29 giugno, circa 15 detenuti hanno tentato la fuga; 13 di essi sarebbero stati catturati nei due giorni successivi. Secondo le infor...