Domani saremo in tanti a Roma per dire 2 sì ai referendum per l'acqua bene comune, sì a quello per fermare il nucleare e per affermare, più in generale, che sottrarre i beni comuni dal mercato significa difendere i diritti e ampliare la democrazia. La manifestazione è stata lanciata dal Comitato per l'acqua bene comune, ma dall'inizio si è caratterizzata per essere un luogo aperto ai soggetti e alle tematiche che, a partire dalla questione della contrarietà del ricorso al nucleare, ragionano di un'idea di modello produttivo e sociale basato su un rinnovato intervento pubblico, capace di difendere i beni comuni e poggiato sull'autogoverno delle comunità locali. A maggior ragione, dopo l'immane tragedia che ha colpito il popolo giapponese, non si può non raccogliere lo sdegno per scelte che distruggono la vita e l'ambiente, impedendo alle popolazioni il diritto di decidere e persino di essere informate sulle loro condizioni di vita. Così come è altrettanto evi...
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