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Minetti: Un milione di euro e un posto a Mediaset per il silenzio e le dimissioni

Una "buonuscita" da quasi un milione. Nei corridoi del Pirellone si parla di questo tipo di richiesta, avanzata dalla consigliera Nicole Minetti per dare le (probabili, ma non scontate) dimissioni dal consiglio regionale della Lombardia, durante la cena ieri sera ad Arcore. Ovvero: il mancato vitalizio (che scatta a partire dai 60 anni ma che viene accumulato nel tempo) e il mancato emolumento per altri due anni e mezzo, composto dalla parte fissa e dai rimborsi, più l'indennità di fine rapporto. Si tratterebbe quindi di almeno di 3-400mila euro più altri 400mila. Insomma, le richieste partirebbero da circa 800mila euro, poi chissà. Il valore della cifra potrebbe trovare un aggiustamento anche con una ipotizzata collaborazione a Mediaset. Nel caso invece in cui le dimissioni arrivassero dopo ottobre, la Minetti avrebbe maturato automaticamente il diritto al vitalizio, quindi la buonauscita potrebbe dimezzarsi. A sborsare la cifra (o ad offrire un posto a Mediaset) dovr...

Egitto: 'Mubarak è in coma', moglie e nuore al capezzale

L'ex rais egiziano Hosni Mubarak é "clinicamente morto" oppure "tecnicamente vivo". Fra queste due definizioni si sono alternate tutta la serata le concitate notizie sull'effettivo stato di salute dell'ottantaquatrenne ex presidente egiziano, trasferito di corsa in serata dalla prigione di Tora, dove è stato portato il 2 giugno dopo la sua condanna all'ergastolo, all'ospedale militare di Maadi dopo essere stato colpito da un ictus. Il rincorrersi di notizie e smentite arriva a un giorno dall'atteso annuncio del nome del vincitore delle prime elezioni presidenziali del post Mubarak. Anche se da giorni il fratello Musulmano Mohamed Morsi dice di avere vinto in modo netto, dal campo opposto, quello del'ex premier sotto l'ex rais, Ahmad Shafiq, si risponde dicendo che il vincitore è lui. E' in questa atmosfera tesa e febbrile che arriva la notizia data dall'agenzia ufficiale di stato egiziana Mena della morte cli...

C'era una volta Ruby (e B.)

È nata, è nata! E così Karima el Mahroug, compie l’ennesima metamorfosi della sua breve e densa biografia, da ragazza dissoluta e scapestrata, a madre discreta e pudica, da Rubacuori a santa. Come tutte le favole a tinte forti, anche questa si alimenta di leggenda e fantasia. L’ultimo capitolo (per ora) lo ha scritto Luca Risso, compagno della ragazza che fece tremare Arcore, la presunta “nipote di Mubarak ” su cui il Parlamento discettò e votò, per scongiurare - ci raccontarono - una crisi internazionale: “La bimba - dice Risso - sta bene. Pesa tre chili e 700 grammi, l’abbiamo chiamata Sofia Aida”. Ma la leggenda parallela, sovrastando la notizia, ha acceso anche il mondo del web, scatenato in lazzi feroci come: “È nato PierMubarak“. Oppure “La figlia di Ruby è nata maggiorenne”, o anche: “Domani si terranno i test di paternità a San Siro dalle 9 alle 19”. Per c...

Crozza, Doni, Ruby e la supposta rossa di Mario Monti

Maurizio Crozza e la copertina di Ballarò, si parla della crisi e della nascita della figlia di Ruby, la escort più famosa d'Italia e delle vergognose affermazioni di Lega Nord e di Petrucci a difesa della quarta economia italiana, il calcio.

Signora Minetti, scusissima, potrebbe dimettersi e restituire il malloppo?

Dunque prima di tutto i fatti: l'avvocato della signora Minetti, nonché consigliera regionale in Lombardia, ieri ha parlato di " do ut des ". Praticamente l'ex igienista dentale di Berlusconi si sarebbe concessa ( do) al Premier in cambio di un posto in consiglio regionale ( ut des ). Personalmente la vita privata di Berlusconi non ci interessa, però ci piacerebbe capire per quale motivo la sua attività sessuale (evidentemente non del tutto gratuita) poi debba risultare a carico dei contribuenti (siamo sicuri che anche Giuliano Ferrara sarebbe d'accordo su questo punto). Michele Serra ancora una volta nella sua amaca in poche righe centra perfettamente la questione: “Tra le ragazze c’è chi ha avuto una Land Rover, chi è stata eletta in Consiglio regionale. Non è certo un reato”. Uno degli avvocati di Nicole Minetti ha così riassunto (molto efficacemente) l’andazzo del regimetto berlusconiano: le cariche pubbliche usate come una gratifica, un regalo a disposizione...

Ruby, il processo che non si farà

Il 6 aprile si comincia, ma per finta: pronti vari escamotage per rimandare tutto. Sine die? Si comincia, ma per finta. L’udienza di mercoledì 6 aprile, nel clamore mediatico in cui si sta preparando, sarà sicuramente una bolla di sapone, e il processo Ruby non comincerà nel giorno che tutti stanno aspettando. Ma soprattutto: le mosse degli avvocati di Silvio Berlusconi in aula e quelle in parlamento promettono intorno all’accusa di concussione e prostituzione minorile che la procura di Milano ha mosso al premier l’ennesimo polverone fatto di rinvii e rinvii: il rischio, fa notare Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera, è che la procrastinazione porterà il dibattimento a iniziare con molti mesi di ritardo. E la sentenza a non arrivare mai: Al netto ad esempio dell’isteria collettiva che gonfia un’attesa tanto inutile quanto spasmodica nei mezzi di informazione di mezzo mondo, mercoledì il processo Ruby comincerà solo per modo di dire. La prima udienza, infatti, cadrà in una mattinat...