Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta governo usa

Anonymous pubblica le foto della madre di Obama nuda

"Caro Obama, ecco una foto di tua madre". Un account Twitter legato al gruppo di hacker Anonymous ha diffuso due foto che ritraggono la madre di Obama, Ann Dunham , nuda. Vi è anche un terzo scatto in cui è immortalata l'intera famiglia, questa volta vestita. Come si legge nel Tweet, le immagini si trovano sul forum di 4Chan Anonymous , e risalgono agli anni '50. Nel tweet dagli hacker viene chiamato in causa l'account ufficiale del presidente Obama, menzionato nel messaggio. Come riporta il sito affaritaliani.it "questi scatti sono già stati diffusi nel 2008 durante la precedente campagna presidenziale senza essere autenticati. Il tweet comunque ha fatto il giro della rete. Alcuni lo interpretano come una risposta di Anonymous alla "caccia alle streghe" lanciata da Washington contro Julian Assange , fondatore di Wikileaks." Fonte: cadoinpiedi

India e USA: Fermate il trafficante di morte!

Sono stati trovati altri 27 corpi di bambini massacrati in Siria. Per fermare questo orrore dobbiamo interrompere il traffico di armi verso il regime. Un modo per farlo c'è, ma richiede l’impegno di tutti noi. Ecco come: l’India e gli Stati Uniti sono tra i maggiori clienti del principale fornitori d’armi della Siria: la compagnia statale russa Rosoboronexport. Se riusciremo a convincere questi due paesi a minacciare lo stop a tutti gli accordi economici finché i russi non interromperanno il sostegno alla macchina omicida della Siria, questo fornitore di armi potrebbe essere costretto a fermare le sue esportazioni in Siria. Tanto gli Stati Uniti quanto l’India vogliono fermare la violenza in Siria, ma la diplomazia sta fallendo. Questa è la migliore opportunità che abbiamo: diamo loro un mandato di massa per agire subito. Gli Stati Uniti hanno già convinto tale compagnia a fermare la vendita di armi leggere in Siria. Se riusciremo a far salire la pressione sul...

Giuliana Sgrena ricorda Nicola Calipari

Sono passati sette anni dall'omicidio di Nicola Calipari, ucciso da Mario Lozano, mitragliere ispanico del Bronx. Calipari, agente del Sismi, quel 5 marzo del 2005 si trovava a Baghdad per salvare Giuliana Sgrena, che si trovava nella capitale irachena per raccontare le violenze dell'invasione anglo-americana. La giornalista del Manifesto, esperta del mondo arabo è intervenuta a Vallo della Lucania, in provincia di Salerno, parlando del libro "Fuoco amico" che racconta le quattro settimane passate sotto sequestro e l'omicidio dell'agente segreto. La Sgrena ha raccontato l'ipocrisia tipica dell'istituzioni italiane; infatti quando Calipari fu ucciso tutti gli rendevano omaggio, e ora sette anni dopo nessuno ne parla e soprattutto nessuno parla dell'Iraq. Eppure è strano visto che sono arrivate davanti agli occhi di tutti le violenze perpretate dai soldati statunitensi agli iracheni, dall'uso del fosforo bianco, alle torture ai carcerati di ...

Accordo Nato: Sigonella sarà «capitale mondiale dei droni»

    Per future «guerre preventive» in Medio Oriente, Africa, Est Europa, gli Usa e la Nato varano uno dei più costosi programmi nella storia dell'alleanza. Solo 13 paesi contribuiranno, Francia e Gran Bretagna restano ai margini, Spagna e Polonia si tirano fuori.  L'Italia al centro del progetto. Altro che rinunciare agli F35...     «È un buon accordo, un grande accordo, un accordo ben fatto». Non nasconde la sua soddisfazione il segretario della difesa Leon Panetta: la Nato si doterà entro il 2017 di un nuovo sistema di sorveglianza terrestre, l'AGS (Alliance Ground Surveillance) e il suo centro di comando e di controllo verrà installato nella base siciliana di Sigonella. La lunga ed estenuante trattativa tra i partner ha visto però ridurre progressivamente a 13 il numero di paesi che contribuiranno a quello che si preannuncia come uno dei più costosi programmi della storia dell'Alleanza atlantica. Oltre a Stati uniti...

