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Visualizzazione dei post con l'etichetta contratti di lavoro

Nessuno paga, imprenditori suicidi

In questo articolo si racconta un Italia che lavora, che paga le tasse e che purtroppo per comportarsi in modo corretto non riesce ad andare avanti. Si può morire impiccati al chiodo della crisi, avvelenati ad aspettare quella manciata di soldi che ti spettano, che magari non arriveranno mai. Denunciare i creditori? I tribunali ci mettono sette anni per arrivare a una sentenza definitiva, e poi intorno ti fai terra bruciata. Ragionava così Giovanni Schiavon, e intanto telefonava ogni due o tre giorni a quei creditori che avevano allungato i tempi di pagamento di altri mesi, forse anni. Privati ma anche tante amministrazioni ed enti pubblici che non lo riescono più a pagare. Giovanni Schiavon era un piccolo imprenditore edile come tanti nella zona del padovano, giovane e affidabile, serio e molto professionale: era proprietario della Eurostrade di Vigonza. Si è ucciso non per i debiti ma per i crediti che non riusciva a riscuotere, aveva crediti con enti pubblici per almeno 300 mila eur...

Fiat polacca: sabotaggio nella fabbrica-gioiello

Bocche cucite allo stabilimento Fiat di Tychy. È da poco finito il primo turno, dai cancelli escono gli operai ma hanno poca voglia di parlare e appena salta all'orecchio la parola «sabotaggio» fuggono con un laconico nie wiem, non lo so. Il sabotaggio però c'è stato, durante la notte tra giovedì e venerdì della scorsa settimana. Secondo una nota ufficiosa di Fiat Auto Poland, sarebbero 60 le auto distrutte ma i dati del personale di sorveglianza parlano di 200-300 vetture danneggiate con graffi e ammaccature sulla carrozzeria. Boguslaw Cieslar, portavoce della Fiat in Polonia, nega che ci siano stati sabotaggi. L'ufficio stampa di Torino conferma le parole di Cieslar.A prescindere dalla versione più o meno ufficiale dei fatti, l'intera faccenda ha messo in allarme la dirigenza e soprattutto i lavoratori, che adesso temono possibili ritorsioni aziendali. «In 35 anni di lavoro non ho mai visto una cosa simile», si sfoga un operaio che ci chiede l'anonimato. «Quello c...

Le operaie Fiat di Melfi

Ieri siamo state a Melfi, sia al Tribunale dove era in corso l'udienza per i tre operai licenziati, sia alla fabbrica; abbiamo parlato con le operaie che ci hanno raccontato come stanno peggiorando i carichi di lavoro alla Fiat Sata. In una sola linea del 'Montaggio' le macchine sono passate da 276 a 291, ben 15 in più e neanche un operaio in più. Ai motori, per 25 macchine sta solo 1 operaio. E' aumentata la velocità della linea.L'aumento del carico alla catena di montaggio, si riflette inevitabilmente su tutte le postazioni di lavoro collegate. Due operaie, Giovanna e Maria, che si occupano della preparazione del materiale utilizzato alla catena, hanno detto che ora devono essere più svelte e preparare più pezzi di prima: circa 30 pezzi in più per due linee.Ma non c'è solo l'aumento dei carichi e la riduzione dei tempi di lavoro, l'azienda diminuisce anche i lavoratori nelle postazioni. Prima – hanno raccontato le operaie – vi erano 2 operai per tutto ...

Attenzione ai nuovi limiti per i lavoratori

Il 23 novembre è entrata in vigore la Legge 183 che introduce limiti e cavilli legali che renderanno durissima la vita dei lavoratori atipici. Diventerà quasi impossibile impugnare in tribunale il proprio contratto di lavoro, e queste norme inizieranno ad avere effetto dal 23 gennaio 2011. Con la Legge 183 tutti coloro che vogliono impugnare un licenziamento perchè lo ritengono illegittimo, oppure vogliono impugnare un contratto di lavoro a termine in quanto lo ritengono non regolare, devono farlo entro 60 gg. Precedentemente alla Legge 183 era possibile far valere i propri diritti fino a 5 anni dall'ultimo giorno di lavoro. Inoltre FATE ATTENZIONE, tutti coloro che hanno avuto un contratto di lavoro terminato prima del 23 novembre 2010 (giorno in cui è entrata in vigore la Legge 183), vedranno decadere DEFINITIVAMENTE il diritto alla vertenza il 23 gennaio 2011. Quindi per non perdere questo diritto il tempo che rimane è brevissimo! Ma la Legge 183 non dice solo questo, ci sono al...

Marcchione e i diritti dei lavoratori venduti!

