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Visualizzazione dei post con l'etichetta Sarkosky

La Francia svolta a sinistra?

Il 22 aprile si terrà il primo turno delle elezioni presidenziali francesi. E' per ora difficile, nonostante i sondaggi, pronunciarsi sul risultato finale, anche se con maggior probabilità andranno al ballotaggio il presidente candidato Nicolas Sarkozy e il suo avversario socialista François Hollande. Forse ci preoccupiamo di più dell’esito del ballotaggio che di questo primo turno. In effetti, dopo Sarkozy e Hollande, ritroviamo nei sondaggi Jean-Luc Mélenchon, ex-socialista, fondatore del Partito di Sinistra (2008) che si è poi alleato ad altri partiti di estrema sinistra (sette in tutto, fra cui il Partito Comunista Francese) per creare il Fronte di Sinistra (Front de Gauche). Di nuovo secondo i sondaggi, i francesi sarebbero tra il 12% e il 15% a volerlo votare mentre la Le Pen (Fronte Nazionale) gira tra il 13% e il 16% (sondaggi Ipsos, CSA, Ifop, Opinion Way). Il Modem (centro destra), con alla sua testa François Bayrou, rimane sul 10%. C’è da pensare che il P...

Libia: una guerra per accontentare Sarkozy

Per accontentare Sarkozy tra poche ore inizierà la Guerra del Mediterraneo , così la Francia potrà sostituire la Total all’ENI . L’Europa è lacerata, l’asse franco-tedesco è in crisi, Obama è sparito, l’ONU è stata come al solito incapace di rispondere. Per il pressappochismo di uno pagheremo tutti. Con la speranza che Gheddafi non scateni l’inferno. Al limite ci salverà Bersani. E così, per accontentare Sarkozy e la sua voglia di mettere le mani sulle importanti concessioni energetiche libiche, tra poche ore assisteremo con ogni probabilità ad una bella guerra nel Mediterraneo . Un “capolavoro” diplomatico che ha lacerato l’Europa (asse franco-tedesco in crisi profonda), che ha irrigidito Russia e Cina , che ha bloccato ogni possibile mediazione americana ( ma Obama, dov’è? ), e che porterà ad una reazione di Gheddafi . Già, che farà ora il Colonnello? Beh, negli anni Ottanta, quando si arrabbiava, era solito sparare missili su Lampedusa o tirare giù qualche aereo occidentale....

Francia, i servizi segreti spiano i giornalisti!

Il sindacato dei giornalisti già parla di un «affare di Stato». La sinistra, all’opposizione, invoca un’inchiesta parlamentare. All’ Eliseo , invece, ci si accontenta di definire la notizia, ovvero la «bomba» scoppiata sul settimanale le Canard Enchainé , «completamente infondata». Non basta: i sospetti di un utilizzo diretto dei servizi segreti da parte di Nicolas Sarkozy per sorvegliare (ed eventualmente stoppare) i giornalisti scomodi e troppo curiosi rimangono forti. La polemica non si fermerà facilmente. Il Canard Enchainé è un giornale satirico, che da sempre «graffia» il potere costituito (ed è anche uno dei rari ad aver resistito alla crisi del settore della carta stampata in Francia). Le Canard, come viene chiamato dagli aficionados, ha una tale tradizione, credibilità e rete di informatori da sbagliare molto, molto di rado. Sul fatto che Sarkozy utilizzi il Renseignement intérieur Claude Angeli , il direttore, con un articolo sullo spinoso argomento. Dove si leg...

I liceali francesi e l’irresistibile fascino della protesta

Cortei e scioperi, ancora, per la sesta volta da settembre in tutta la Francia. E nei cortei sempre più numerosi gli studenti . E tra gli studenti sempre più presenti i “casseurs” venuti dalle banlieue. La protesta perde di vista il suo oggetto: la riforma delle pensioni, che domani al più tardi dovrebbe essere approvata dal Senato. “Eravamo tre milioni e mezzo ” dicono i sindacati. “Falso, un milione scarso ”, replica il ministero degli Interni in una guerra di cifre ormai assai patetica. Sarkozy l’ha ribadito: “È mio dovere assicurare il finanziamento delle pensioni per le generazioni future, ed è anche mio dovere garantire l’ordine pubblico”. Il presidente non cede: conta sulla maggioranza silenziosa che non scende in piazza, che rabbrividisce davanti ai disordini, che non si sente disturbata se va in pensione a 62 anni anziché a sessanta. Il premier Fillon, solitamente più prudente, si è lasciato andare ad una previsione: quattro o cinque giorni e tutto tornerà norma...