Tutte le mattine la sveglia suona alle 7. Un caffè veloce, una doccia e poi la scelta dei vestiti e del trucco. Linda è bella ma lo ha dimenticato troppo presto. Scende dall’autobus con un fare impacciato che guardandola non si può fare a meno di immaginarla dentro un film di Woody Allen. Occhi e lunghi capelli neri, sopracciglia folte su una pelle olivastra. Indossa sempre qualcosa di bianco e molto aderente. Impossibile non notarla. È irrequieta, non riesce a stare seduta per più di un minuto. Cammina a fatica sui tacchi – quelle scarpe sono un regalo della sua mamma – e spesso sembra parli da sola, forse immaginando di avere accanto un’amica. Quando si concede dei momenti di pausa dalla frenesia, mastica nervosamente dei semi di zucca. Li preferisce alle sigarette. Su quei semi scarica tutta la tensione che ha dentro. Li mette in bocca, li rompe e poi sputa il guscio. Così, senza vergogna . Linda è arrivata in Italia il giorno prima del suo ventunesimo compleann...
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