Si fa un gran parlare della cultura come inestimabile risorsa per il turismo. Lo tuonano i vertici delle organizzazioni mondiali come Omt e Wttc e lo rimarcano, con ovvio interesse, le città d'arte forti del loro patrimonio. Eppure, sebbene il potenziale ci sia tutto, mostre, vernissage, allestimenti e musei non pullulano esattamente di visitatori. Un segnale dei tempi: in un'epoca dove si comunica tramite chat e mobile, dove le foto delle vacanze da far vedere ad amici e parentado si pubblicano su Instagram e Pintrest e anche le rivoluzioni si organizzano tramite Twitter, un quadro, fosse anche un Matisse o un Picasso da solo non ce la può proprio fare. E il rischio che i templi della cultura passino per starlet senza troppe speranze anziché grandi dive affermate non è poco. Ma nelle fucine dell'arte, non manca l'ingegno. La Francia, patria di robetta come il ...
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