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Libia, Silvio e stampa straniera

Interessante articolo su quello che sta avvenendo in Libia e sulla tranquillità con cui Berlusconi tratta il suo caro amico, il dittatore Gheddafi!




Andare con giovani marocchine è il contributo italiano alla Rivoluzione araba. Lo dice il New York Times. “La dice lunga sulla miserabile risposta europea alla Primavera Araba il fatto che il personale contributo del Primo Ministro Italiano Silvio Berlusconi agli affari Nord Africani – nella relazione sessuale con una giovane marocchina chiamata Ruby – vinca il premio come performance più abbietta. Ma anche il suo Ministro degli Esteri Franco Frattini non scherza, quando, di fronte alla rivolta in Tunisia dice che la priorità è arginare il fondamentalismo islamico e il terrorismo.” Questo scriveva ieri Roger Cohen sul New York Times. Insomma, in buona sostanza Frattini nei confronti degli Stati Uniti vuole essere più realista del re, e tutelare l’anima antiterroristica americana anche quando gli stessi USA non ne sentono la necessità.
DESPOTA ARABO – E questo perché il governo italiano non ha piacere di rivedere il proprio atteggiamento fin troppo amichevole nei confronti delle dittature della fascia nordafricana. Che credevate, che gli americani, che ci dissezionano da anni, non se n’erano accorti? “Il vecchio multimilionario Berlusconi – con i suoi capelli troppo scuri e il suo servile entourage e il suo controllo dei media e le sue ville e il suo svilimento dello Stato Italiano – ha mutuato i costumi dei despoti Arabi contro i quali i popoli di Egitto, Tunisia, Libia e Barhein si stanno stanno battendo. Come loro (i despoti) lui ha confuso se stesso con lo stato, introducendo il culto della propria personalità.” Questo giudizio è una spietata analisi della situazione italiana che nemmeno Wikileaks, nonché una pietra tombale sulla capacità di discernimento di tutti gli italiani.
PRIMAVERA LONTANA – Cohen se la prende anche con il Ministro degli Esteri francese Michèle Alliot-Marie, rea di aver intrattenuto rapporti di cortesia, e anche di interesse privato, con Ben Ali durante le proteste in Tunisia. Insomma, l’Europa di fronte a ciò che sta accadendo sotto i suoi piedi dà prova di assoluta inadeguatezza. Il New York Times salva solo il Primo Ministro danese Lars Lokke Rasmussen, che per primo ha dichiarato: “Mubarak è storia. Mubarak se ne deve andare.” Se l’unico che viene assolto è Rasmussen, quello che fa la peggiore figura è il nostro Premier. L’immagine dell’Italia che ne esce è desolante, e l’amicizia in passato troppo sbandierata di Berlusconi con Gheddafi, unitamente all’eccessiva cautela di oggi non fa bene al nostro paese. Non fa bene all’Italia nemmeno questa severità di giudizio internazionale, che rasenta ormai il disprezzo. Speriamo che questo atteggiamento non finisca per isolare tutti gli italiani. La primavera per noi sembra lontana.




Fonte: Giornalettismo

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