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Visualizzazione dei post con l'etichetta Tunisia

Tunisia, ergastolo a ex presidente Ben Ali

L'ex presidente della repubblica tunisina, Zine El Abidine Ben Ali, e' stato condannato questa sera, da un tribunale militare, all'ergastolo per la morte di oppositori durante la repressione della 'rivoluzione'. vittime della repressione. Lo riferisce la Tap. Con la stessa sentenza è stato condannato a dodici anni di reclusione Rafik Belhaj Kacem, che é stato l'ultimo ministro degli Interni prima della caduta del regime.

TUNISIA, LA RIVOLUZIONE E’ PROPRIO FINITA

 Gli scontri di lunedì rendono definitiva la frattura tra società civile e governo provvisorio. Quella che e' considerata la "piu' riuscita" delle rivolte arabe del 2011, mostra il lato oscuro del nuovo regime.  Se mai un filo, quantunque sottile, legasse ancora il governo provvisorio della “troika” alla società civile (come è detto in Tunisia l’insieme dei soggetti politici e sociali impegnati attivamente), esso si è spezzato in modo irreparabile il 9 aprile. Era la Giornata dei Martiri, festa nazionale che commemora l’eccidio perpetrato dalle truppe di occupazione francesi il 9 aprile del 1938. Ed era la data solenne che un ampio cartello, costituito dall’Ugtt, la storica centrale sindacale, da tutti i partiti progressisti o di sinistra, dalle più varie associazioni, da un numero importante di personalità pubbliche, di artisti e intellettuali, aveva scelto per riprendersi l’Avenue Bourguiba. La sfida era quella d’infrangere il divieto di sf...

Craxi, Schettino ante litteram

Bruno Vespa ha aperto un Porta a Porta , più o meno in coincidenza con il ventennale dell’arresto di Mario Chiesa avvenuto nel febbraio 1992, con una sua intervista in ginocchio a Bettino Craxi in cui ‘ l’esule di Hammamet’, condannato a più di dieci anni di reclusione per corruzione e finanziamento illecito, cantava il solito ‘ leit motiv’: “I processi di Mani Pulite sono stati processi politici”. E in studio il medium Vespa, nel silenzio-assenso di tutti i presenti (ad eccezione di Giovanni Valentini), chiosava: “A vent’anni di distanza bisogna ammettere che Craxi aveva ragione”. Buon Dio, si sperava che almeno con certe cose fosse davvero finita. E invece no. Il presupposto dello pseudo ragionamento di Craxi e del suo ventriloquo è il solito: le inchieste di Mani Pulite colpirono solo alcuni partiti, risparmiandone altri, quelli di sinistra. A parte il fatto che finché mi sono preso la briga di contarli erano 283 gli amministratori di sinistra inquisiti, non è c...

Tunisi chiede ancora la caduta del regime

“Il popolo vuole una nuova rivoluzione”: con questo slogan alcune centinaia di persone hanno manifestato oggi a Tunisi, a riprova che il malcontento politico e sociale è forte nel paese. L’iniziativa, organizzata da alcuni partiti di sinistra, dal sindacato Ugtt ma anche dall’ancora attivissima comunità di facebook, chiedeva in particolare l’indipendenza della magistratura, contestava i giudici ancora corrotti e il governo, giudicato ancora troppo influenzato dal vecchio apparato. Mentre al palazzo di giustizia si teneva il processo (in contumacia) a Ben Alì e alla moglie, verso il quale l’opinione pubblica pare piuttosto indifferente giudicandolo una farse, nella centralissima avenue Bourghiba giovani con la maglietta di Che Guevara, donne e uomini avvolti nella bandiera tunisina urlavano slogan contro la dittatura, puntando il dito contro la liberazione di alcuni ministri del regime di Ben Alì, come Abderrahim Zouari e Béchir Takkari, nonché la fuga al’estero dell’ex presidentessa ...