Gli accordi siglati dalla Fiat relativi alla riorganizzazione dei siti produttivi italiani pone delle questioni ineludibili dal punto di vista sindacale come anche sul piano politico. 1. In primo luogo, questi accordi ci dicono chiaramente che cosa è oggi la democrazia politica in questo paese. Sono decenni che la politica non riveste un ruolo di mediazione dei conflitti e di interessi contrapposti. Oggi la politica è semplicemente l’arte dell’imposizione di un interesse particolare, spacciato come generale. Prima si schiacciavano i diritti in nome della competitività, della flessibilità come strumento di crescita, del controllo dell’inflazione e del debito pubblico. Ora con la crisi l’approccio è diretto: o la borsa o la vita! Anche i modi si sono fatti espliciti: con la forza o con la corruzione. Dal regime economico al regime politico tutto si compra (dai sindacati ai partiti); chi pretende politica viene zittito. Per i migranti e il precariato in generale, così come ...

Il corso da cheer leader: ecco cosa mancava alla scuola italiana!

Un'amica di Nodo In Gola ci ha segnalato questo interessante corso promosso dal Comune di Bologna! Attendiamo Commenti! Nelle scuole italiane mancano sedie, banchi, rotoli di carta igienica, ore di sostegno per i bambini disabili , ma il Comune di Bologna s’impegna di fronte alla cittadinanza a rendere disponibili e gratuiti i corsi di cheerleader nelle medie superiori. (vedi: http://www.comune.bologna.it/media/files/un_altro_sport.pdf ) Più che gli obiettivi didattici della scuola pubblica, il progetto pare centrare gli obiettivi particolari della Federazione Italiana Cheerleading , il cui presidente afferma: Il principale progetto che ruota attorno alla Federazione si chiama ‘Cheerleaders nelle scuole’, con il quale si vuole dare una valida alternativa al volley, unico sport che le ragazze praticano all’interno degli istituti. (…) Speriamo di riuscire ad entrare prima possibile con i nostri coach federali nelle scuole delle amministrazioni che hanno aderito, per iniziare a dare...

Pomezia, lavoratori disperati

Altro che uova e vermice contro la Cisl, meglio parlare di cose serie, come questi operai di Pomezia che sono saliti sul tetto della loro azienda perchè da un anno non vengono pagati! Lavoratori disperati, da un anno senza stipendio, che salgono sul tetto, dormono in azienda e cominciano lo sciopero della fame. Sulla situazione dei dipendenti del call center Herla di Pomezia prende la parola Giuseppe Cappucci, segretario generale della Cgil-Cdlt Pomezia-Castelli-Colleferro-Subiaco, che racconta della "condizione di esasperazione delle lavoratrici e dei lavoratori arrivata ormai al limite". "Ieri sera - dice Cappucci - i lavoratori sono saliti sul tetto dell'azienda per protestare e questa notte alcuni di loro hanno dormito nei locali della società. La protesta sta continuando anche stamattina. Andrò con alcune lavoratrici a Roma, davanti al consiglio regionale per chiedere agli organismi istituzionali di ascoltarci e di prendere in considerazione la nostra situazione...

La "Povera" Fiat

Vi proponiamo un articolo del Manifesto sulla "porcata" fatta da Federmeccanica contro i lavoratori italiani. Per Federmeccanica, il contratto nazionale del 20 gennaio del 2008 non vale più. Benché l'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne avesse chiesto pubblicamente la disdetta - senza la quale sarebbe uscita dall'associazione - il presidente di Federmeccanica Pierluigi Ceccardi ha detto che «la Fiat non ha spinto per niente». E che anzi, «l'accelerazione che abbiamo imposto oggi è per tutelare le esigenze delle aziende metalmeccaniche e di un milione di lavoratori che dipendono da esse». Per non sbagliarsi, Federmeccanica fa un passo doppio: da una parte recede dall'accordo per imporre deroghe per tutti, dall'altra studia il modo di fare altre «norme specifiche per il comparto auto», cioè solo per la Fiat. «Quella assunta da Federmeccanica è una decisione gravissima e irresponsabile, che lede i principi democratici del nostro Paese. Si deci...

La Fiat colpisce ancora

La Fiat, non è mai stata molto tenera con gli operai e questo anche perchè tutti i governi che si sono tuttavia succeduti in Italia hanno favorito il mercato dell'automobile, sfavorendo la crescita su rotaie del paese, come evidenziava una puntata di Report di aprile. Quello che sta avvenendo a Pomigliano è l'ennesimo colpo di scure da parte dell'azienda automobilistica di Torino nei confronti degli operai. Nodo In Gola si schiera con gli operai e vi facciamo leggere questo articolo apparso sil blog gliitaliani in cui il sindacato spiega le sue ragioni Venerdì 11 giugno il Gruppo Fiat ha confermato, in un incontro al ministero dello Sviluppo economico, la scelta di cessare l’attività di Termini Imerese, trasferendo in Polonia la produzione della Ypsilon entro il 21 dicembre 2011 e, permanendo l’assenza di reali e concrete soluzioni industriali, ciò significa cancellare oltre 2.200 posti di lavoro e una delle più importanti attività industriali di tutta la Sicilia. Nella s...