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CRISI BENETTON/ Un impero che si sgretola: licenziati 450 lavoratori. Spunta l’ombra di Goldman Sachs

    A settembre una campagna pubblicitaria alquanto provocatoria, in pieno stile Benetton  “Unemployee of year” denunciava i livelli record di disoccupazione. Solo pochi mesi dopo   arriva la grande “mazzata”: il colosso Benetton si inginocchia alla crisi e manda a casa 450 lavoratori. I sindacati raccolgono anche le lamentele dei lavoratori della Benetton-Trasporti – l’azienda gestisce anche il 37% dell’Atlantia Spa – che denunciano licenziamenti a pioggia, abbassamento dei salari, impoverimento della manutenzione.  Eppure la holding di famiglia ha goduto dell’appoggio del governo Monti: nel 2012 in piena crisi si è avuto l’aumento del pedaggio autostradale che ha incrementato le entrate del 2%, arrivando a circa 4 miliardi di fatturato all’anno. Ultimo regalo di Monti&Co. è stato l’aumento delle tariffe a Fiumicino – gestita dai Benetton – e l’ampliamento dell’aeroporto che porterà alla famiglia un guadagno di 12 miliardi di euro. ...

Gli intoccabili Benetton

Siamo votati allo sviluppo e ci daremo da fare, nei limiti delle nostre responsabilità e delle nostre possibilità, per la ripresa del Paese, nel momento molto duro che stiamo attraversando, ognuno dovrà fare la sua parte”. Si è preso un bell’impegno ieri a Venezia il presidente di Edizione srl Gilberto Benetton, dall’alto del suo impero familiare nato sui maglioncini colorati della sorella Giuliana. Un impero che oggi si regge principalmente dalle concessioni pubbliche via Autostrade e Autogrill, senza contare le posizioni di peso (e le disavventure) nella finanza che conta in Italia. BENETTON può fare affidamento su un patrimonio personale di 2,4 miliardi di dollari, secondo la stima della rivista americana Forbes nel marzo scorso. Una somma in crescita di 300 milioni sul 2010 e di 900 milioni rispetto al 2009 e identica a quelle attribuite agli ...

Benetton, il Nordest trasloca in Serbia

Il governo di Belgrado ha annunciato l'imminente accordo per portare una parte della produzione del gruppo negli stabilimenti dismessi della Niteks, a Nis Il Nordest non è più un miracolo da un pezzo. Oggi poi che le aziende fuggono via, rischia di trasformarsi in un problema serio. Questa volta l’attrazione fatale (per la Serbia) ha colpito, in assoluta discrezione, il gruppo Benetton che trasferirà un altro pezzo di produzione fuori dai confini: così, a operazione conclusa, quasi l’ottanta per cento dei capi d’abbigliamento marchiati Ponzano saranno fatti in giro per il mondo. Nonostante la roccaforte delle vendite, per la famiglia Benetton, sia ancora il Belpaese, dove distribuisce il 45 per cento di quello che produce. Ma le regole del mercato non guardano in faccia a niente e nessuno, soprattutto in tempi di crisi. La destinazione scelta dalla grande famiglia veneta è Nis, cento chilometri a sud di Kragujevac, dove la Fiat produrrà il suo nuovo monovolume e dove già assembla q...