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Visualizzazione dei post con l'etichetta crisi governo

Manifestazioni Prima Parte

Cominciano a delinearsi le prime misure annunciate dal governo dopo gli scontri di piazza avvenuti martedì scorso a Roma, mentre il parlamento si pronunciava sulla sfiducia a Silvio Berlusconi. Per fronteggiare la crisi sociale e camuffare la vertiginosa caduta di credibilità politica dell’esecutivo verrà ulteriormente inasprita la gestione dell’ordine pubblico ispirandosi a quel laboratorio della repressione sociale che nell’ultimo decennio hanno rappresentato le curve degli stadi. Se il parlamento potrà essere facilmente controllato comprando altri parlamentari dell’opposizione per «acquisirli» alla maggioranza, per la piazza le cose stanno diversamente. Il governo teme i manifestanti, soprattutto la possibilità di una saldatura sociale stabile tra le varie componenti della protesta: i cittadini di Terzigno, i terremotati aquilani, i metalmeccanici, i precari, gli studenti, i migranti. Per questa ragione stanno per essere varati una serie di dispositivi di natura legislativa e tecnic...

Una violenza annunciata

di GIUSEPPE D'AVANZO La violenza, alla fine, è diventata l'unica realtà di una giornata che ha visto manifestare a Roma gli aquilani senza ricostruzione, i napoletani senza diritto alla salute, minacciati da tonnellate di rifiuti, e soprattutto - in decine e decine di migliaia - gli studenti senza futuro, agitati dalla riforma Gelmini. Una rappresentazione dunque del disagio, dell'insicurezza di un Paese che non riesce più a farsi ascoltare, che non trova più alcuna linea di condivisione tra se stesso e chi lo governa; un Paese abbandonato, dimenticato, smarrito nelle nebbie di un illusionismo mediatico che riscrive la realtà reinventandola con una narrazione spettacolare dove l'Aquila è stata già ricostruita. Napoli è stata già pulita; scuola, università e ricerca sono state già risanate dalle innovazioni del ministro. Il racconto autocelebrativo e bugiardo semina in chi lo subisce - e, subendolo, è ridotto al silenzio - rancore, risentimento, rabbia. Sentimenti che in...

Il futuro della destra

Se martedì prossimo il governo otterrà la fiducia nelle due Camere sarà difficile non riconoscere in ciò un indubbio successo di Berlusconi: un successo della leadership, della determinazione e della coriacea personalità del presidente del Consiglio. Ma anche quel successo non potrà cancellare un dato ormai acquisito: la grande promessa/scommessa berlusconiana è fallita. Berlusconi può durare tutto il tempo che si vuole, anche fino alla fine della legislatura, ma è impossibile non prendere atto che delle grandi novità che la sua discesa in campo sembrò annunciare quindici anni fa, oggi non rimane pressoché nulla. Al centro di quella promessa/scommessa c'era, infatti, molto di più che il puro e semplice impegno (questo sì senz'altro mantenuto) di sbarrare il passo alla sinistra. C'era l'idea che quello che allora nasceva, nel quadro di un bipolarismo finalmente conquistato, doveva essere, sarebbe stata, una destra liberale adeguata ai tempi (quindi liberista ma con giudi...

L'ennesima farsa?

Ieri, alla camera dei deputati, si votava la fiducia all'attuale governo. Al di là del risultato, già solo l'atto di dover votare la fiducia ad un governo, costituirebbe di per sè una notizia. Non è cosi quando però si assiste all'ennesima farsa. Per fare un parallelo dei programmi in onda ieri sulle reti rai, sicuramente la partita Inter- Werder Brema di champion's league sarà stata più interessante, senza scendere nei dettagli della valenza dell'incontro, almeno li non si conosceva il risultato esatto prima dell'inizio dell'incontro. Potrei ora continuare a parlare dell'incontro di calcio, quello almeno qualcuno non l'ha visto, l'altro evento sopra citato, è dinanzi agli occhi da anni a milioni di persone. A leggere l'editoriale di oggi di Ezio Mauro, un'aria di cambiamento potrebbe arrivare presto. Chissà... Di seguito, l'editoriale di Mauro e in più un video che potrebbe fotografare parte degli ultimi avvenimenti politici che hann...

Berlusconi compra onorevoli

L'onorevole Antonio Razzi, Idv eletto nella circoscrizione Estero, racconta le offerte del premier per entrare nel gruppo dei 20 deputati di sostegno al governo: "Si è parlato anche di pagarmi il mutuo e darmi un posto nel governo, ma la proposta più concreta è stata la rielezione sicura"