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Nessun oblio sulla strage di Piazza Fontana

La strage del 12 dicembre, la strage di Stato, rimane uno snodo storico e politico per capire il paese in cui viviamo. Le recenti polemiche sulla trattativa tra Stato e mafia, confermano come la ragion di Stato non si è mai sottratta dal “lavoro sporco” per perseguire la sua stabilità. Il quarantatreesimo anniversario della strage di Piazza Fontana, aggiunge alla rilevanza della memoria storica e della valutazione politica il crisma dell’attualità. Abbiamo affermato in questi anni che la verità giudiziaria sulla strage del 12 dicembre 1969 a Milano è ormai seppellita sotto due processi e la contraddittoria sentenza definitiva del secondo. Questa sentenza afferma infatti che i colpevoli erano quelli giudicati innocenti nel primo processo (Freda, Ventura etc., mentre gli accusati del secondo (Zorzi, Maggi etc) sono stati scagionati. Ma i primi sono stati già giudicati e quindi non possono esser giudicati una seconda volta per lo stesso reato. Una lapide su ogni...

Attentato a Brindisi Mafia o anarchici ma c'è terza ipotesi

Tre piste calde in attesa che gli esperti balistici facciano chiarezza sull'ordigno fatto esplodere alle 7,45 di sabato 19 maggio dinanzi alla scuola «Morvillo Falcone». Stando alle scarne notizie che trapelano, il magistrato inquirente, sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza, che lavora a stretto contatto di gomito con il procuratore Cataldo Motta, della Dda di Lecce, attribuirebbe molta importanza all'esito della perizia balistica in modo da poter incanalare con maggiore determinazione una delle piste che vengono seguite per cercare di risalire ai criminali che quella mattina hanno fatto esplodere l'ordigno provocando la morte di Melissa Bassi, studentessa 16enne di Mesagne, e il ferimento di altre cinque studentesse, una delle quali versa ancora in condizioni molto gravi. Mentre non avrebbe dato risultati apprezzabili il filmato in cui si vede l'attentatore che innesca il congegno. Tre piste. Vengono prese in considerazione le ipotesi che a compiere la...

Lo Stato non rimborserà più i danni da calamità naturali

Giovanna Cavalli scrive sul Corriere della Sera che un decreto della riforma della Protezione Civile – pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale – stabilisce che lo stato non pagherà più i danni provocati da catastrofi naturali agli edifici dei cittadini, che dovranno prevenirsi stipulando polizze assicurative. Ecco il testo integrale dell'articolo  La calamità naturale sarà a carico del cittadino. In caso di terremoto, alluvione, tsunami e qualsivoglia altra catastrofe, non sarà più lo Stato a pagare i danni. A ricostruire l'edificio crollato o pieno di crepe, casa o azienda che sia, dovrà provvedere il proprietario. A sue spese. O stipulando, previdente, una relativa polizza di assicurazione. La novità, enunciata chiaramente, si trova nel decreto legge n.59 sulla riforma della Protezione Civile pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale. In cui si afferma che «al fine di consentire l'avvio di un regime assicurativo per la copertura dei rischi deriv...