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Visualizzazione dei post con l'etichetta disagi trenitalia

LA DISEGUAGLIANZA ITALIANA

    Il nostro è un paese che viaggia a due velocità distinte: i ricchi che corrono e i poveri che arrancano. Un problema grave e tragicamente assente dall’agenda politica italiana. I nostri treni sono la perfetta rappresentazione della nostra diseguaglianza. Da una parte l'alta velocità con i suoi treni modernissimi, immacolati, puntuali. Dall'altra i treni dei pendolari: vecchissimi, sporchissimi, sempre in ritardo. I ricchi da una parte e i poveri dall'altra. Due binari diversi e due mondi separati che, tra di loro, si stanno allontanando sempre di più. Due Italie. Populismo? Non credo. E per questo mi sono divertito a ricalcolare il coefficiente di GINI (l'indice di disparità economica e sociale di una nazione) italiano, ma includendovi anche l'effetto dell'evasione fiscale. Eh sì, perché qui sta il problema. Infatti, secondo EUROSTAT l'indice di GINI ufficiale, e al netto delle tasse, per l'Italia sarebbe stato pari allo 0.32 nel ...

Trenitalia affonda ancora. Moretti, senza fondi a rischio i treni locali

Le regioni italiane rischieranno di restare senza treni locali nel 2013 per mancanza di fondi. E' il grido d'allarme lanciato dall'a.d. di Fs Mauro Moretti nel corso di un convegno. "Nel 2013 - ha affermato - se non ci saranno soldi a bilancio non faremo il servizio regionale" "Non so che cosa farà l'Authority - ha proseguito nel suo intervento sul trasporto pubblico locale all'università Bocconi di Milano - l'unica cosa che potremo fare noi sarà interrompere il servizio". "Verremo denunciati per interruzione di servizio - ha poi proseguito Moretti - vedremo come andrà a finire". Il numero uno delle Ferrovie ha poi spiegato che, per quanto riguarda il servizio regionale, i cosiddetti "ricavi per passeggero/chilometro" in Italia sono di 10,8 centesimi di euro contro i 17,2 centesimi del trasporto su gomma". Moretti ha poi citato la Germania, con ricavi per passeggero/chilometro a 20 centesimi e la...

Quanto è cara l'alta velocità?

Dodici miliardi e 950 milioni di euro. È il passivo che lo Stato ha dovuto iscrivere a bilancio per coprire i debiti realizzati dalla costruzione della linea Alta velocità Torino- Milano-Napoli. Un buco a carico di tutti gli italiani frutto di un dannoso intreccio di politica assente e di imprenditoria parassitaria. È quanto emerge dalle “Risultanze del controllo sulla gestione dei debiti accollati al bilancio dello Stato contratti da FF.SS., Rfi, Tav e Ispa per infrastrutture ferroviarie e per la realizzazione del sistema Alta velocità”, 58 pagine di istruttoria della Corte dei Conti firmate nel 2008 dai giudici Aldo Carosi e Fabio Viola, tornate oggi (inevitabilmente) di stretta attualità. Non un atto d’accusa all’Alta velocità in sé, ma alle operazioni finanziarie e ai soggetti pubblici e privati che l’hanno così (male) realizzata: “Il progetto – scrivono infatti i giudici contabili – può ritenersi accettabile in relazione all’indubbia strategicità dei fini in esso contenuti, m...

La Lega Nord presidente della Rai e il No Tav raccontati da Maurizio Crozza

Gli stipendi alti dei manager pubblici e dei ministri e gli operai meno pagati d'Europa, l'inutilità della Tav e l'assurda richiesta delle Lega Nord della Presidenza della Rai, tutto questo nel monologo di Maurizio Crozza a Ballarò.

L’Italia è nella morsa del gelo, ma Ferrovie penalizza pendolari e Intercity

L’avete notato? La neve e il gelo si accaniscono contro i treni normali, i regionali, i pendolari, gli Intercity e risparmiano quasi sempre i treni di serie a come le Frecce Rosse. È successo una settimana fa, quando ci sono state le prime nevicate. È risuccesso ieri con il secondo nodo di freddo. Venerdì sera le Ferrovie hanno deciso di chiudere decine di linee in 13 regioni, tutte tratte secondarie, cancellando numerosi convogli regionali e locali e manco mezza Freccia Rossa. Come mai? Escluso che anche il tempo abbia preferenze di classe, la spiegazione è un'altra. La ragione è che neve e gelo si fanno sentire soprattutto su treni e linee dove gli investimenti sono insufficienti o scarsi e la manutenzione approssimativa. Treni e linee di serie B, appunto. Anche il freddo, insomma, evidenzia una realtà sconcertante: grazie alla cura dell’amministratore Mauro Moretti, e Ferrovie italiane sono diventate una cosa per certi aspetti assai più brutta rispetto al passato. S...