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Visualizzazione dei post con l'etichetta Riforna della scuola e universitaria

ROMA: Due, tre cose che vengono in mente pensando all'Università Italiana.,

Video realizzato per il convegno "L' Università: prove di cambiamento.E i media?" Promosso dall' Ateneo Federato delle Scienze Umane, delle Arti e dell' Ambiente della Sapienza, che si è tenuto presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione il 7 0ttobre 2010. A più di un anno di distanza sono ancora attuali queste parole, pensando all'Università Italiana che continua a perdere pezzi e rischiare il collasso. PARTE 1 PARTE 2

Scuola pubblica: “sprechi” da 8 euro l’anno per bambino

Spulciando tra le circolari e i documenti in sala professori, prima di Natale gli insegnanti potevano leggere la lettera aperta inviata dal segretario generale della FLC CGIL, Domenico Pantaleo, sul ripristino dei fondi per il finanziamento ordinario delle scuole: 120 milioni di euro, che il MIUR si è impegnato a erogare per il funzionamento didattico e amministrativo dell’anno scolastico in corso. Perché un ripristino? Ripercorriamo brevemente la storia. Con il D. M. n. 21 del 1 marzo 2007, l’allora ministro Fioroni decretava l’assegnazione di una dotazione finanziaria annuale alle istituzioni scolastiche statali autonome, indicandone criteri e parametri in apposite tabelle allegate. Tuttavia negli ultimi due anni, il 2008/9 e il 2009/10, i fondi per il funzionamento didattico e amministrativo alle scuole statali non sono mai arrivati, coerentemente con il taglio di circa otto miliardi di euro decretato dal governo Berlusconi con la legge 133 del 2008, in corso di realizzazione attrav...

Arrivano le prime denunce per le occupazioni studentesche. Ma occupare la scuola è reato penale?

A Bologna l’anno è iniziato con l’occupazione del Liceo Copernico dopo il fallito tentativo di occuparlo in prossimità delle vacanze natalizie a causa della presenza in via preventiva della Digos. Ma il 3 gennaio i ragazzi bolognesi dal teatro cittadino si sono spostati in piccoli gruppi separati fino in viale Aldo Moro, dove hanno formato un corteo fino alla scuola di via Garavaglia. “Oggi ci riprendiamo la scuola che ci hanno blindato qualche giorno fa l’approvazione del Ddl Gelmini non ha fermato le nostre lotte. Per noi non ci sono vacanze”. Sotto questo grido a Bologna continua la lotta studentesca che è stata caratterizzata da due eventi quali una importante assemblea che ha visto la partecipazione allargata anche agli operai e varie sigle sindacali tra cui anche la Fiom, ciò in vista delle manifestazioni regionali che si svolgeranno nella giornata del 28 gennaio, ma è stata caratterizzata anche dalle intimidazioni della Dirigente Scolastica la quale ...

La Gelmini secondo Caterina Guzzanti

Geniale e meravigliosa interpretazione del Ministro MariaStellla Gelmini, da parte di Caterina Guzzanti, all'interno dello spettacolo " Recital" del fratello Corrado. Buon Divertimento. Ma intanto i presidi denunciano gli alunni "incazzati" . http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/01/05/news/scuole_occupate_raffica_di_denunce_indagati_decine_di_studenti_milanesi-10858055/?ref=HREC1-10

C'è il polo di destra, c'è quello di centro. Ma ancora manca il nostro polo

Vorremmo che il nuovo anno si aprisse con la vera novità che manca. La nascita del polo riformista, che sappia mettere insieme le forze politiche di centrosinistra con quella società civile che protesta e propone un'Italia diversa, solidale, legale, piena di diritti ed equità. Apriamo questa riflessione, nanciando una proposta a società civile e centrosinistra, rappresentato o no in Parlamento. Non aspettiamo altro tempo. Entro il mese di gennaio vediamoci tutti insieme a Roma, discutiamo e proponiamo all'Italia una vera alternativa riformista di cui abbiamo tutti bisogno. Apre il dibattito il portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti DALL'INDIGNAZIONE ALL'ALTERNATIVA di Giuseppe Giulietti Non c'è davvero tempo da perdere e sarà anche bene smettere di baloccarsi con parole consolatorie quali: "Tanto Berlusconi è ormai sconfitto, nel voto di fiducia la maggioranza ha perso decine di parlamentari", per carità, non prendiamoci in giro anche tr...

