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Visualizzazione dei post con l'etichetta Unione Europea

Carcere per Diffamazione a mezzo stampa: vergogna tutta italiana

Rinviata ancora la riforma della legge sulla stampa sollecitata da organismi internazionali: le sanzioni eccessive sono intimidatorie.     La legge italiana sulla diffamazione a mezzo stampa continua a mietere vittime come una malattia trascurata, curata applicando protocolli terapeutici arcaici,  superati, che notoriamente producono effetti devastanti. Il più grave effetto è la condanna dei giornalisti a pene detentive. Gli osservatori segnalano da tempo che questa sanzione è eccessiva e produce un effetto intimidatorio sull’intero mondo dell’informazione, e perciò andrebbe cancellata dai codici. La diffamazione va sanzionata, va punita, questo è fuori discussione, ma non con il carcere. Esistono sanzioni meno cruente e più efficaci. Bisogna essere contrari all’applicazione della pena detentiva ai responsabili di diffamazione a mezzo stampa con lo stesso spirito con cui siamo contro la pena di morte per qualsiasi reato: per un fatto di civiltà. La d...

Follia UE: vietato prodursi cibo, piccoli orti fuorilegge. Come la Tecnocrazia vuole affamare il Popolo

    Quando ti tolgono il lavoro e ti ammazzano di tasse, l’ultima speranza rimane quella di tornare alla terra per auto produrre il sostentamento necessario alla vita di tutti i giorni. Tanto è vero che la fortissima crisi economica ha favorito la nascita di migliaia di nuovi agricoltori, anche in Italia, ognuno con il proprio orticello. Ma ecco arrivare la proposta di legge UE – totalmente folle – che vuole mettere al bando i piccoli orti e vietare l’autoproduzione di cibo. A questo punto, e se dovesse andare in porto, cosa resterà se non la rivolta sociale contro il regime tecnocratico? Una nuova legge proposta dalla Commissione Europea renderebbe illegale “coltivare, riprodurre o commerciare” i semi di ortaggi che non sono stati “analizzati, approvati e accettati” da una nuova burocrazia europea denominata “Agenzia delle Varietà Vegetali europee”. Si chiama “ Plant Reproductive Material Law ”, e tenta di far gestire al governo la regolamentazione di qua...

L'Italia all'ultimo posto in Ue per la spesa su cultura e scuola

La pessima notizia arriva da studio pubblicato da Eurostat che compara la spesa pubblica nel 2011. L'Italia è all'ultimo posto in Europa per percentuale di spesa pubblica destinata alla cultura (1,1% a fronte del 2,2% dell'Ue a 27) e al penultimo posto, seguita solo dalla Grecia, per percentuale di spesa in istruzione (l'8,5% a fronte del 10,9% dell'Ue a 27). La pessima notizia arriva da studio pubblicato da Eurostat che compara la spesa pubblica nel 2011. Secondo l'Istituto di statistica europeo in Italia è più alta la percentuale di spesa per i servizi pubblici generali, rispetto all'Europa. Nonostante questo, la protezione sociale nel nostro Paese resta però sbilanciata su quella per le pensioni, mentre arranca la spesa per coloro che perdono il lavoro, per la casa e l'esclusione sociale. L'Italia spende il 3% della sua spesa pubblica per la difesa (in linea con l'Ue a 27) e il 4% per l'ordine pubblico (3,9% la media eu...

LISBONA-KIEV: IL BINARIO MORTO DELL'ALTA VELOCITA'

      Luca Rastello e Andrea De Benedetti hanno compiuto un viaggio lungo la Lisbona-Kiev, al seguito di un pacco di caffè, prima (e probabilmente unica) merce mai trasportata su quel percorso. Risultato? Una serie di scoperte interessanti, raccontate nel libro "Binario morto".    E' in libreria per i tipi di Chiarelettere "Binario morto" , di Luca Rastello e Andrea De Benedetti, racconto di un viaggio lungo la direttrice Lisbona-Kiev che ha riservato agli autori (accompagnati da un pacco di caffè) sorprese e scoperte interessanti. Di seguito, l'intervista che ci hanno rilasciato. Rastello: "Siamo partiti con i dati ufficiali, usando le fonti più accreditate, meno ribelli, e abbiamo scoperto un mucchio di cose. Pensavamo fosse quasi una banalità, visto che si parlava da 15 anni di questo asse Lisbona Kiev, ma siamo rimasti stupiti scoprendo che quel viaggio lì non lo aveva mai fatto nessuno, e mai nessuna una merce. Così a...

