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Visualizzazione dei post con l'etichetta Cina

I CINESI SI STANNO COI CINESI SI STANNO COMPRANDO L'ITALIA

    La scalata al potere del gigante d'oriente non rappresenta solo un problema di ordine economico. Le ripercussioni, se non ci prepariamo, saranno anche di tipo politico. L'allarme è già stato lanciato, cosa vogliamo fare? Nella scorsa settimana, i servizi segreti hanno presentato un rapporto al governo nel quale lanciano un allarme: i cinesi si stanno comprando l'Italia. Hanno messo gli occhi sull'enorme area dismessa della Falck di Sesto San Giovanni, dove pensano addirittura di aprire una filiale della Bank of China; fanno man bassa azionaria nel settore della automazione industriale, della nautica da diporto, delle tecnologie ambientali, ecc. I brevetti sono a rischio, la posizione concorrenziale dell'Italia pure. Infine -suprema infamia!- nell'anno prossimo, sbarcherà in Italia la temibile Dagong, l'agenzia di rating cinese, per valutare la fattibilità degli investimenti in Italia! Orrore! Scusate ma dove è il problema? Con gli accordi di ...

Milano, la Cina e il Dalai Lama

Il Comune di Milano, una volta capitale morale, in seguito Milano da bere, e oggi senza neppure una qualunque identità, ha rifiutato la cittadinanza onoraria al Dalai Lama. Gli era stata promessa. Per ragioni di bottega gli è stata negata con il solito teatrino all'italiana e la nuova maschera lombarda a far la figura di merda: il facondo Pisapippa, una via di mezzo tra Balanzone e Arlecchino, il " vorrei ma non posso " di piazza della Scala, il dimissionario dall'Expo, ma anche no. La Cina, oltre ad aver occupato il Tibet, ha occupato anche Palazzo Marino. I neo maoisti meneghini hanno bocciato l'onorificenza a Tenzin Gyatso in nome dei danè. La Cina ha infatti minacciato di non partecipare all'Expo 2015 e pressioni di ogni genere sono arrivate in questi giorni al Comune di Milano da parte degli investitori cinesi. La nuova bandiera comunale dovrebbe essere un paio di mutande rosse. Io ho avuto l'onore di incontrare il Dalai Lama nella s...

Sola la Cina può salvare l'Iribus

“Novantatré giorni di sciopero. Senza un centesimo da portare a casa. Anche noi siamo l’Italia”. Fiat-Irisbus, oltre 700 tra operai e impiegati, da tre mesi in lotta per difendere lo stabilimento che Marchionne e la Fiat vogliono chiudere. Siamo a Flumeri, Irpinia, nel cuore della Campania deindustrializzata, tra campagne di tabacco e barbabietole, un pezzo di Sud dimenticato. Anche questa è Italia e anche gli operai che quando lavoravano percepivano stipendi che non superavano i 1.200 euro al mese sono italiani. Qui si producono autobus per il trasporto pubblico, un ramo che non sembra più entrare nei piani della Fiat, almeno sul suolo patrio. La produzione, dicono gli operai, la vogliono spostare altrove, nella Repubblica Ceca. Quando nel 1973 il Cipe decise di impiantare qui lo stabilimento, a Eboli, Salerno, scoppiò una rivolta. Vinse Flumeri, perché questa era la terra di Ciriaco De Mita, in quegli anni ministro d...

