Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Cronaca. Ambiente

Benzina, “aumento illecito dei prezzi”. Indagate 7 compagnie petrolifere

Inchiesta a Varese partita dopo un esposto del Codacons. Ipotizzati i reati di rialzo e ribasso fraudolento dei prezzi sul mercato, manovre speculative e truffa. Gli accertamenti sono iniziati dopo i continui rincari dello scorso anno. Un aumento illecito dei prezzi dei carburanti . E’ l’accusa mossa alle compagnie petrolifere Shell , Tamoil , Eni , Esso , Total Erg , Q8 e Api , coinvolte in un’inchiesta della Guardia di Finanza e della procura di Varese. I reati ipotizzati sono rialzo e ribasso fraudolento dei prezzi sul mercato, manovre speculative su merci e truffa. Il gip del tribunale di Varese ha disposto il trasferimento degli atti a Roma e Milano, dove sono le sedi legali delle società. L’indagine, iniziata un anno fa in occasione del continuo rialzo dei prezzi della benzina, è scaturita da un esposto del Codacons e ha consentito di accertare l’esistenza di un rialzo ingiustificato da parte delle compagnie, attraverso una serie di manovre speculative . I militari ...

SPECULAZIONI/ Emilia ed Abruzzo: il malgoverno del post sisma, tra soldi promessi e mai arrivati

È il 20 e 29 maggio 2012, la terra trema in Emilia Romagna con conseguenze devastanti: distrutte case e tante aziende. Insieme ai calcinacci, crollano anche le certezze di chi non ha più nulla. Bisogna ricostruire ma molti soldi si perdono tra iter burocratici rugginosi e promesse da marinai: 15 milioni di euro raccolti con gli sms, restano bloccati nella Banca d’Italia; l’Inps e l’Inail non agevolano le aziende e così i lavoratori si ritrovano con buste paghe azzerate. Poi ci sono i rimborsi elettorali della Lega Nord da devolvere ai terremotati, così come promesso, ed in realtà investiti nella campagna elettorale di Maroni, costata 5 milioni di euro. Ma la storia post-sisma dell’Emilia è molto simile a quella dell’Abruzzo. Era il 6 aprile del 2009 quando il terremoto dell’Aquila provocò 300 morti e danni infiniti. A quasi 4 anni da quel giorno fatale, c’è ancora distruzione e sciacallaggio. Su 67 mila sfollati, 33 mila persone aspettano una casa, nonostante i 3,5 miliardi di euro...

Ta Tav in Val di Susa: una grande opera per le banche

    Il vero motivo per cui si vuole realizzare la linea ad alta velocità Torino-Lione sarebbe l’incremento illimitato del debito pubblico. “Per le banche, che presteranno miliardi allo Stato, la Torino-Lione sarà una miniera d’oro. Un affare colossale, senza precedenti”. Svelato il ‘mistero’ della Torino-Lione : il vero motivo per cui si vuole realizzare a tutti i costi la maxi-infrastruttura più inutile d’Europa sarebbe l’incremento illimitato del debito pubblico. I ‘mandanti’ dell’operazione? Le banche, innanzitutto: di fronte a cui passerebbero in secondo piano la potente ‘casta’ politica Pro-Tav, gli interessi di Confindustria e persino le infiltrazioni della mafia, considerata in pole position nell’aggiudicazione ‘a cascata’ degli appalti faraonici. Secondo analisti e critici, chi eredita l’affare del secolo è prima di tutto la finanza , a cui lo Stato dovrebbe ricorrere sia per la costruzione dell’opera, sia poi per il manteni...

