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Dopo 21 anni, il premio Nobel a Suu Kyi ad Oslo

La Birmania è sulla strada verso la democrazia ma è necessario riporre una fiducia "non cieca" nel suo futuro, anche perché rimangono ancora ostacoli come conflitti, prigionieri di coscienza e rifugiati. Parola di Aung San Suu Kyi, la leader dell'opposizione birmana che oggi a Oslo ha ritirato il premio Nobel per la Pace assegnatole 21 anni fa, quando era ancora agli inizi del lungo calvario passato agli arresti domiciliari. Emozionata ma come al solito carismatica, 'la Signora' - vestita con un tradizionale completo birmano color lilla e accolta da un minuto di applausi - ha attribuito al Nobel il merito di averla "riportata alla realtà" quando era stata costretta in detenzione dall'allora giunta militare, nel 1991, ma soprattutto quello di "aver rivolto l'attenzione del mondo verso la lotta per la democrazia in Birmania". E' stato un discorso idealista ma con vari accenti pragmatici: "La pace assoluta è un...

Suu Kyi in Europa dopo 24 anni: 'Investite in Birmania'

La presidente della Lega Nazionale per la Democrazia (Lnd) e leader storica dell'opposizione in Birmania, Aung San Suu Kyi, è giunta al Palazzo delle Nazioni Uniti a Ginevra dove è stata accolta da Juan Somavia, direttore generale dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo) e una folta schiera di giornalisti. San Suu Kyi ha ricevuto un'ovazione dai delegati della Conferenza internazionale dell'Ilo. Nel suo discorso Aung San Suu Kyi ha lanciato un appello ad investire nel suo Paese per sostenere il giovane processo di democratizzazione e i giovani della Birmania. L'ILO ha tolto dopo un decennio le restrizioni punitive sulla Birmania come riconoscimento dei progressi compiuti dal Paese, incluso una nuova legge sui sindacati, e dell'impegno a porre fine al lavoro forzato entro il 2015. L'annuncio dell'agenzia delle Nazioni Unite giunge proprio nel momento in cui la leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi è arrivata a Ginevra...

Aung San Suu Kyi: vi spiego perché non sarò il prossimo presidente della Birmania

La sera prima del mio incontro con Aung San Suu Kyi, prendo un taxi scalcinato fino all'antica pagoda di Shwedagon, dove tutto è cominciato. È qui che una mattina di agosto del 1988 la figlia del generale Aung San, eroe dell'indipendenza birmana, tenne il suo primo discorso importante, che l'avrebbe catapultata nel calderone della politica nazionale. Nonostante la sua naturale riservatezza e una folla eccezionale - un numero imprecisato fra 300 mila e un milione di persone - non mostrò alcun timore. Dietro di lei c'era un ritratto di suo padre, il Bogyoke o "grande leader", assassinato a 32 anni solo qualche mese prima che il suo sogno dell'indipendenza birmana si concretizzasse. «Reverendi monaci e popolo», esordì Suu Kyi, all'epoca 43enne, chiedendo un minuto di silenzio per i tremila dimostranti per la democrazia trucidati in quel vorticoso mese di rivoluzione e soppressione. «In quanto figlia di mio padre, non potevo restare indifferente di fronte ...

Aung San Suu Kyi

Lavorare con tutte le forze democratiche, senza perdere la speranza per un futuro migliore. E' questo il messaggio dato da Aung San Suu Kyi nel primo discorso tenuto dopo sette anni di arresti domiciliari, un bagno di folla - alcune stime parlano di 40 mila persone - davanti alla sede della sua "Lega nazionale per la democrazia" (Nld), con il quale la leader dell'opposizione ha confermato di voler tornare attiva in politica. "La base della democrazia è la libertà di parola - ha detto il premio Nobel per la pace - e anche se penso di sapere cosa volete, vi chiedo di dirmelo voi stessi. Insieme, decideremo quello che vogliamo, e per ottenerlo dobbiamo agire nel modo giusto. Non c'è motivo di scoraggiarsi", ha proseguito Suu Kyi, 65 anni, aggiungendo poi di "non provare rancore" verso la giunta militare che l'ha privata della libertà per 15 degli ultimi 21 anni. "Gli ufficiali della sicurezza mi hanno trattato bene. Voglio ch...

