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Visualizzazione dei post con l'etichetta soldati statunitensi

Dopo nove anni di campagna militare le truppe americane lasciano l’Iraq

Erano da poco passate le 7,30 del mattino, ora locale, quando l’ultima colonna di blindati statunitensi ha lasciato l’Iraq e superato il confine con il Kuwait, prima tappa del ritorno verso gli Stati Uniti. Un centinaio di mezzi blindati, con a bordo un battaglione di soldati, fotografati dai loro commilitoni in attesa sul lato kuwaitiano della frontiera. La scadenza fissata per il ritiro era il 31 dicembre 2011, ma l’amministrazione di Barack Obama – in difficoltà su altri fronti a partire dall’economia – aveva promesso il rientro a casa per Natale. In Iraq rimangono alcune centinaia di soldati, per l’ambasciata statunitense a Baghdad e per le ultime sistemazioni logistiche, poi anche questo sparuto contingente sarà ritirato, salvo il personale per la sicurezza della sede diplomatica. Con il ritiro di oggi si chiude ufficialmente una guerra iniziata nella notte tra il 19 e il 20 marzo del 2003, durante l’amministrazione di George W. Bush che, sfruttando l’onda delle conseguenze de...

“Sì, avevamo un piano: prendere qualche afghano e ammazzarlo”

Il soldato ritratto nelle foto choc che avevano mostrato il “kill team” uccidere per sport civili indifesi ha confessato. Sissignore. “Sissignore, avevamo un piano: uccidere la gente”. Erano il kill team di Kandahar. Erano soldati americani che gironzolavano per la regione, acchiappavano qualche civile indifeso e lo massacravano. Così, per vedere un po’ l’effetto che faceva. Per giocare e vedere come sarebbe andata a finire. Senza nessuna motivazione apparente. Per gioco. Per sport. Il loro problema è che oltre ad andare in giro per il territorio del paese asiatico a massacrare i civili per sport, avevano anche l’abitudine di farsi delle foto. Foto terribili di corpi dilaniati e di soldati che li ostentavano come trofei di caccia. Come il bisonte abbattuto nell’ultima scorreria, pronto per essere scuoiato. Foto che poi sono state pubblicate dai media internazionali, e che hanno fatto – come impedirlo, d’altronde – molto rumore. I protagonisti delle fotografie pubblicate il 20 marzo del...