C’è un non so che di macabro e di disgustoso nell’ultimo articolo di Marcello Veneziani sul Giornale. Macabro perché il presunto intellettuale di destra, avendo terminato il fango per i vivi, è costretto a prendersela necessariamente con i morti; disgustoso perché, pur di salvare la faccia al padrone che gli paga lo stipendio, infanga il nome del più grande Presidente della Repubblica, nonché partigiano, nonché socialista, quindi compagno, della storia repubblicana recente. Per Veneziani, infatti, quello che ha fatto Lavitola all’Avanti (detrarre tra le altre cose i contributi all’editoria per risanare sue aziende) non sarebbe nulla in confronto a quella prima pagina in cui si riprendeva il famoso discorso dell’allora capogruppo socialista in Parlamento alla morte di Stalin, dove appunto si esaltava la figura del dittatore. Quello che Veneziani non dice è che ai quei tempi tutti, dai socialisti più a destra fino ai comunisti più intransigenti, guardavano con ammirazione all’Urs...
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