La Grecia in pieno declino

La Grecia è crollata, definitivamente, sotto il peso dei debiti contratti con la BCE.Ma in Italia nessuno ne parla perche' siamo in campagna elettorale,l'attenzione dei media e' stata spostata sulle dimissioni del Papa,mentre l'Europa brucia! Stanno assaltando i supermercati. Ma non si tratta di banditi armati. Si tratta di gente inviperita e affamata, che non impugna neanche una pistola, con la complicità dei commessi che dicono loro “prendete quello che volete, noi facciamo finta di niente”. Si tratta della rivolta di 150 imprenditori agricoli, produttori di agrumi, che si sono rfiutati categoricamente di distruggere tonnellate di arance e limoni per calmierare i prezzi, come richiesto dall’Unione Europea. Hanno preso la frutta, l’hanno caricata sui camion e sono andati nelle piazze della città con il megafono, regalandola alla gente, raccontando come stanno le cose. Si tratta di 200 produttori agricoli, ex proprietari di caseifici, che da padroni...

La trappola di Draghi: ora l’Italia dovrà chiedere aiuto

La Bce comprerà titoli di Stato in modo illimitato ma solo sul mercato secondario, quello dei titoli a breve scadenza. Sui bond governativi a lunga scadenza interverrà invece eventualmente il fondo “salva-euro”, ma solo in base a trattati-capestro che condannino i paesi come l’Italia a cedere altre quote della loro sovranità economica, aggravando ulteriormente i deficit e preparando la spoliazione finale dei paesi in crisi . L’intervento della Bce, deciso il 6 settembre, non assomiglia al “quantitative easing”, l’alleggerimento realizzato da banche centrali come la Federal Reserve: «Gli acquisti saranno limitati esclusivamente  a bond governativi a breve scadenza – osserva Gad Lerner – e la misura sarà “sterilizzata” per prevenire il rischio inflazione che potrebbe scattare con l’aumento della massa monetaria». In ogni caso, l’intervento della Bce scatterà solo all’interno delle rigide condizioni dei programmi di aiuto, imposte da Angela Merkel. “Sterilizzare” i ti...

Ue, disoccupazione record dalla nascita dell'euro

Il numero di disoccupati Ue a luglio è salito a 25,2 milioni di persone, di cui 18 milioni nella sola eurozona. Peggio di tutti fanno Spagna e Grecia. I tassi più bassi in Austria (4,5%), Olanda (5,3%), Germania e Lussemburgo.  Nuovo record a luglio per il tasso di disoccupazione dell'eurozona che sale all'11,3%, il livello più alto dalla creazione della moneta unica . Lo comunica Eurostat, rivedendo al rialzo il dato di giugno. Stabile, ma sempre al livello record del 10,4%, il tasso dei senza lavoro nell'Ue a 27. L'istituto di statistica stima che il numero di disoccupati Ue a luglio sia salito a 25,254 milioni di persone, di cui 18 nella sola eurozona. I paesi in cui la disoccupazione è più elevata sono la Spagna , dove una persone su quattro è senza impiego (25,1%) e la Grecia (23,1% a maggio). In Italia il tasso resta stabile al 10,7% (dato provvisorio). I tassi più bassi sono invece stati registrati in Austria (4,5%), Olanda (5,3%), Germania e Lu...

