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Visualizzazione dei post con l'etichetta Inquinamento ambientale

"Stiamo spingendo la Terra verso il punto di non ritorno"

Sulla rivista Nature del 7 giugno è stato pubblicato un nuovo documento dal titolo “ Approaching a state shift in Earth’s biosphere “. Barnosky e altri 21 scienziati di fama mondiale hanno messo a punto uno studio che dimostrerebbe come  la terra sia vicina ad un punto di non ritorno . Se è vero che la storia è importante per conoscere i tempi e i modi in cui avvengono i grossi cambiamenti, sembrerebbe proprio che d’ora in poi ci si debba aspettare solo  il peggio . Quando gli ecosistemi sono messi duramente sotto pressione, avvengono una serie di reazioni a catena che innescano transizioni da uno stato all’altro. C’è un punto critico, un valore soglia, che gli esperti chiamano  Tipping Point . A quanto pare primi segnali d’allarme sarebbero già stati inviati. Per  avere un’idea di cosa si intenda con l’espressione “cambiamento di stato” si può pensare all’era del  Cambriano , quando si passò in modo rivoluzionario dalla vita dei microbi ...

Il petrolio del Fiume Po

Anno 2010. Petrolio sversato nei fiumi e nei mari, devastazione degli ecosistemi. In Italia si assiste all'ennesimo disastro ambientale, lo sversamento di petrolio nel fiume Lambro- affluente del fiume Pò- volutamente rimosso dalla cronaca italiana. La gestione in emergenza della Protezione Civile e i finanziamenti lampo che si susseguono si intrecciano con le speculazioni edilizie versione 'green economy', realizzate in vista dell'Expo milanese del 2015. Rientrato l'allarme, e paludata l'inchiesta, proviamo a capirne di più percorrendo le rive dei fiumi più inquinati d'Europa, da anni vere e proprie discariche a cielo aperto di rifiuti industriali italiani. Facciamo girare questo video, per far conoscere a tutti quello che sta succedendo.

Sardegna, il disastro nel silenzio

La Sardegna paradiso delle vacanze? No, isola dei veleni: olio combustibile nelle acque del Golfo dell'Asinara, radiazioni mortali nel poligono militare di Quirra, ceneri cancerogene a Portovesme. E il 15 maggio un referendum consultivo indetto dalla giunta regionale di centrodestra per stabilire se i sardi vogliono o no che nella regione siano costruiti gli impianti nucleari ai quali Berlusconi e il suo governo vorrebbero dare il via.L'emergenza più evidente è quella del Golfo dell'Asinara. L'11 gennaio s'è rotto un tubo di drenaggio della centrale per la produzione di energia che la E.On (gruppo spagnolo) possiede a Porto Torres e 15 mila litri di olio combustibile si sono riversati in mare. A Sassari la procura della Repubblica ha aperto un'inchiesta, ma al momento non risultano indagati. La capitaneria di porto ha proclamato lo stato di emergenza che, a distanza di quasi un mese dall'incidente, è ancora in corso. La E.On ha ammesso le sue responsabilità ...

Il petrolio minaccia anche arcipelago Maddalena

Il disastro ambientale è stato causato dall’incidente allo stabilimento E.On di Porto Torres, lo scorso 11 gennaio. Almeno 15mila litri di olio combustibile finiti in mare, vicinissimi ad alcune fra le più belle spiagge dell’isola. Sembrava tutto sotto controllo ma ora il catrame minaccia anche La Maddalena. Rassicurazioni e ottimismo della prima ora non sembrano essere bastati a fermare la marea nera nel nord della Sardegna, dopo l’incidente allo stabilimento E.On di Porto Torres, lo scorso 11 gennaio. Almeno 15mila litri di olio combustibile finiti in mare, vicinissimo ad alcune fra le più belle spiagge dell’isola, da Platamona a Stintino e proprio di fronte all’area marina protetta del Parco Nazionale dell’Asinara. Diverse chiazze nere che, galleggiando verso est, hanno raggiunto nel corso delle ultime quarantotto ore anche le coste della Gallura, da Santa Reparata alla penisola di Capo Testa e che ora mettono a rischio anche il paradiso marino di Spargi e di tutto l’arcipelago prot...

Rifiuti a Napoli, a Pianura la ex discarica metta in serio pericolo la vita umana

Nei pressi della ex discarica di Pianura, periferia di Napoli, la vita dei cittadini è in pericolo. Lo scrive il Gip di Napoli Alessandro Buccino Grimaldi nelle dodici pagine con cui ha disposto la riapertura delle indagini sui veleni sversati nella ex Difrabi, ordinando l’imputazione coatta per tre persone con l’accusa di disastro ambientale. Perché come si legge nell’ultima pagina del provvedimento: “In alcuni punti la quantità dell’ossigeno e degli idrocarburi è risultata non compatibile con la vita umana”. E a pagina 11: “Il pericolo accertato all’esterno della discarica integra una situazione di disastro ambientale in quanto è un fenomeno con una vasta ricaduta sull’ambiente naturale e non, che si configura come potenzialmente catastrofico per la numerosità delle persone che abitano nella zona che possono essere coinvolte, e la vastità del territorio interessato”. A Pianura per anni, come ha accertato qualche anno fa la commissione parlamentare ecomafie presieduta dal verde Massi...

Fosfati nei detersivi per il bucato: la Commissione Europea ci dà un taglio a partire dal 2013

Tagliare drasticamente l’uso di fosfati soprattutto nei detersivi tessili e per il bucato. Questa la proposta della Commissione Europea, secondo la quale: “Il progetto di regolamento punta a ridurre la quantità di fosfati che si ritrova nelle acque reflue e a migliorare la qualità dell'acqua. Questo progetto non riguarda i detergenti destinati alle lavastoviglie automatiche o quelle utilizzate a livello professionale, perché delle soluzioni di sostituzione realizzabili sul piano tecnico ed economico non sono ancora disponibili nell'insieme dell'Ue. Gli Stati membri restano tuttavia liberi di regolamentare il tenore in fosfati di questi detergenti in circostanze specifiche” . Ma perché l’Ue ce l’ha tanto con i fosfati? Perché i fosfati e i nitrati – essendo scaricati soprattutto in mare - contribuiscono notevolmente all’aumento delle sostanze nutritive, facendo crescere e sviluppare in modo abnorme le alghe marine, provocando così enormi danni all’ecosistema...