Dodicimila soldati degli Stati Uniti stanno per occupare la Libia

Dodicimila soldati nordamericani arriveranno in Libia per consolidare la dominazione del paese da parte dell'imperialismo. L'occupazione avviene mentre il territorio è immerso in conflitti tra le fazioni del CNT e un gruppo armato che si presume leale al vecchio regime ha dato l'assalto alla città di Bani Walid.   Secondo informazioni divulgate dal giornale pan-arabo Asharq Alawsat , il primo contingente delle forze armate di Washington (si presuppone che sia previsto almeno un secondo contingente) verrà sbarcato nella città di Brega, importante centro di esportazione del greggio. Il controllo di giacimenti, porti, raffinerie e altri punti strategici per l'estrazione e il flusso del petrolio libico sarà il principale, e per ora l'unico, obiettivo delle truppe USA che arriveranno sul territorio. L'occupazione viene annunciata pochi giorni prima che un gruppo armato, si presume fedele al precedente regime, ha preso d'assalto la citt...

Iraq, la fine era nota

Il 20 agosto del 2010 pubblicai per il Gazzettino un articolo intitolato “Poche illusioni: ora l’Iraq va verso una guerra civile”, dove prevedevo che dopo il ritiro degli americani il conflitto, già latente, fra sciiti e sunniti sarebbe esploso in tutta la sua violenza e senza più freni. Sono stato facile profeta. Due giorni fa, a poco più di due settimane dal ritiro dell’ultimo contingente Usa, l’Iraq è stato teatro di una serie di attentati e di scontri fra le due comunità, con decine di morti e centinaia di feriti. Non è che l’inizio di un’escalation. Ciò vuol dire che gli americani non dovevano andarsene dall’Iraq? No, che non avrebbero dovuto invaderlo e occuparlo nel 2003 col pretesto che Saddam Hussein possedeva ‘armi di distruzione di massa’ che non sono state mai trovate. L’Iraq è una cervellotica invenzione degli inglesi che nel 1930 misero insieme in uno Stato tre comunità, curdi, sciiti, sunniti, che nulla avevano a che fare tra loro e che anzi si detestavano. Finito il pro...

Bin Laden e l’elogio della tortura

L’uccisione del terrorista ha riportato in auge il dibattito sulle tecniche “particolari”. E c’è chi ne fa l’apologia. L’uccisione di Osama Bin Laden ha provocato una serie di reazioni diverse tra gli americani. Ma tra queste c’è ne è una particolarmente inquietante: l’apologia della tortura. Nel suo editoriale, il New York Times ricorda che Jose Rodriguez Jr., leader del antiterrorismo per la Cia dal 2002 al 2005, quando Khalid Shaikh Mohammed e gli altri capi di Al Qaeda sono stati catturati, ha detto al Times che gli eventi recenti dimostrano che il presidente Obama non hanno vietato le cosiddette ‘tecniche rafforzate’ di interrogatorio. Gli ha poi fatto eco anche John Yoo, l’ex avvocato del dipartimento di Giustizia di Bush, colui che ha stravolto la Costituzione e le Convenzioni di Ginevra per giustificare la pratica della tortura. Quest’ultimo ha scritto sul Wall Street Journal che l’uccisione di Bin Laden ha dimostrato che il ‘waterboarding’ e altri tipi di abusi si sono rivelat...

Rivelazione WikiLeaks: La Chiesa approvò Guantanamo

I cablo di WikiLeaks rivelano che, ai tempi di Wojtyla, in Vaticano si discusse dei trattamenti disumani inflitti nel campo di prigionia illegale: e alla fine fu deciso di appoggiare comunque la mano dura degli Usa Guantanamo? La Santa Sede sta con gli americani. Lo assicura monsignor Mariano Montemayor nel gennaio 2002, pochi mesi dopo l'inizio della guerra al terrorismo. L'alto prelato in quei giorni era responsabile vaticano per Pakistan ed Afghanistan mentre oggi è stato promosso nunzio in Senegal. E sembra fare di tutto per aiutare gli Stati Uniti: li informa delle manovre russe e del dibattito interno a San Pietro, con uno zelo che sorprende anche gli interlocutori statunitensi. Perché? "Figlio di un alto ufficiale della Marina argentina, Montemayor ha detto che in passato lui e la sua famiglia hanno vissuto sotto scorta della polizia per le minacce. Il suo background argentino appare essenziale nel feroce giud...