Cominciano a delinearsi le prime misure annunciate dal governo dopo gli scontri di piazza avvenuti martedì scorso a Roma, mentre il parlamento si pronunciava sulla sfiducia a Silvio Berlusconi. Per fronteggiare la crisi sociale e camuffare la vertiginosa caduta di credibilità politica dell’esecutivo verrà ulteriormente inasprita la gestione dell’ordine pubblico ispirandosi a quel laboratorio della repressione sociale che nell’ultimo decennio hanno rappresentato le curve degli stadi. Se il parlamento potrà essere facilmente controllato comprando altri parlamentari dell’opposizione per «acquisirli» alla maggioranza, per la piazza le cose stanno diversamente. Il governo teme i manifestanti, soprattutto la possibilità di una saldatura sociale stabile tra le varie componenti della protesta: i cittadini di Terzigno, i terremotati aquilani, i metalmeccanici, i precari, gli studenti, i migranti. Per questa ragione stanno per essere varati una serie di dispositivi di natura legislativa e tecnic...
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