La mappa degli sversamenti illeciti nei Paesi Vesuviani

Dopo la riunione di Domenica al Parco Pubblico di Pomigliano, in tempi record i gruppi limitrofi del Movimento 5 Stelle e le associazioni che hanno partecipato all'iniziativa, hanno creato la Google Map degli sversamenti illeciti nei comuni vesuviani e la stanno implementando velocemente. Il territorio di Pomigliano è stato già aggiornato con decine di punti. Speriamo che per martedì 12 giugno, data in cui incontreremo l'amministrazione comunale di Pomigliano per discutere il progetto di videosorveglianza, potremo "consegnargliela virtualmente". La videosorveglianza a Pomigliano non ha senso se fatta solo su questo territorio. Per questo i movimenti limitrofi tutti insieme stanno cercando di mappare la maggior parte degli sversamenti illeciti del territorio circostante e poi organizzare di concerto una campagna di sensibilizzazione e pressione presso gli enti pubblici per la risoluzione definitiva del problema. Contribuisci anche tu ad implementarla. Intanto oggi...

La mappa dei Comuni ad elevato rischio idrogeologico in Italia

 Dal sito: tuttogreen Tutti abbiamo ancora davanti agli occhi la scena di quella montagna messinese che frana sui centri urbani , con i cittadini che fuggono disperati. Era inizio ottobre di due anni fa, e quelle scene apocalittiche da cinema hollywoodiano furono causate da una pioggia incessante che iniziò la sera del primo ottobre e durò fino al mattino del giorno seguente. Quella che fu una normale pioggia d’inizio autunno provocò lo straripamento di corsi d’acqua e diversi eventi franosi. Il bilancio, che fu possibile trarre solo diversi giorni dopo causa la difficoltà di ritrovare i corpi dei numerosi dispersi, fu drammatico: il 19 ottobre il numero di vittime arrivò a 31, mentre i dispersi risultarono 6 . E’ possibile che una pioggia di una dozzina di ore provochi tutto ciò? Purtroppo sì. D’altronde, la storia recente del nostro Paese è stata funestata da varie tragedie provocate dal mancato mitigamento del rischio idrogeologico del territorio . Di seguit...

Emergenza idrica: il disastro continua tra siccità e regali alle multinazionali

Centinaia di migliaia di famiglie e piccoli esercizi commerciali e turistici non avranno acqua corrente, nei prossimi mesi, in Toscana. Un disastro economico e sanitario annunciato. Il 2 aprile il presidente Rossi ha dichiarato lo stato di emergenza idrica, ma si è ben guardato dall’accennare al fatto che le responsabilità maggiori di questa emergenza vanno attribuite proprio alle politiche dissennate dei responsabili regionali ormai da decenni: sovrasfruttamento delle falde, inquinamento dei corsi d’acqua, cementificazione feroce, regalo dell’acqua alle grandi industrie (solo la raffineria ENI consuma acqua dolce quanto 5 città come Livorno), perdite dagli acquedotti di oltre il 40 %, nessuna politica della dissalazione dell’acqua di mare, ecc. L’ultimo atto di violenza contro l’acqua e la popolazione si è consumato proprio poche settimane fa, tra dicembre e marzo, nelle stanze della Regione: tutto l’apparato politico e tecnico impegnato ad approvare ...

Radio Maria: La tragedia del Giappone? Il giusto castigo di Dio

" Le grandi catastrofi sono una voce paterna della volontà di Dio , che ci richiama al fine ultimo della nostra vita. Se la terra non avesse catastrofi, eserciterebbe su di noi un fascino irresistibile, e non ricorderemmo che siamo cittadini del cielo. In secondo luogo, come osserva l'arcivescovo di Rossano Calabro, le catastrofi sono i giusti castighi di Dio . Alla colpa del peccato originale si aggiungono le nostre colpe personali e quelle collettive, e mentre Dio premia e castiga nell'eternità, è sulla terra che premia o castiga le nazioni ". Queste le parole del vicepresidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Roberto De Mattei . ASCOLTA IL VIDEO 