Aung San Suu Kyi LIBERA!

La giunta militare birmana, al potere da 48 anni, ha liberato Aung San Suu Kyi , leader dell'opposizione e premio Nobel per la Pace 1991, che ha trascorso 15 degli ultimi 21 anni in detenzione: "E' libera ora", ha riferito un funzionario del governo. La sua liberazione è stata accolta dagli applausi di migliaia di sostenitori in attesa davanti alla sua casa. La leader dell'opposizione democratica birmana è apparsa commossa ai cancelli, ha salutato la folla festante che la aspettava e ha rilasciato le sue prime dichiarazioni: "Ora dobbiamo restare uniti per i nostri obiettivi", ha detto invitando i suoi sostenitori a tornare domenica 14 novembre, quando terrà il primo discorso pubblico. Aung San Suu Kyi avrebbe dovuto essere liberata già nel maggio 2009, ma la breve ospitalità data ad un intruso americano le costò ulteriori 18 mesi di detenzione per aver violato i termini dei suoi arresti domiciliari. Solo un pretesto, secondo molti, per esc...

Il Myanmar torna al voto

Per l'ex Birmania, oggi Myanmar, è un appuntamento storico ma sulle elezioni di domenica 7 novembre, le prime dal 1990 e dopo mezzo secolo di dittatura militare, pesa una grande assenza. Anche questa volta Aung San Suu Kyi, la "Signora di Rangoon", leader dell'opposizione democratica e premio Nobel per la pace, sarà lontana dalle urne. La pasionaria rimarrà segregata nella sua casa sul lago Inya, dove è costretta agli arresti domiciliari, mentre i suoi seguaci cercheranno con ogni mezzo di boicottare un voto che si profila con molte ombre. Le due principali forze dell'opposizione, il Partito democratico e la Forza democratica nazionale, hanno già lanciato pesanti accuse di brogli contro la giunta, affermando che i militari avrebbero raccolto voti in anticipo. Altre proteste si sono levate da parte di organizzazioni come la "Chin Human Rights Organisation", secondo la quale nel Chin, uno stato multietnico della Birmania occidentale, alcune...

Aung San Suu Kyi forse libera dopo le elezioni

Il ministro birmano degli Affari Esteri ha detto ai suoi partner del sud-est asiatico che la leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi, agli arresti domiciliari, sarà "forse" liberata dopo le elezioni del 7 novembre. Lo ha reso noto ad Hanoi un diplomatico asiatico. Il ministro birmano Nyan Win ha incontrato ieri sera, durante una cena, i suoi partner dell'Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (Asean), in margine al summit che si apre oggi nella capitale vietnamita. "Ha detto che libereranno Aung San Suu Kyi forse dopo le elezioni", ha riferito il diplomatico precisando che il ministro non ha indicato nessuna data precisa. Due responsabili birmani, coperti da anonimato, hanno detto recentemente che il premio Nobel per la Pace sarà liberata il 13 novembre, quando scadranno i termini della sua detenzione. La "Dama" di Rangun ha trascorso oltre 15 degli ultimi 21 anni in stato di detenzione e non è stata mai liberata dal 2003.

Lady Aung San Suu Kyi

Ieri Aung San Suu Kyi, premio nobel per la pace e ledear dell'opposizione Birmana ha compiuto 65 anni e Roma, come tutto il mondo, ha voluto rendergli omaggio, attaverso una serata in suo onore presso la sala Sinopoli dell'Auditorium della Musica di Roma. Durante la serata è stato proiettato il documentario Burma Vj, candidato agli ultimi Oscar come miglior film del suo genere. La serata ha messo in evidenza tutte le sofferenze del popolo birmano, guidato dal 1962 da una violenta dittatura militare che non risparmia nessuno. Aung San Suu Kyi vive ormai da oltre 14 anni agli arresti domiciliari e combatte senza perdere la forza il regime. Il documentario racconta come dei coraggiosi giornalisti birmani, provano ad opporsi al regime riprendendo e informando il mondo di tutte le violenze e i sopprussi che avvengo nel paese asiatico. Tutti devono conoscere quello che avviene in Birmania e la protesta non violenta dei monaci buddisti, uccisi la rivoluzione zafferano di fine 2007. ...