Manifestazioni seconda parte

Mercoledì il Parlamento andrà alla votazione finale sulla legge universitaria. A pochi giorni dal 14 dicembre migliaia di persone di nuovo protesteranno. C'è di che preoccuparsi. Per quel giorno e, ben più in generale, per il clima nel Paese. In particolar modo, per quello tra generazioni che, come per tanti insegnanti, è stata la mia ragione di lavoro e di riflessione per molti anni. Non ho voglia di fare appelli né sermoni o rimbrotti. Perché penso che questo sia il tempo di ragionare, con passione civile. Nel farlo non penso affatto che ci si debba rivolgere solo ai giovani. Penso, invece, che ci si debba rivolgere a tutti e, dunque, a se stessi e agli altri. A tutti i cittadini. Che abbiano quindici, diciotto, venticinque o trenta anni o quaranta o sessanta o ottanta. In questa riflessione comune si deve partire - in primo luogo - dal riconoscere una cosa del tutto evidente, che ha cambiato il paesaggio sociale, politico e umano nel quale siamo chiamati a vivere. E che è questa...

La riforma universitaria e gli studenti

Francesca ha 21 anni, vive alla periferia di Roma, è iscritta al terzo anno di giurisprudenza. Il padre è autista di autobus, la madre operatrice ecologica, lei fa la cameriera per mantenersi gli studi. Francesca fa parte di una generazione a cui è stato “bloccato il futuro”. Nel 2009 infatti l’Eurostat ha segnalato come in Europa “in genere il tasso di disoccupazione tende a diminuire con l’aumento dell’istruzione”. In Italia, in Portogallo, in Grecia e in Turchia invece più sei istruito e più avrai difficoltà. L’istituto di statistica spiega che il nostro paese ha “registrato il livello di disoccupazione più alto fra le persone con un’età compresa fra i 25 e i 29 anni”. Nel 2007, prima della crisi, i disoccupati con una laurea erano il 19,3%. (leggi l’articolo) . Esattamente come quelli diplomati. E oggi va peggio. Anche per questo Francesca ci ha inviato questa lettera per spiegarci perché è scesa in piazza nei giorni scorsi. Le sue motivazioni infatti non hanno a che fare solo con...

La Riforma della scuola

Ho già avuto modo di discutere le gesta del prof. Giavazzi , “economista” nostrano, e del suo feroce fanatismo intellettuale, conosciuto infatti per averci spiegato che “il sistema universitario e della ricerca in Italia non sono riformabili… Illudendosi che sia possibile migliorare l’esistente in realtà si fa il gioco dei conservatori, cioè di coloro che sono responsabili del disastro in cui ci troviamo…”. L’unica soluzione diviene dunque quella di distruggere il sistema. Ringraziamo il prof. Giavazzi per la citazione, ma tale posizione ricorda molto (troppo) quella che il nostro paese ha già conosciuto in un recente passato, figlia di un pensiero massimalista tanto squilibrato quanto pericoloso. Nel giorno della sua approvazione, per rettilinea coerenza, il prof. Giavazzi ci delizia con un dotto editoriale in difesa del ddl Gelmini , che viene presentato come la migliore riforma possibile in accordo sia con quel mondo politico che dell’università ha una conoscenza piuttosto ...

Studenti in piazza, Cortei in tutta Italia!

Giornata incandescente per quanto riguarda l’università. In attesa del voto della Camera sul decreto , che è atteso proprio per oggi, gli studenti scendono di nuovo in piazza. Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, è presidiato da un ingente numero di forze dell'ordine che hanno chiuso tutti i varchi di accesso. Dopo aver partecipato alla manifestazione della Cgil , dopo aver occupati tetti e luoghi simbolo delle città (per non parlare di Internet, con decine di siti e blog usati per scambiarsi informazioni), centinaia di giovani si sono dati appuntamento, con un corteo partito da piazzale Aldo Moro fino a raggiungere Montecitorio, in attesa della votazione da parte dei deputati. Cortei e manifestazioni sono in programma anche per le vie di Torino, Milano, Padova, Venezia, Bologna, Napoli e Palermo.A Milano centinaia di studenti si sono mossi in corteo fin dalle prime ore della mattina. Sono stati fatti blocchi temporanei sulle arterie principali della cittaà: da corso di ...