No al Petrolio nel Vallo di Diano

     Pubblichiamo l'appello del comitato "No al Petrolio nel Vallo di Diano, nato per contrastare gli interessi dell'imprese petrolifere a perforare una zona che è Parco Nazionale e Patromonio dell'Unesco, dopo che la notizia ha iniziato a girare in tutta Italia: "Il 15 febbraio scorso è nato a Sala Consilina il comitato spontaneo “No al Petrolio” nel Vallo di Diano. Questo punto d'incontro tra cittadini, associazioni culturali e di categoria, ordini professionali, artigiani ed agricoltori nasce dall’esigenza di contrastare il nuovo assalto che l'industria petrolifera sta portando al nostri territorio, 15 an ni dopo la Texaco a Sala Consilina. Come in quella occasione, ravvediamo un grave pericolo per l'ambiente e per le circa 70mila persone che abitano in un comprensorio composto da 14 comuni, tutti ricadenti in area parco o in zona contigua. Peggio di allora, la Shell ha chiesto di effettuare sondaggi in 8mila ettari circa di...

L'inchiesta sull'energie rinnovabili

Presa diretta 7 http://www.youtube.com/watch?v=VU_h6i7qmBk&feature=related  Presa Diretta 8 http://www.youtube.com/watch?v=-IRsn66gdQQ&feature=related  Presa Diretta 9 http://www.youtube.com/watch?v=m1W4-g78JKw&feature=related  Presa Diretta 10  http://www.youtube.com/watch?v=uQpqAPvvTbg&feature=related

Continua la protesta No Tav, ma il progetto è cambiato

“Sono qua a dieci metri d’altezza, all’altezza dei cavi elettrici. Vedo sotto i rocciatori che si stanno preparando con le corde. Vediamo quanto riesco a resistere”. Queste le ultime parole pronunciate da Luca Abbà il ragazzo che si è arrampicato su un traliccio prima della scossa elettrica e del conseguente schianto al suolo. La prognosi resta riservata, anche se i medici sembrano escludere il pericolo della vita. Tutto questo, però, è il frutto del clima avvelenato tra lo Stato che procede alla realizzazione della Tav e i manifestanti che cercano di bloccare i lavori, motivazioni immutate da una ventina di anni. Uno scontro che non si arresta nemmeno di fronte a questa tragedia sfiorata. Il progetto modificato, una quasi vittoria del movimento. E mentre i manifestanti continuano a protestare, in pochi sanno che il progetto è stato modificato e che buona parte delle motivazioni che spingono i No Tav a protestare è superata. Infatti, i lavori saranno divisi in du...

L'inchieta sulla cementificazione!

 Vi proponiamo l'inchiesta di Presa Diretta sulla cementificazione in Italia. Dalla Lombardia alla Calabria guardate come i nostri governanti hanno guidato e continuano a condurre la cosa pubblica solo prevedendo motivi di interesse, così aumentano i "pericoli" a ogni minima pioggia e non solo.   PRESA DIRETTA CEMENTO TERZA PARTE

Le luci della centrale idroelettrica

Nonostante le proteste degli indigeni brasiliani contro la costruzione della diga di Belo Monte, il Governo di Dilma Roussef, ha ignorato le loro richieste. Vaste aree naturali, di bellezza imparagonabile, sono devastate in Sudamerica da aziende internazionali, che si approffitano del basso costo della manodopera e della mancanza di leggi che proteggono questi spazi naturali. I governi, quindi, sono complici della distruzione di specie animali e vegetali, nonchè dei gruppi indigeni che vivono in questi luoghi. Nel caso di Belo Monte, la costruzione della centrale idroelettrica inonderebbe una grande area di terreno, distruggendo la foresta e compromettendo le condizioni essenziali per la sopravvivenza di altri popoli indigeni della zona come i kayapo, gli arara oppure i juruwa. Raoni, leader dei kayapo, ha cercato di fermare la costruzione attraverso processi legali, ma si sono perfino cambiate diverse leggi per continuare la costruzione della diga, senza far sorgere ulteriori int...