L’euro è nudo, tutti tacciono e Berlusconi ci guadagna

Molte volte, inutilmente, proprio su questo blog si è detto che il tema dell’Euro è colpevolmente assente dal dibattito pubblico, vittima del coma della politica che peraltro riflette quello dell’intera classe dirigente italiana. Il problema di questo denaro che non è del tutto moneta, che non ha uno Stato, né una banca di ultima istanza , che è facilmente aggredibile dalla speculazione e dagli egoismi degli stati forti, è cruciale per il Paese: si può difenderlo o esecrarlo, ma non è più consentito farne un feticcio da agitare senza discuterne. Tanto poco consentito che ora rischia di rimettere al centro della scena Berlusconi che sta individuando proprio nella moneta unica il sentiero di un possibile ritorno al potere. Nessuno nega che la moneta comune sia stata una grande speranza e che per 8 anni abbia tenuto bassi gli interessi, anche se il suo progressivo rafforzamento ha dato slancio alle delocalizzazioni e ha contribuito a deindustrializzare il Paese. Ma quell...

Cresce approvazione per aiuti umanitari

 La politica di aiuti umanitari dell'Unione europea guadagna sostegno nell'opinione pubblica nonostante la crisi economica: E' quanto risulta dagli ultimi due sondaggi Eurobarometro sugli aiuti umanitari e sulla protezione civile. Quasi nove cittadini su 10 (l'88%) ritengono infatti importante che l'Unione europea continui a erogare aiuti, ovvero nove punti percentuali in piu' rispetto al sondaggio del 2010. Allo stesso tempo, l'84% ritiene che l'Ue debba continuare a finanziare gli aiuti, a prescindere dalla crisi economica e dalle pressioni sulle finanze pubbliche. ''Anche in tempi di crisi l'opinione pubblica europea continua ad appoggiare il nostro impegno in soccorso delle popolazioni che ovunque nel mondo si ritrovano in gravi difficolta' - ha commentato la commissaria Ue alla Cooperazione internazionale, Kristalina Georgieva -. E questo appoggio e' cresciuto negli ultimi due anni''. ''Sono fiera che l...

La crisi creata dai governi europei e la crescita dei suicidi

La crisi economica, come si sa è stata creata dalle banche e dalle speculazoni finanziarie. Come ovvio a pagare sono sempre i sudditi, o cittadini. Questi video ci fanno capire cosa sta avvenendo in Italia in questi ultimi mesi.

Libertà di stampa censurata dal governo? Gliela fa vedere davanti alla Corte Europea. Ecco come

Alla provocatoria e coraggiosa inchiesta di un giornalista polacco, la politica, forte di leggi molto restrittive in materia, utilizzava l’arma della censura per zittirlo. L’inchiesta aveva ad oggetto  il giro di affari inerente al trattamento di liquami in strutture situate a nord di Varsavia (Ilawa), e dei connessi gravi pericoli per la salute della popolazione. In virtù della normativa polacca è possibile attuare quello che in Italia è previsto da osteggiate proposte di legge, ossia un meccanismo di sanzione automatica, la quale scatta in caso di determinate inosservanze inerenti alla disciplina della rettifica, (rettifica che peraltro può essere invocata a semplice richiesta dalla parte che lamenta un’offesa). Nel caso di specie, il giornalista si era visto condannato dell’autorità giudiziaria nazionale anche alla sospensione  dell’esercizio della propria professione. Egli non si è dato per vinto e ha fatto ricorso alla Corte Europea dei Diritti del...

Strage di migranti, l'Italia è colpevole

Un anno fa 63 persone in fuga dalla guerra libica non furono soccorse dalle autorità italiane e morirono dopo il naufragio. Il Consiglio d'Europa punta l'indice contro Italia e Nato: "Queste persone non dovevano morire".  La responsabilità della morte di 63 persone che fuggivano via mare, in una imbarcazione che di persone ne portava 72, dalla guerra libica durante un viaggio di 15 giorni nel marzo 2011 è “delle autorità italiane, responsabili delle operazioni di ricerca e di soccorso in mare, della Nato, i Paesi le cui navi sono state segnalate nella zona in questione, delle autorità libiche e dei commercianti senza scrupoli”. È quanto emerge dal rapporto di Tineke Strik, relatore dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (Apce) sul tema "Vite perdute nel Mediterraneo: chi ne è responsabile?", presentato a Bruxelles. La tragedia colpì un barcone partito da Tripoli il 26 marzo 2011, poco dopo l'avvio dei raid della Nato....