Ragazzi ribellatevi

Le critiche al Partito democratico io esito molto ad esprimerle perché la sinistra è troppo piena di gente che per sentirsi intelligente ha bisogno di segare il ramo su cui è seduta. Ma c’è alla base qualcosa su cui oggi è molto importante ragionare. Io vedo ancora una relativa debolezza della nostra risposta al grandissimo interrogativo che si è aperto sulla vicenda storica dell’Italia. Detto senza enfasi: sul destino degli italiani. Questo è il tema che sta dietro la vicenda Berlusconi. Sta qui il cuore del conflitto, cioè di come si configura la lotta tra progresso e reazione a fronte di quella che è ormai chiaramente una crisi della nazione. La gente non è stupida. Capisce che, arrivati a questo punto, l’uscita di scena di Berlusconi è una necessità vitale ma sente che il problema è più complesso. Intuisce che il “Caimano” è, dopotutto, la febbre non la malattia. Quale malattia? Il fatto drammatico che per troppo tempo abbiamo cercato di non vedere e che, per certi aspetti, ci rima...

L'Italia in agitazione, si spera che sia un risveglio collettivo

Anche se non sono piu' studente sono stato orgoglioso di vedere tanti studenti protestare contro la riforma Gelmini, scritta dall'onorevole Valentina Aprea. Speriamo che da piu' parti ci sia la voglia di svegliarsi e di prendere iniziativa contro questo schifo della politica. Come ha detto Corrado Guzzanti a Vieni via con me, speriamo di non fare la fine dell'Italia... Video di IDVtv Alcuni studenti sono stati arrestati... Video di Fattoquotidiano.it

Il paese dei dottori laureati al parcheggio

La classica laurea quadriennale italiana, con una tesi finale che talora (anche se non sempre) poteva tener testa alle tesi di PhD di altre università, era un unicum italiano. Negli altri paesi in genere c'è un primo corso triennale alla fine del quale si prende, come in Francia, una license o come nei paesi anglosassoni un BA, o baccellierato. Poi si può fare quello che in America si chiama master (ma non è esattamente quello che è ora un nostro master) e, per chi ha una vocazione alla ricerca, il PhD alla fine del quale, e solamente alla fine del quale, si viene nominati Dottore (lasciamo da parte i dottorati francesi di vari cicli perché c'è da perderci la testa). Essere Dottore, in America, è così importante, che in certe situazioni formali, per onorare uno studioso, non lo si chiama "Professor" Smith bensì "Doctor" Smith. Il Professor può essere anche un laico assunto a contratto, il Doctor ha conseguito il massimo titolo accademico. Non v...

Ma dove sono tutti gli studenti?

Ma dove sono tutti gli studenti? Perchè non si ribellano tutti a questo schifo che si sta realizzando? Sotto i palazzi del potere, a piazza Montecitorio a Roma, il grido è: “Noi la crisi non la paghiamo”. Centinaia di persone protestano contro i tagli di Tremonti e la riforma universitaria del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. La discussione, prevista per oggi, slitta a novembre ma il popolo della scuola e delle università non si ferma. Domani, a rinfoltire il presidio, arriveranno gli studenti degli istituti medi superiori. “Da dieci anni si va avanti tagliando i fondi”, dice un ricercatore della Sapienza a ilfattoquotidiano.it, rincara un collega: “Al massimo contratti da precario, rinnovabili una volta, e poi chissà che fine si farà”. Fonte: il fatto quotidiano

Scuola in rivolta

Ottantatre piazze contro la riforma Gelmini dell'università e i tagli alla scuola pubblica. Da largo Cairoli a Milano a Roma da Piazzale Ostiense fino al Ministero dell'istruzione in viale Trastevere, da Piazza Arbarello a Torino a Piazza Politeama a Palermo, dalle 9 di stamattina gli studenti delle scuole superiori e quelli universitari bloccheranno un intero paese. È la prima manifestazione dell'autunno, banco di prova per una mobilitazione che promette di estendersi in tutte le scuole e gli atenei. Convocata inizialmente dall'unione degli studenti (Uds), la manifestazione ha ricevuto l'adesione di numerosi coordinamenti di genitori e docenti scolastici in lotta contro i tagli da oltre 8 miliardi nella scuola, della rete degli studenti che scenderà in piazza indossando i caschetti gialli da lavoro, simbolo di una scuola che crolla a pezzi, pronti però a ricostruirla. A Roma, Unicobas e i coordinamenti dei precari della scuola hanno dato appuntamento a mezzogiorno ...