Giappone: cos'è successo finora

11 marzo 2011: un terremoto di magnitudine 9 colpisce il Nord del Giappone. Le scosse generano uno tsunami che si abbatte sulla costa, danneggiando la centrale nucleare di Fukushima. Ecco come si sono evoluti i fatti. La centrale. La centrale nucleare di Fukushima Daiichi, una delle principali del Giappone, è stata costruita alla fine degli anni ’60. Comprende 6 reattori, il più vecchio dei quali ha iniziato a erogare energia elettrica nel 1971. Si tratta di reattori ad acqua bollente ( Bwr – Boiling Water Reactor), così chiamati perché usano acqua leggera sia come moderatore sia come liquido termovettore. Ironia della sorte, il reattore numero 1, uno di quelli maggiormente danneggiati dal terremoto, avrebbe dovuto essere dismesso questo mese. Come funziona un reattore ad acqua bollente. Nel nocciolo di un reattore Bwr, il combustibile uranio è contenuto all’interno di barre di zirconio (si usano leghe di zirconio perché assorbono poco i neutroni e resistono alla corrosione) immerse i...

Confronto tra Movimento 5 Stelle e Sinistra Ecologia e Libertà

Nel giorno in cui anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dichiara che è meglio puntare sulle energie rinnovabili, vi facciamo ascoltare questo confronto tra due pensieri politici. Un modo per prepararci al meglio verso il referendum sul nucleare del 12 e 13 giugno, in cu dovremmo votare si contro la costruzione delle centrali nucleari.

Le balle italiane sul nucleare

"Avvoltoi". Questa la definizione data dal ministro per l'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, a coloro che hanno preso spunto dal disastro ambientale in Giappone, nel quale sono state coinvolte anche le centrali nucleari, per riproporre l'opposizione alla scelta nucleare fatta dal governo Berlusconi. Vorremmo che la ministra Prestigiacomo rispondesse con argomentazioni su cio' che il suo governo sta facendo per garantire la sicurezza dei cittadini dopo la scelta nucleare. In questo senso chiediamo alla ministra Prestigiacomo di sapere dov'e', in Italia, il sito di stoccaggio dei rifiuti radioattivi delle vecchie centrali che abbiamo dismesso e delle nuove programmate. La risposta e' semplice: non c'e'. Dove vanno a finire i rifiuti radioattivi degli ospedali? Nelle cantine. Cosa e' successo con il sito per il deposito delle scorie radioattive di Scansano Ionico (Basilicata) individuato, dopo numerosi studi e indagini, come luogo sicuro? E...

Il petrolio del Fiume Po

Anno 2010. Petrolio sversato nei fiumi e nei mari, devastazione degli ecosistemi. In Italia si assiste all'ennesimo disastro ambientale, lo sversamento di petrolio nel fiume Lambro- affluente del fiume Pò- volutamente rimosso dalla cronaca italiana. La gestione in emergenza della Protezione Civile e i finanziamenti lampo che si susseguono si intrecciano con le speculazioni edilizie versione 'green economy', realizzate in vista dell'Expo milanese del 2015. Rientrato l'allarme, e paludata l'inchiesta, proviamo a capirne di più percorrendo le rive dei fiumi più inquinati d'Europa, da anni vere e proprie discariche a cielo aperto di rifiuti industriali italiani. Facciamo girare questo video, per far conoscere a tutti quello che sta succedendo.

Noi, cresciuti con l’amianto, ora chiediamo giustizia

“Un piccolo dolore alla schiena, una tosse che dura un po’ più del solito. Se capita, tutti pensano immediatamente a quello. Anche io”. Bruno Pesce, coordinatore dell’associazione vittime dell’amianto di Casale Monferrato, riflette su ciò che gli esperti chiamano “sindrome di Cernobyl” che colpisce questo lembo di Piemonte mentre rientra dall’ennesimo funerale di un concittadino ucciso dal mesotelioma pleurico; un cancro ai polmoni causato dal deposito negli alveoli delle microfibre di amianto che l’Eternit ha diffuso nell’atmosfera di Casale per quasi un secolo. L’ultima vittima è Franco Buzzi, 75 anni, vicepresidente della Buzzi-Unicem, colosso del cemento. Buzzi, casalese, aveva creato e finanziato una fondazione per la ricerca sul mesotelioma ben prima di ammalarsi: “Il tragico destino dell’ingegner Buzzi – è l’amaro commento di Bruno Pesce – è comune a quello di centinaia di lavoratori e semplici abitanti che hanno subito il terribile torto di vedersi rubata la vita. Questo dovreb...