La riforma del lavoro e le differenze con la Germania

Si è fatto un gran parlare in questi giorni di “modello tedesco” di licenziamento (ma anche di relazioni industriali), spesso senza conoscerne realmente i contorni e spesso piegandolo alle convenienze. Non sembra però che quel modello sia preso in considerazione dal governo, a giudicare dalla proposta di riforma presentata. In Germania spetta in primo luogo al consiglio di fabbrica valutare la fondatezza delle ragioni del licenziamento, mentre da noi manca perfino una legge sindacale che riconosca ai lavoratori il diritto di scegliere chi li rappresenta in azienda. In quel paese poi il controllo del giudice sui licenziamenti economici è molto accurato e può sempre portare alla reintegra del lavoratore. Va da sé che la sanzione (reintegra o, se il giudice così decide, indennizzo) è la stessa nel caso di licenziamento per ragioni disciplinari e per ragioni economiche; e ciò per l’ovvio motivo che, se il licenziamento è illegittimo, quelle ragioni non esistono. L’i...

Un Italia migliore

Francamente me ne fotto dell'Europa, questa parola, che é, solo la scusa usata per anni da una classe politica corrotta e incompetente e dagli organi istituzionali, per coprire le loro malefatte e far pagare alla gente comune il prezzo di quello che o non hanno saputo e voluto fare o quello che hanno fatto per lucrare e rubare. Io so che vivo in una nazione che si chiama Italia, non Europa, so che i Francesi , gli Inglesi, i Tedeschi e tutti gli altri se ne fottono di noi ma pensano a noi solo quando si tratta dei loro interessi nazionali, dei loro soldi e dei loro investimenti, con la scusa dell'Europa la Germania si é arricchita e le altre nazioni sono venute in Italia a speculare e ad arraffare quello che di buono c'era, andate a controllare quante firme di alta moda sono nelle mani Francesi, quanti centri commerciali hanno ipermercati stranieri e Francesi, e soprattutto vediamo cosa c'é di Italiano all'estero, non mi pare che in Francia ci sia la coop ma in It...

ACTA, come funzionerà il nuovo bavaglio al web

Sabato 11 febbraio è stata una giornata di mobilitazione in tantissime piazze europee dove, nonostante il gelo a dir poco polare, migliaia e migliaia di persone hanno espresso il loro dissenso nei confronti di Acta, ovvero la nuova disposizione legislativa che si propone di limitare le libertà digitali. A Berlino come Parigi, senza dimenticare Roma, Praga, Sofia e tante altre ancora, è esplosa la protesta di coloro che si battono per un web libero da vincoli e senza bavagli di alcun tipo. L’ACTA, acronimo di  Anti-Counterfeiting Trade Agreement  è un trattato intergovernativo che impegna gli Stati firmatari ad applicare norme severe per contrastare la pirateria digitale e la contraffazione di materiale; questo trattato commerciale è stato coperto da segreto per circa tre  anni proprio per evitare qualsiasi critica che ne rallentasse la stesura e può contare già sulla firma di circa 40 Stati e sulla importante adesione di grandi multinazionali che sono di ...

Le sofferenze dei greci in nome delle banche!

 La Grecia è in ginocchio: dopo tre anni di terapia intensiva per curare l’eccesso di debito pubblico, il reddito nazionale è crollato del 12 per cento, la disoccupazione ha superato il 20, la protesta dilaga e il governo di coalizione è in pezzi. Eppure, l’E u ro p a non è soddisfatta e chiede ulteriore rigore. I tempi stringono: i 130 miliardi della rata di prestito concesso dal Fondo monetario e dalle istituzioni europee sono indispensabili per le necessità correnti e soprattutto per pagare gli interessi in scadenza la settimana prossima (15 miliardi). Il Parlamento greco dovrebbe votare questa sera le nuove misure imposte dai creditori. E’ probabile che alla fine Papademos ottenga i voti necessari, ma non per questo la situazione sarà risolta. Il fatto è che il problema fondamentale, quello dell’insolvenza dello Stato greco, continua ad essere affrontato in modo improprio e questo soprattutto per proteggere gli interessi delle banche internazionali e delle stesse ba...