Donne e Tunisia: Una Libertà relativa

Alla luce dei recenti avvenimenti tunisini che hanno portato alla cacciata del generale-presidente Ben Ali, Nena News ha deciso di pubblicare questa intervista con Safia Farhat, da anni attivista della Associazione delle donne democratiche tunisine. La Tunisia vanta dagli anni Cinquanta, un testo legislativo pioneristico, in materia di diritti e tutela delle donne, soprattutto se paragonato ad altri paesi islamici del Medio Oriente. Un Codice dello Statuto personale che, dal 1957, ha portato grandi riforme, non solo vietando la poligamia e il concetto di “ripudio” della donna, ma ha anche istituito il divorzio giudiziario, ha fissato a 17 anni l’età minima perché giovani donne (dietro proprio consenso) possano sposarsi, e aumentato la possibilità di tutela della madre sui figli. Eppure nonostante una legislazione così avanzata, la condizione delle donne tunisine era strettamente legata a quella generale del paese, dove il generale El Abidine Ben Ali, al potere consecutivamente dal 1987...

Le rivolte della fame

Effetto a catena. S'incendia tutto il Mediterraneo. Ora tocca all'Egitto, dopo Albania, Tunisia, Algeria, Marocco, Giordania e Mauritania. È solo effetto della rivoluzione dei gelsomini? Certo, l'esplosione della Tunisia che sembrava il regime più solido nella sua repressione ha provocato un effetto dirompente. In meno di un mese Ben Ali è stato costretto alla fuga. Forse non solo per merito della piazza, la spallata finale l'ha data l'esercito che ora si erge a garante della rivoluzione. Ma i tunisini non abbandonano i propri obiettivi. Ben Ali non era l'unico despota della regione, la concorrenza è sfrenata con Mubarak, Bouteflika e Berisha. Molti gli obiettivi comuni della rivolta: cambio di regime, giustizia, lotta alla corruzione e miglioramento delle condizioni di vita. In alcuni casi, come la Tunisia, si è partiti dalle condizioni sociali per arrivare al cambio di potere. Il contagio è stato immediato: in Egitto alcuni giovani si sono dati fuoco, incurant...

Vicini al popolo tunisino

E' tascorso quasi un mese dall'inizio della rivolta innescata dal suicidio di Mohammed al Bouazizi, il ventiseienne tunisino laureato in lingua e letteratura araba ma costretto a vendere frutta al mercato per mantenere la famiglia. Il 17 dicembre scorso, privato della sua poca merce dalla polizia in quanto abusivo e impeditogli di parlare con un funzionario della prefettura, ha preferito darsi fuoco. Dopo di lui altri quattro giovani disperati hanno seguito il suo esempio non avendo nulla da perdere. Intanto il bilancio dei morti negli scontri ammonta a cinquanta persone nonostante i ventuno dichiarati dal governo. Chiara Milano Vi proponiamo un articolo tratto dal megafonoquotidiano per capire meglio cosa sta avvenendo in Tunisia e a seguire immagini reali dal paese nordafricano. L’intifada tunisina è nata in un contesto di impoverimento della popolazione e di crescente disoccupazione giovanile – in particolare tra i diplomati. Di fronte a ciò una prima reazione è stat...

L’Italia sostiene i regimi feroci di Tunisia e Algeria

Il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha dichiarato il pieno sostegno del nostro paese per i due regimi nordafricani messi sotto pressione dalle rivolte popolari . Nel tentativo di minimizzare le rivolte Frattini ha sostenuto addirittura che le manifestazioni non avrebbero carattere politico, nonostante l'evidente supporto che ricevono dalle opposizioni e dai sindacati nei due paesi e nonostante non ci sia nulla di più politico della discussione sulla redistribuzione della ricchezza, che in questi paesi ricchi di materie prime si ferma nelle tasche di élite mafiose e corrotte. Per Frattini quella tunisina non è neppure una dittatura e c'è da capirlo, proprio Craxi fu il mentore di Ben Alì e proprio l'Italia con i suoi servizi segreti che guidò la sua ascesa al potere in sostituzione del dittatore che lo ha preceduto, ormai troppo vecchio e troppo malato per sostenere l'ingrato compito. In cambio Ben Alì offrì rifugio...