Nucleare, l’informazione è il centro del conflitto

Avvistato un viavai continuo di camion nei pressi dell’ex centrale elettronucleare del Garigliano. Non si vedevano da qualche mese, da quando veniva trasportato il cemento armato per la costruzione del deposito provvisorio di scorie . Oramai la struttura è in via di completamento e, tra pochi mesi, la Campania accoglierà rifiuti radioattivi o residuati delle centrali nucleari dismesse, solo quella del Garigliano ne conserva 4000 metri cubi. «Sarà un sito D1, servirà a stoccare 1100 metri cubi di rifiuti radioattivi di seconda attività . La scelta spetta al Governo, ma la Sogin deve individuarli», spiega Giulia Casella, presidente del circolo di Legambiente Sessa Aurunca . La storia di questa centrale finisce prima delle altre, la sua chiusura è precedente il referendum abrogativo del 1987 per un motivo più che valido: il terremoto. Fu chiusa per un guasto nel 1978, due anni dopo la zona fu dichiarata a rischio a causa del sisma dell’Irpinia e chiusa definitivamente solo nel 1982, cin...

Sardegna, il disastro nel silenzio

La Sardegna paradiso delle vacanze? No, isola dei veleni: olio combustibile nelle acque del Golfo dell'Asinara, radiazioni mortali nel poligono militare di Quirra, ceneri cancerogene a Portovesme. E il 15 maggio un referendum consultivo indetto dalla giunta regionale di centrodestra per stabilire se i sardi vogliono o no che nella regione siano costruiti gli impianti nucleari ai quali Berlusconi e il suo governo vorrebbero dare il via.L'emergenza più evidente è quella del Golfo dell'Asinara. L'11 gennaio s'è rotto un tubo di drenaggio della centrale per la produzione di energia che la E.On (gruppo spagnolo) possiede a Porto Torres e 15 mila litri di olio combustibile si sono riversati in mare. A Sassari la procura della Repubblica ha aperto un'inchiesta, ma al momento non risultano indagati. La capitaneria di porto ha proclamato lo stato di emergenza che, a distanza di quasi un mese dall'incidente, è ancora in corso. La E.On ha ammesso le sue responsabilità ...

Il petrolio minaccia anche arcipelago Maddalena

Il disastro ambientale è stato causato dall’incidente allo stabilimento E.On di Porto Torres, lo scorso 11 gennaio. Almeno 15mila litri di olio combustibile finiti in mare, vicinissimi ad alcune fra le più belle spiagge dell’isola. Sembrava tutto sotto controllo ma ora il catrame minaccia anche La Maddalena. Rassicurazioni e ottimismo della prima ora non sembrano essere bastati a fermare la marea nera nel nord della Sardegna, dopo l’incidente allo stabilimento E.On di Porto Torres, lo scorso 11 gennaio. Almeno 15mila litri di olio combustibile finiti in mare, vicinissimo ad alcune fra le più belle spiagge dell’isola, da Platamona a Stintino e proprio di fronte all’area marina protetta del Parco Nazionale dell’Asinara. Diverse chiazze nere che, galleggiando verso est, hanno raggiunto nel corso delle ultime quarantotto ore anche le coste della Gallura, da Santa Reparata alla penisola di Capo Testa e che ora mettono a rischio anche il paradiso marino di Spargi e di tutto l’arcipelago prot...