Gli errori di Monti

Finora Mario Monti non aveva sbagliato una dichiarazione. In un paese di politici gaffeur o cialtroni, parlava come un libro stampato, senza demagogie, smargiassate, promesse al vento. Un marziano anche rispetto a quel caravanserraglio che s’è rivelato il suo governo, un frittomisto di sobrii professori e tecnici veri (come l’ottima Cancellieri), banchieri e avvocati in conflitto d’interessi, boiardi con triplo stipendio e traffichini impresentabili. Poi ha iniziato a sbracare anche lui, martonizzandosi a “Matr ix” con la fesseria sul posto fisso “monotono”. In un paese pieno di disoccupati che non trovano il primo lavoro, invitarli a pensare al secondo o al terzo è roba da dilettanti allo sbaraglio. E difenderla con le solite scuse dell’“e q u i vo c o ” e del “fuori contesto” è la classica toppa peggiore del buco. Nel forum con Repubblica tv, poi, il premier s’è vantato di misure “incisive con le banche”: roba da ridere, visti gli innumerevoli regali che il suo governo ha fatt...

La crisi greca e in Italia

La settimana scorsa l'Agenzia di rating Fitch ha emesso la sua sentenza: la Grecia fallirà entro marzo. Il nostro reportage mostra come la crisi economica si sta abbattendo sulla Grecia. Nel centro di Atene, i negozi abbassano le saracinesche. Gli impiegati pubblici subiscono drammatici tagli dei salari. Le fabbriche e i cantieri navali falliscono e licenziano operai. Persino grandi giornali o stazioni televisive devono chiudere. E intanto i cittadini greci non riescono a pagare neanche la bolletta della luce.

ISLANDA PRIMA IN EUROPA A RICONOSCERE STATO PALESTINA

Non è certo uno dei paesi europei più influenti e potenti ma il passo compiuto da Reykjavík comunque è storico e potrebbe aprire la strada ad altri riconoscimenti nel Vecchio Continente  “L’Islanda è il primo paese europeo a compiere questo passo” ha annunciato il ministro degli esteri islandese Ossur Skaphedinsonn dopo che il parlamento ha passato una mozione con 38 voti a favore su 63 per il riconoscimento della Palestina “come stato sovrano ed indipendente” coi confini del 1967. Questa misura, che riconosce l’OLP come la rappresentante legittima dello stato palestinese, è stata approvata il 29 novembre, nel giorno in cui nel mondo si celebra la giornata di Solidarietà con il Popolo Palestinese. Riyad Mansour, osservatore palestinese presso le Nazioni Unite, ha letto davanti alla sede centrale dell’ONU un messaggio del presidente Mahmoud Abbas (Abu Mazen), il quale ribadiva che la decisione di rivolgersi alle Nazioni Unite è un diritto legittimo del popolo palestinese....

Ddl Stabilità, l’art. 18 non si tocca, ma la benzina sì

Il portavoce di Tremonti smentisce: “nessuno toccherà l’articolo 18″ , sottintendendo che è la Lega a non volerlo per non sparire alle prossime elezioni. Ma la  legge salva-italia fa comunque acqua : nuove accise sui carburanti, liberalizzazioni boomerang e statali in cassa integrazione. Proprio non si poteva far di meglio?  Art.18 salvo.  Per una volta cominciamo da una buona notizia per i lavoratori: il Governo non è riuscito, nel suo atto finale, a demolire l’articolo 18. La norma dei licenziamenti facili non è piaciuta alla Lega, che in questi giorni prepara i piani per il post-governo tecnico di Mario Monti. Buona anche l’idea di sforzarsi verso le donne  (con un’agevolazione fiscale alle assunzioni part-time nelle aree troppo poco “rosa”)  e verso i contratti di apprendistato  (incoraggiati con un’esenzione dei contributi per i datori di lavoro per 3 anni). Dico buona perché parte bene, e finisce male: entrambe le norme vanno a facilitare il tur...