La donna che sfregia otto bambini nel centro d’accoglienza

Otto bambini di un centro accoglienza per immigrati di Shanghai sono rimasti vittima dell’attacco di una donna che li ha sfregiati con un coltello prima di venire arrestata. L’attacco è avvenuto intorno a mezzogiorno nel quartiere di Minhang, riferisce la Bbc, ricordando una serie di precedenti, verificatisi nel 2010 in diverse scuole cinesi. A marzo dell’anno scorso a Ninping il medico Zheng Minsheng ha accoltellato a morte 8 scolari ed e’ finito sul patibolo il mese successivo. A maggio 2010, nel corso di una presa di ostaggi in un kindergarten di Hanzhong, l’aggressore uccise sette bambini e due adulti prima di togliersi la vita. Stando al quotidiano ‘Xinmin Evening News’ la donna, ex dipendente del centro di Shanghai e con problemi mentali, ha sfregiato i piccoli, tutti di 3-4 anni di eta’, con un taglierino. Fonte: giornalettismo

Cina contro il Nobel per la Pace

"Il popolo cinese e la grande maggioranza dei popoli del mondo si oppone alla scelta del Comitato del Nobel per la pace". E' quanto ha detto questa mattina la portavoce del ministero degli esteri cinese Jiang Yu. Il comitato del Nobel per la pace ha assegnato il premio al dissidente cinese Liu Xiaobo, detenuto in un carcere cinese. Domani quindi alla cerimonia di consegna del premio a Oslo il vincitore non sarà presente. Anche la moglie del dissidente si trova agli arresti domiciliari da due mesi e ai tre fratelli dell'uomo non è stato consentito di lasciare il paese. "Il comitato del Nobel deve ammettere di essere in minoranza", ha aggiunto la portavoce cinese aggiungendo che "tutti i tentativi per esercitare pressioni sulla Cina sono destinati a fallire". La mozione di omaggio al premio Nobel per la pace 2010, il dissidente detenuto Liu Xiaobo è "arrogante e irragionevole", secondo la portavoce cinese Jiang Yu. La portavoce del minister...

La Cina agli ambasciatori: ignorate il Nobel per la pace

Diversi Paesi non hanno ancora deciso se partecipare alla cerimonia di consegna del premio Nobel per la pace al dissidente cinese Liu Xiaobo, prevista a dicembre. Lo rende noto l'Istituto Nobel. "Numerosi ambasciatori hanno chiesto di rinviare la data limite" per rispondere all'invito alla cerimonia del 10 dicembre a Oslo, ha dichiarato il direttore dell'Istituto, Geir Lundestad, aggiungendo che una lista piu' precisa dei partecipanti dovrebbe essere disponibile giovedi'. La Cina, che considera Liu Xiaobo un "criminale", ha minacciato "conseguenze" per quei Paesi che darannoil loro sostegno al dissidente. L'ambasciata cinese a Oslo ha inviato una lettera alle sedi diplomatiche degli altri Paesi per chiedere loro di non recarsi alla cerimonia. Alla consegna del Premio sono stati invitati tutti gli ambasciatori accreditati in Norvegia, i quali avevano tempo fino alla data di oggi, 15 novembre, per rispondere. La maggior ...

Appello per la liberazione di Liu Xiaobo

Invitiamo a firmare l'appello per la liberazione di Liu Xiaobo premio Nobel per la pace 2010 FIRMA L'APPELLO

Governo Cinese contro il Premio Nobel Liu Xiaobo

Prima ritorsione cinese dopo il Nobel a Liu. La Cina ha cancellato un incontro con il ministro norvegese della Pesca, rendendo visibile il peggioramento delle relazioni con Oslo minacciato dopo la decisione del comitato norvegese per i premi Nobel di dare quello per la pace al dissidente cinese Liu Xiaobo. A dare la notizia il ministro degli Esteri norvegese. Isolata Ai diplomatici europei è stato impedito di fare visita alla moglie del Premio Nobel per la Pace Liu Xiaobo, Xia, da ieri agli arresti domiciliari. Lo ha riferito il Primo segretario per gli Affari politici della delegazione Ue in Cina, Simon Sharpe, precisando di essersi recato all'abitazione della donna per recapitare personalmente una lettera di congratulazioni del Presidente della Commissione Ue, Jos‚ Manuel Barroso. Pericolo web Alla signora Liu hanno tagliato il telefono e Internet. Non le è permesso di contattare gli amici con nessun mezzo di comunicazione. Non può lasciare la sua casa, tranne in una ma...