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Visualizzazione dei post con l'etichetta Roma 14 12 2010

Travaglio contro Mantovano

Scontri di Roma, sfiducia e compravendita. Dibattito serrato tra Marco Travaglio e Alfredo Mantovano a Tg3 Linea Notte. “Ad essere arrestati a Roma non sono stati quelli che hanno devastato la città e picchiato i poliziotti”, dice il vicedirettore del Fatto. “Sì, certo – risponde Mantovano – Sono bravi bambini che leggono il suo giornale e i suoi libri”. Controreplica di Travaglio: “Sa chi era stato condannato per resistenza a pubblico ufficiale in via definitiva? Il suo ministro dell’Interno, Roberto Maroni “. Stralci di un botta e risposta tra il sottosegretario all’Interno e il giornalista .

I fatti di Roma

Un amico ha scritto una nota molto interessante sui fatti del 14 dicembre a Roma e ritengo che tutti debbano leggere e conoscere. Buona lettura. "Quando il dito indica la luna lo stolto guarda il dito." Sono due giorni che penso a questo proverbio e non riesco proprio a togliermelo dalla testa. Ieri c'è stata una delle manifestazioni più importanti degli ultimi dieci anni e l'unica cosa sulla quale puntiamo l'attenzione sono gli infiltrati. Possibile che anche di fronte a un risultato partecipativo così importante, di fronte al coraggio di chi ha lottato metro per metro per rivendicare la propria presenza, il proprio posto nel mondo, noi non abbiamo di meglio da fare che incollarci a quattro foto di Repubblica. Se permettiamo che le conclusioni siano tratte da Ezio Mauro e compagni la giornata del 14 si prepara ad essere l'ennesimo fallimento e un'altra fiammata a vuoto. C'è la volontà diffusa di mistificare il senso di ciò che è accaduto e molti ci s...

14 Dicembre 2010

Nell’estate del 1994, la prima di B. al governo, Montanelli scrisse sulla Voce: “Oggi, per instaurare un regime, non c’è più bisogno di una marcia su Roma né di un incendio del Reichstag, né di un golpe sul Palazzo d’Inverno. Bastano i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa: e fra di essi, sovrana e irresistibile, la televisione. Il risultato è scontato: il sudario di conformismo e di menzogne che, senza bisogno di leggi speciali, calerà su questo Paese riducendolo sempre più a una telenovela di borgatari e avviandolo a un risveglio in cui siamo ben contenti di sapere che non faremo in tempo a trovarci coinvolti” . Sette anni dopo, l’ultima volta che s’incontrarono in tv, nel 2001, Biagi gli chiese una previsione. E lui: “Berlusconi, se vince, governerà senza quadrate legioni, ma con molta corruzione ” (il direttore di Rai1, Maurizio Beretta, censurò la frase e fece subito carriera in Confindustria). Ecco, quel che è accaduto ieri nel regno dei morti – Montecitorio, l’u...